Cabal e Farah al settimo cielo
Colombia in trionfo

Juan Sebastian Cabal e Robert Farah non dimenticheranno Roma tanto facilmente. I due tennisti colombiani hanno infatti conquistato ai 75esimi Internazionali BNL d’Italia il loro primo titolo in un Masters 1000 in carriera – il primo di questo livello per la Colombia e anche per una coppia tutta sudamericana – dopo esser usciti sconfitti nel 2014 nell’ultimo atto a Miami.

Accreditati della sesta testa di serie, dopo il bye all’esordio, Cabal/Farah hanno messo in fila al secondo turno gli olandesi Haase/Rojer per 67(5) 75 10-8, nei quarti il polacco Kubot e il brasiliano Melo, primi favoriti del seeding, sconfitti 63 75, in semifinale per 64 26 10-5 il britannico Jamie Murray e il brasiliano Bruno Soares, quinta testa di serie, per completare l’opera con il successo in rimonta, per 36 64 10-4 sullo spagnolo Pablo Carreno Busta e il portoghese Joao Sousa. Proprio questi ultimi due erano entrati in tabellone all’ultimo momento come ‘alternates’ grazie alla rinuncia dei gemelli Bryan, dopo l’infortunio patito da Bob nella finale di Madrid, con conseguente ritiro, raggiungendo la loro prima finale in un “1000”.

CABAL RISPONDE E RESTA CON IL MANICO IN MANO – Si tratta dell’undicesimo titolo insieme per i due colombiani, che avevano cominciato l’anno raggiungendo la finale agli Australian Open (fermati da Marach/Pavic), la prima in uno Slam, e poi anche al torneo di Buenos Aires a febbraio. Una cavalcata vincente che ha visto anche un momento insolito nel corso della semifinale sul Campo Pietrangeli: la racchetta di Farah, alla risposta, è infatti andata in pezzi al passaggio della palla con il giocatore rimasto con il solo manico in mano...

LA GIOIA DI CABAL E DEL PICCOLO JACOBO – “Stavamo inseguendo da lungo tempo questo titolo” – ha sottolineato Cabal, che per la premiazione ha voluto accanto a sé il figlioletto Jacobo, meno di un anno e mezzo, che per l’intera settimana ha allietato la Player’s Lounge tenuto sotto controllo da mamma Juliana – “Abbiamo lavorato duro per riuscirci e il lavoro ha pagato, e adesso siamo davvero felici. Un risultato che ci darà ancora più motivazione. In finale avevamo cominciato con una certa strategia ma non stava funzionando, così abbiamo dovuto cambiarla in corsa. Poi alla fine le cose si sono sistemate”.

“E’ una sensazione splendida” il commento di Farah, 31 anni, uno in meno del compagno di team – “Avevamo già disputato un paio di finali in questa stagione senza però riuscire a conquistare il titolo. E’ davvero qualcosa di speciale aggiudicarsi un Masters 1000, il titolo più prestigioso del tour, uno degli obiettivi per cui lavoriamo giorno dopo giorno. Qualcosa che ricorderemo per tutta la nostra vita”.