1960

Barry  MacKay

Country
Barry MacKay

Cincinnati 30.08.1935

San Francisco 15/6/2012 14.06.2012

Un grande incompiuto. Geniale, spettacolare e irresistibile se in giornata di grazia. Dal servizio parte un’autentica fucilata che non lascia scampo all’avversario, ma quando la luna è di traverso, vale a dire molto spesso, il cane dell’archibugio s’inceppa e il pallettone rimane inesorabilmente in canna come quando consegna alla piccola storia del tennis il doppio fallo che consente ad Orlando Sirola di conquistare il punto decisivo nella semifinale di Coppa Davis disputata a Perth nel 1960.

Emblematico anche il modo con il quale batte il cileno Luis Ayala nella finale degli Internazionali d’Italia: gioca da par suo e vince con un doppio 7/5 i primi due set, poi cade in trance e rimedia un doppio cappotto, ma al quinto set… si risveglia e nel mondo dei sogni spedisce l’avversario al quale lascia un solo gioco.

Palmarès

  • Campionati Internazionali d’Italia 1960

Finale 1960

Barry MacKay (Usa) b. Luis Ayala (Chi) 7-5 7-5 0-6 0-6 6-1

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Zsuzsa  Kormoczy

Country
Zsuzsa Kormoczy

Budapest 24.08.1924

Budapest 15.09.2006

Fra le migliori di sempre del suo Paese, molto forte sulla terra battuta. Consegue i risultati più prestigiosi a fine carriera: nel “58, a trentaquattro anni, vince il Roland Garros battendo in finale l’inglese Shirley Bloomer in tre set; subito dopo è semifinalista a Wimbledon e a fine stagione è valutata n. 2 del mondo. L’anno dopo è ancora protagonista a Parigi dove è battuta in finale da Christine Truman.

Conquista gli Internazionali nel ’60 a 35 anni e 8 mesi battendo in finale Ann Haydon Jones 6-1 al terzo set ed è ancora capace di guadagnare i quarti di finale nel ’62. In precedenza aveva raggiunto la semifinale nel ’51 e la finale nel ’56 quando venne superata da Althea Gibson.

Palmarès

  • Campionati Internazionali d’Italia 1960
  • Campionati Internazionali di Francia 1958

Finale 1960

Zsuzsa Kormoczy (Ung) b. Ann Haydon-Jones (Gb) 6-4 4-6 6-1

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1961

Nicola  Pietrangeli

Country
Nicola Pietrangeli

Tunisi 10.09.1933

Nel 1961, Centenario dell’Unità d’Italia, gli Internazionali si giocarono a Torino, sui campi dello Stampa Sporting. C’erano tutti i più forti giocatori del momento, anche gli australiani vincitori della Davis non ancora ammaliati dalle sirene del professionismo. E fu un capolavoro di Nicola Pietrangeli a celebrare degnamente il tricolore. Per il suo secondo titolo si prese la briga di superare in semifinale Roy Emerson, vincitore sull’erba degli Open d’Australia ma trafitto sistematicamente dai passanti dell’azzurro nel vano tentativo di imporre il suo serve and volley. Nel match decisivo cedette solo il primo set alla stella nascente del tennis mondiale, quel Rod Laver che l’anno dopo avrebbe completato il primo dei suoi due Grand Slam. Fu una lezione di tennis su terra battuta: precisione, regolarità, profondità di palla. La tattica che alternava smorzate mancine per chiamare a rete Pietrangeli per poi passarlo con l’incrociato stretto funzionò solo in avvio. Quando Il vincitore di Parigi 1959 e ’60 si fu scaldato per bene, il pur velocissimo australiano raccolse solo 4 game in tre set.

Finale 1961

Nicola Pietrangeli (Ita) b. Rod Laver (Aus) 6-8 6-1 6-1 6-2

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Maria Ester  Bueno

Country
Maria Ester Bueno

San Paolo del Brasile 10.10.1939

San Paolo del Brasile 07.06.2018

Il torneo femminile nel 1961 fu di livello altissimo con il ritorno di Maria Bueno (vincitrice a Roma nel ’58) che dovette superare, nell’ordine, tra semifinale e finale le fortissime australiane Margaret Court e Lesley Turner. In particolare la Turner, che non era stata inclusa tra le teste di serie, per raggiungere il match-clou battè tra le altre l’americana Darlene Hard (vincitrice nel 1960 al Roland Garros e a New York) e l’inglese Ann Haydon, che si sarebbe di lì a poco imposta a Parigi. La Bueno chiuse comunque con autorità: in tutto il torneo perse solo un set, nei quarti di finale contro la messicana Yola Ramirez.

