L’ENORME IMPATTO DEGLI IBI 2016
Crescita e valore nello studio LUISS-Ernst &Young

La minaccia di pioggia è stata scongiurata, ma per non correre rischi gli organizzatori hanno spostato nell’elegante Lounge CONI-FIT la tavola rotonda intitolata “Internazionali BNL d’Italia: Valore e potenziale di un evento “caput mundi”. Nel corso della mattinata sono stati illustrati i risultati di una ricerca commissionata dalla FIT all’Università romana LUISS, nonché all’importante società di revisione Ernst & Young, la stessa che da qualche anno certifica i bilanci FIT e quelli delle società controllate (Sportcast, Mario Belardinelli, FIT Servizi). L’esigenza è nata dalla necessità di capire quale fosse l’impatto del torneo sulla Città di Roma (e non solo). “E’ tempo di esami – ha detto il presidente FIT Angelo Binaghi – per una manifestazione in grande crescita. Talmente in crescita che chiamarla ‘manifestazione’ è diventato riduttivo, è quasi una piccola impresa visto che muove un giro d’affari di oltre 30 milioni di euro. Sono dimensioni che esaltano e che per certi versi ci spaventano”. L’evento è stato moderato da Claudio Giua e al tavolo dei relatori, oltre a Binaghi e al Segretario Generale CONI Carlo Mornati, c’erano Mario Rocco di Ernst&Young nonché i professori LUISS Michele Costabile e Matteo De Angelis. La ricerca – come ha spiegato Costabile – si è basata su tre aspetti.

Effetti economici diretti
Effetti economici indiretti
Effetti reputazionali e cognitivi

L’impatto economico diretto, già visibile a occhio nudo, certifica la crescita del torneo che è costante da oltre 10 anni. Se il fatturato supera i 30 milioni e il margine di guadagno è addirittura del 33%, impressiona quello che può essere definito – secondo parametri scientifici – il valore complessivo del torneo. Dal 2014 al 2016, il valore si è elevato da un massimale di 115 milioni a quello di 181 milioni. “Sono cifre che non si riscontrano sul mercato” ha detto Mario Rocco. Ancora più importante la valutazione sull’impatto indiretto, ovvero il beneficio economico su città e territorio generato dal torneo. Partiamo dai dati: nel 2015 le presenze complessive (accrediti compresi) sono stata circa 266.000, per un totale di 80.130 spettatori unici. Di questi, 75.868 sono italiani e 56.094 residenti fuori Roma. Partendo dai dati sul turismo proposti dalla Banca d’Italia, lo studio ha potuto analizzare il comportamento dei turisti che si recano a Roma per assistere a un evento sportivo (non necessariamente gli Internazionali BNL d’Italia, anche se per il futuro non è escluso che l’indagine sia effettuata tra gli spettatori del torneo: fanno qualcosa del genere a Indian Wells). La permanenza media del turista è di 3,3 giorni e la spesa complessiva tra trasporti, alloggi, ristorazione, shopping e intrattenimento e quantificabile in circa 67 milioni di euro, con un potere di spesa abbastanza superiore rispetto alle spese del turista medio. Per questa ragione, l’impatto complessivo è stato valutato in 94 milioni di euro (somma algebrica tra fatturato e impatto indiretto).

Molto interessante l’analisi sugli effetti reputazionali, illustrata dal professor Matteo De Angelis. “Si tratta di misure che ci permettono di capire cosa si pensa e si dice sul web di questo torneo, sia sui social network che sui principali siti web che si occupano di tennis”. Molto interessanti i dati relativi a Twitter: nella sola edizione del 2015, gli Internazionali BNL d’Italia hanno generato 95.794 tweet, cifra leggermente inferiore a quella del Mutua Madrid Open (111.034) e non paragonabile al Roland Garros (1.034.666). Tuttavia, per la realtà italiana si tratta di una cifra definibile come straordinaria. Il paragone con altri eventi di un certo livello come Salone del Mobile, Maratona di Roma e 6 Nazioni di rubgy è impietoso (a favore del torneo). Inoltre la visibilità dei tweet per lingua è in linea con quanto accade a Madrid e a Parigi. La lingua in cui l’evento viene principalmente veicolato su Twitter è l’inglese, seguito dalla lingua del paese organizzatore. Restando a Roma, è interessante notare come la percentuale dei tweet generati in Italia sia piuttosto bassa (16,27%) a testimoniare la portata internazionale dell’evento. Proprio in virtù di questo, gli analisti avrebbero suggerito una crescita dei tweet originati in inglese, che lo scorso anno era stata del 7,5% (mentre al Roland Garros, per intenderci, era stata del 68,8%). Durante la tavola rotonda è stato specificato che già quest’anno la percentuale dei tweet in inglese è aumentata in misura significativa. Più in generale, la menzione dell’hashtag ufficiale nei tweet esterni è in linea con Madrid. L’analisi si è chiusa con la “sentiment extraction”; ovvero il tenore dei commenti e delle opinioni sull’evento, tratti dai canali social e dai più significativi siti internet che si occupano di tennis. Il 73,27% sono di natura positiva, 19.14% neutri e soltanto il 7.59% esprime valutazioni negative. Insomma, i dati sono estremamente positivi e hanno individuato con chiarezza le aree dove è necessario migliorare. L’aspetto più interessante riguarda proprio i margini di miglioramento: le comparazioni con gli altri tornei hanno evidenziato come il singolo spettatore degli Internazionali BNL d’Italia abbia un valore leggermente inferiore rispetto a quelli di altri tornei, definiti ad “alta analogia”: Roland Garros, Madrid, Indian Wells e Miami. Sommando il valore di impatto diretto e indiretto, lo spettatore romano vale 1.171 euro, cifra leggermente inferiore rispetto agli altri eventi presi in considerazioni. Questa è la base da cui partire per continuare a crescere. Le premesse sono solide, importanti e positive.