MI RITORNI IN MENTE / 1993: COURIER RE DI ROMA
LO STATUNITENSE BATTE IVANISEVIC

Nel 1993 Jim Courier fa suo il torneo di Roma battendo in finale Goran Ivanisevic. Per lo statunitense si trattò del secondo successo consecutivo agli Internazionali d’Italia. Ripercorriamo il match nel racconto scritto allora su il Giornale da Lea Pericoli. “Mi ritorni in mente” è lo spazio dove rivivere le partite più belle degli IBI attraverso la penna di grandi giornalisti che quei match li hanno raccontati dal vivo.

ROMA. L’americano Jim Courier, per la seconda volta consecutiva, conquista gli Internazionali d’Italia, battendo Goran Ivanisevic in tre set: 6-1 6-2 6-2 il risultato. In due ore e tre minuti di gioco Courier ha messo la parola fine a una sfida che sulla carta appariva moto equilibrata. Lo stesso detentore del titolo alla vigilia aveva detto: “Staremo sul Cenrale per molte ore. Mi aspetta una dura battaglia”. Big Jim con il suo tennis picchiato, da una parte mister ace confortato da talento non comune ai tennisti degli Anni 90 dall’altra, rappresentavano una garanzia per lo spettacolo. Il Centrale del Foro Italico ha registrato il tutto esaurito. Per l’occasione, con un aereo privato era arrivato anche Jon Tiriac, manager del campione croato.

L’americano ha iniziato con un ritmo asfissiante, spingendo oltre la linea di fondo il suo avversario: “Goran è troppo lento e poco reattivo”, si lamentava Tiriac. Poi, guardando Courier prendendo a mazzate la palla, aggiungeva: “Jim è il campione del mondo di tutti i tempi. Nessuno è riuscito a diventare così forte con così poco talento”. Una critica obiettiva da parte del grande coach. Dobbiamo infatti riconoscere a Courier una straordinaria preparazione fisica più una incredibile forza mentale. Due doti che fanno di lui un eroe nonostante la ruvida zampata. D’altra parte Courier, che ha inventato un nuovo sistema per colpire la palla, utilizza la gestualità del baseball.

Al 51’ minuto di gioco è arrivata la seconda critica di Tiriac: “Goran è sul campo da quasi un’ora, ma non ha mai attaccato”. Ivanisevic, infatti, non riusciva a staccarsi dalla liena di fondo neppure dietro al suo big serve. Oltre alla mobilità, gli è mancata la prima palla. In tutto l’incontro Goran ha messo a segno soltanto sei ace contro i quattro di Courier. Se a questo si aggiunge che i rari errori dell’americano sono stati commessi su punti poco importanti, si ha il quadro di un match del quale c’è ben poco da raccontare.

Sei sorpreso d’aver risolto i tuoi problemi con tanta facilità, abbiamo chiesto a Courier. “Sono contento della forma sulla terra battuta in vista di Roland Garros. Lo score di questa finale non rispecchia l’asprezza degli scambi”, è stata la poco credibile risposta di Big Jim. Mentre Ivanisevic, si lamentava: “Sembravo la Sabatini. Ero sempre indietro, mi spostavo male, colpivo in ritardo”. Poi ha concluso: “Contro di lui sono sempre teso e nervoso. Non so come affrontarlo”.

Il presidente della Federazione Paolo Galgani ha chiamato Nicola Pietrangeli, l’intramontabile campione di tante battaglie, a premiare il vincitore. Nicola, rivolgendosi al pubblico romano che gli ha tributato un affettuoso applauso, ha spiegato: “Sono entrato su questo Centrale nel lontano 1951 come giudice di linea e ne sono uscito come capitano di Coppa Davis. E’ un grande onore ritrovarmi qui per la premiazione. E per questo ringrazio Galgani”.

Gli Internazionali d’Italia si sono conclusi con un record di incassi di 3 miliardi 689 milioni e 400 mila lire (160 milioni in più dello scorso anno), e con la presenza di 237.077 spettatori. Il risultato è fantastico considerando il momento economico che sta attraversando l’Italia e ricordando che altri tornei europei di inizio stagione hanno registrato un calo. Tutto questo con la totale assenza di protagonisti italiani. Da sottolineare anche che il torneo di Roma dà lavoro ad oltre tremila persone per quasi tre settimane. Il merito del successo va agli organizzatori che hanno saputo avvicinare allo sport anche la mondanità. Il Foro Italico si è trasformato in un palcoscenico sul quale hanno sfilato i veri appassionati di tennis, oltre a molti personaggi felliniani pronti a riproporre la Dolce Vita di tanti anni fa. Esibizionismo o interesse vero, poco importa. La realtà è che tutti, con cognizione o meno, hanno voluto testimoniare il loro amore per lo sport. Grande interesse ha suscitato anche il Senior tour, che ha visto in campo Laver, Rosewall, Newcombe, Roche, Nastase, Okker e tanti altri straordinari campioni arrivati apposta per celebrare il cinquantenario.

Lea Pericoli (il Giornale, 17 maggio 1993)