Finale 1961

Maria Bueno (Bra) b. Lesley Turner (Aus) 6-4 6-4

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1962

Rod  Laver

Country
Rod Laver

Rockhampton 08.08.1938

Un piccolo grande uomo pieno di efelidi su volto e di talento all’interno di un corpo minuto che sul campo si sposta con la velocità di un razzo (non per niente lo chiamano Rocket). Eleva ad arte pura la tecnica del rovescio che gioca indifferentemente, e con estrema efficacia, sia di taglio sia in lift.

E’ rapidissimo nelle esecuzioni, gioca bene – anzi benissimo e ancor di più – su qualsiasi superficie, il suo smash è l’emblema della perfezione stilistica.

E’ l’unico giocatore ad aver realizzato per due volte il Grande Slam (1962 e 1969) e alla fine conquisterà in totale 11 di quei titoli. Con buone probabilità ne avrebbe incamerati altri se l’era Open fosse cominciata prima del ’68: lui dal ’63 al ’68 non può giocare gli Slam perché è passato al professionismo. In carriera vince un numero imprecisato di tornei. C’è chi dice 47 di singolare e 37 di doppio e chi, ripercorrendo sia i successi del circuito che quelli del Tour dei “Pro”, gli attribuisce ben 142 vittorie, record assoluto. E’ n. 1 del mondo nel 1961, ’62, ’68 e ’69.

Disputa gli Internazionali d’Italia nel ’61 ed è battuto in finale da un grandissimi Pietrangeli, poi vince quelli del ’62 su Roy Emerson. Torna a Roma nel ’71 e concede il bis senza perdere un set: lascia solo cinque giochi a Stan Smith, sei ad Arthur Ashe e undici a Jan Kodes, tre campionissimi.

Palmarès

  • Campionati Internazionali d’Italia 1962 1971
  • Campionati lnternazionali d’Australia 1960 1962 1969
  • Campionati Internazionali di Francia 1962 1969
  • Wimbledon 1961 1962 1968 1969
  • Campionati Internazionali degli Stati Uniti 1962 1969

Finale 1962

Rod Laver (Aus) b. Roy Emerson (Aus) 6-2 1-6 3-6 6-3 6-1

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Margaret  Court Smith

Country
Margaret Court Smith

Albury 15.07.1942

Atleta di estrema potenza questa ragazzona australiana (un metro e settantacinque per settantun chilogrammi) domina la scena internazionale per dodici anni e nonostante due maternità riesce a collezionare una mezza dozzina di record fra cui la bellezza di 64 titoli complessivi (24 di singolare, 24 di doppio femminile e 16 di misto) nei tornei del Grande Slam, poker che realizza alla grande nel 1970. Formidabile e forse imbattibile la performance conseguita nei Campionati Internazionali d’Australia con 11 successi di cui 7 consecutivi e lasciando alle avversarie solo la miseria di due set.

A Roma Margaret è di casa, forse le piace la città, più probabilmente le piace la cucina perché si pappa niente meno che nove titoli (record) equamente divisi fra singolo, doppio e misto: nel ‘61 in coppia con Roy Emerson si fa l’antipasto nel misto ed è finalista nel doppio femminile, poi si serve tre primi a seguire in singolare (e ci mette dentro anche due doppi e un misto). Dopo la prima maternità torna nel ’68, fallisce il poker nel singolare ma vince i doppi, con Lesley Turner quello femminile e con Marty Riessen quello di misto (l’ultimo dei Campionati). Mette al mondo il secondo figlio ma vince ancora dappertutto e si ritira definitivamente nel ’77 quando si appresta a diventare mamma per la terza volta.

