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STELLE… E STRISCE
Due afroamericane al Foro Italico
Keys: “Io calma e rilassata? Macché”
Serena: “Parigi? Non vedo l’ora”

(Foto Giampiero Sposito)

E’ stato strano, e bello, vedere due ragazze afroamericane contendersi a Roma uno dei trofei più prestigiosi del tennis mondiale. Gli Internazionali BNL d’Italia non vedevano due donne statunitensi contendersi il titolo dal lontano 1970, ma due donne dalla pelle scura in finale non le avevano mai viste proprio. Tra i marmi bianchi del Foro Italico, fa ancora più effetto. E ancora più significativo è il fatto che, al termine di questo incontro a suo modo storico, Serena Williams abbia detto a Madison Keys: “Sono così orgogliosa di te. Diventerai numero 1”. Una sorta di investitura ufficiale.

Serena Williams (Foto Antonio Costantini)

Serena Williams (Foto Antonio Costantini)

E’ curioso che la partita sia terminata con lo stesso, identico punteggio (7-6 (5) 6-2), del loro incontro di un anno e mezzo fa, nelle semifinali degli Australian Open. E’ il problema che un po’ tutti hanno ravvisato in Madison: già tre anni fa era sulla bocca di tutti, già due anni fa vinceva il suo primo titolo. A diciannove anni. Ora di anni ne ha ventuno, mica tanti, ma la sua crescita per un po’ si è effettivamente arrestata.
“Già, peccato che le cose che dice non succedano e basta”, dice con un sorriso Madison Keys a chi le chiede quanto pesi, o quanto le faccia piacere, l’eredità che Serena sembra volerle lasciare. “Ma, certo, è sempre fantastico sentire qualcosa del genere da lei. Ovviamente è una grande campionessa. Sentirlo è sicuramente qualcosa che mi farà lavorare più duro”.
Era la più importante finale della sua carriera, anche se il suo match già citato nella semifinale degli Australian Open 2015 aveva sicuramente più peso specifico. L’apparenza era quella di una veterana, in particolare in un primo set in cui ha tenuto più che testa alla numero 1 del mondo: conduceva 3-1. “Mah, dicono tutti che sembravo calma e rilassata. Non lo ero!” dice con un sorriso non si capisce quanto amaro. “Sono contenta di aver dato quella impressione, ma non importa quante volte giochi contro Serena, ogni volta senti semplicemente la sua presenza. E’ una cosa in più di cui ti devi preoccupare durante la partita”, prosegue Madison. In effetti, l’aura della campionessa di 21 Slam è immediatamente percettibile a chiunque si trovi nella stessa stanza con lei, non solo sul campo.

“E’ una sensazione fantastica”, dice Serena come battuta d’apertura della sua conferenza stampa. Il suo volto però non è quello di una persona che sprizza gioia, è quella di una persona che è appena uscita dalla SPA. Il motivo è che questo torneo ha regalato a Serena due cose rare e insperate: calma e – senza giochi di parole – serenità. “Penso che la mia pazienza sia stata ottima” dice per spiegare cosa le è piaciuto in particolare di se stessa durante questa settimana, “Non ero stressata, non andavo di fretta. Più di tutto sono riuscita a fare quello per cui mi ero allenata, e penso che quello abbia fatto la differenza”. Da qui andrà a Parigi, dove proverà a fare qualcosa che non le è mai riuscito: difendere il titolo al Roland Garros. “Ci ho provato una, due, tre volte prima. Non ha funzionato. Ma quest’anno è diverso. Entrerò a Parigi decisamente più tranquilla e non mi sento stressata a, tipo, vincere.” La finale di questa 73esima edizione degli Internazionali BNL d’Italia era la ventesima partita vinta consecutivamente da Serena sui campi del Foro Italico, dove – quando scende in campo – non perde dal 2010. La precisazione è d’obbligo, perché nel 2012 e nel 2015 fu costretta a dare forfait per preoccupazioni pre-Parigi. Quest’anno Roma invece l’ha rimessa in sesto, le ha regalato fiducia e le ha permesso di tornare a conquistare un torneo, cosa che non le riusciva dallo scorso agosto. “Beh, mi sento veramente bene al proposito. Voglio dire, soprattutto dopo i primi turni. Ho iniziato a sentirmi meglio. Mi sento piuttosto in forma. Quindi, sì, non vedo l’ora”. Parigi attende. Serena ha nel mirino il numero 22.