Palmarès

Campionati Internazionali d’Italia 1962 1963 1964

Campionati Internazionali d’Australia 1960 1961 1962 1963 1964 1965 1966 1969 1970 1971 1973

Campionati Internazionali di Francia 1962 1964 1969 1970 1973

Wimbledon 1963 1965 1970

Campionati Internazionali degli Stati Uniti 1962 1965 1969 1970 1973

Finale 1962

Margaret Smith-Court (Aus) b. Maria Ester Bueno (Bra) 8-6 5-7 6-4

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1963

Martin  Mulligan

Country
Martin Mulligan

Marrickville 17.10.1940

E’ della Nuova Galles del Sud ma di australiano ha ben poco specie come tennista visto che il suo gioco e la sua impostazione classica si adattano particolarmente alla terra rossa.

Ama l’Italia, è partecipante fisso agli Internazionali che vince tre volte. Poi gli trovano una nonna veneta e lo fanno giocare in Coppa Davis. Al primo impatto esce sconfitto, la sua prestazione non convince ed è costellata di critiche anche feroci e immeritate. I successivi tentativi non hanno successo e con grande soddisfazione della stampa nazionale, che ne ha osteggiato l’impiego, viene accantonato, ma la simpatia del pubblico nei suoi confronti resta intatta.

Vince gli Internazionali del ’63 senza essere testa di serie, quelli del ’65 battendo in finale Manolo Santana (n. 2 del mondo) e quelli del ’67 su Tony Roche. Nello stesso anno è valutato n. 4 del mondo.

Incrocia spesso le armi con Rod Laver ma sempre senza fortuna: nel ’61, in coppia con Roy Emerson ci perde la finale di doppio nei Campionati Internazionali d’Australia; nel ’62 nei quarti del singolare al Roland Garros arriva al match-point che gli viene annullato con una incredibile volée e un mese dopo è ancora battuto, in finale a Wimbledon.

Palmarès

  • Campionati Internazionali d’Italia 1963 1965 1967

Finale 1963

Martin Mulligan (Aus) b. Boro Jovanovic (Jug) 6-2 4-6 6-3 8-6

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Margaret  Court Smith

Country
Margaret Court Smith

Albury 15.07.1942

Assente Maria Esther Bueno con cui aveva lottato per il titolo l’anno prima, Margaret Smith trovò proprio in finale l’unica vera rivale in Lesley Turner, australiana come lei. Fu una sfida classica, tra una grande attaccante e una buona regolarista da fondo campo. Prevalse nettamente la potenza della Smith che potè bissare il successo chiudendo in due soli set.

Finale 1963

Margaret Smith Court (Aus) b. Lesley Turner (Aus) 6-3 6-4

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1964

Jan Erik  Lundquist

Country
Jan Erik Lundquist

Stoccolma 13.04.1937

E’ il primo svedese a vincere gli Internazionali d’Italia imponendosi all’australiano Fred Stolle in quattro set. Nello stesso anno mette in bacheca anche il titolo degli Internazionali di Francia Indoor. E’ un giocatore di ottime qualità che evidenzia con un grande tocco e una notevole profondità di colpi. Per qualche anno, ovvero dal ’63 al ’65 è presente nei primi posti della classifica mondiale pur senza ottenere grandi risultati, ma è in Coppa Davis che si esalta esprimendosi al meglio conquistando 64 vittorie sui 91 incontri disputati. Memorabili in proposito le affermazioni su Pietrangeli a Milano nel ’61 e ancora su Pietrangeli e Gardini a Baastad nel ‘62.

Palmarès

  • Campionati Internazionali d’Italia 1964

Finale 1964

Jan-Erik Lundquist (Sve) b. Fred Stolle (Aus) 1-6 7-5 6-3 6-1

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Margaret Court Smith

Country
Margaret Court Smith

Albury 15.07.1942

Margaret Smith realizza il suo tris superando nuovamente in finale la connazionale Lesley Turner. Un’altra australiana, la Ebbern, aveva fermato nei quarti l’attesa rivale della Smith, la brasiliana Maria Esther Bueno.

Il tennis proiettato a rete della poderosa Margaret si conferma inarrestabile. In semifinale lascia solo due giochi alla cecoslovacca Vera Sukova (la cui figlia, Helena, sarebbe stata a sua volta una grande giocatrice), che pure era stata finalista a Wimbledon nel 1962.

Finale 1964

Margaret Smith-Court (Aus) b. Lesley Turner (Aus) 6-1 6-1

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1965

Martin  Mulligan

Country
Martin Mulligan

Marrickville 17.10.1940

Martin Mulligan, già campione nel 1963, fece valere la sua velocità e regolarità in un’edizione caratterizzata dai match-maratona. Il più emozionate fu quello in semifinale tra lo spagnolo Manolo Santana e Nicola Pietrangeli, una sfida che era stata anche la finale di Parigi nel 1961 e nel 1964. L’azzurro, che nei quarti aveva rimontato due set all’olandese Tom Okker, crollò al quinto. Ma Santana pagò la fatica e in finale cedette a Mulligan, che il giorno prima aveva regolato in tre set un altro spagnolo, Juan Gisbert.

Finale 1965

Martin Mulligan (Aus) b. Manuel Santana (Spa) 1-6 6-4 6-3 6-1

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Maria Ester  Bueno

Country
Maria Ester Bueno

San Paolo del Brasile 10.10.1939

San Paolo del Brasile 07.06.2018

La brasiliana Maria Ester Bueno torna alla vittoria (si era imposta nel 1958 a Roma e nell’edizione torinese del 1961), approfittando anche dell’assenza delle giocatrici australiane (Margaret Smith in primis). In finale però deve lottare con l’americana Nancy Richey, sorella del davisman Cliff. La spunta ma cedendo un set, l’unico perso nel torneo.

Finale 1965

Maria Bueno (Bra) b. Nancy Richey (Usa) 6-1 1-6 6-3

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1966

Tony  Roche

Country
Tony Roche

Tarcutta 16.05.1945

Atleta di eccezionale potenza fisica con una grandissima volée di rovescio. Insieme a John Newcombe forma una delle coppie di doppio più forti di tutti i tempi, un duo dalla miscela esplosiva che si amalgama in uno strano connubio tanto classico ed elegante è l’uno (John) quanto autentico carro armato è l’altro (Tony). Insieme conquistano 12 titoli nei tornei dello Slam, fra cui 5 Wimbledon.

Ma Roccia – come viene chiamato – non è solo un doppista: nel singolare s’impone nel Roland Garros del ’66 ed è finalista nel ’65 e ’67. E’ anche finalista nella prima edizione Open di Wimbledon e due volte degli Internazionali statunitensi. In Coppa Davis disputa 20 match e ne vince 14.

Conquista gli Internazionali d’Italia nel ’66 come testa di serie n.7, battendo in finale Nicola Pietrangeli in tre set. E’ finalista l’anno successivo (battuto da Martin Mulligan) e ancora nel ’69 (superato da John Newcombe in cinque set). Nel ’71 vince anche un titolo di doppio dopo due finali sospese nel ’65 e ’69.

Palmarès

  • Campionati Internazionali d’Italia 1966
  • Campionati internazionali di Francia 1966

Finale 1966

Tony Roche (Aus) b. Nicola Pietrangeli (Ita) 11-9 6-1 6-3

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Ann Haydon Jones

Country
Ann Haydon Jones

Birmingham 06.10.1938

Quando nel 1957 si presenta sui campi di tennis non è una illustre sconosciuta: è una fortissima giocatrice di un altro tennis, quello da tavolo – ovvero il ping pong – tanto da classificarsi al secondo posto nei Campionati del mondo. Forse la semifinale raggiunta al Roland Garros nello stesso anno la convince ad abbandonare la racchettina di legno per quella più grande. E fa bene perché in quattordici anni conquista una notevole quantità di titoli e altrettanti meriti.

Nei tornei dello Slam, ad eccezione di quello australiano che disputa solo due volte, è sempre protagonista: a Parigi conquista due titoli, tre finali, due semifinali e tre vittorie in doppio; a Wimbledon un successo pieno nella prima edizione Open, una finale e sei semifinali; negli internazionali statunitensi due finali e quattro semifinali. Dal 1957 è sempre presente fra le Top ten della classifica mondiale raggiungendo – caso forse unico – la miglior valutazione (la n. 2) nel ’69, ovvero a fine carriera.

A Roma è finalista nel ’60 (battuta dall’ungherese Suzi Kormoczy); semifinalista nel ’63 e finalmente vittoriosa nel ’66 sulla sudafricana Annette Van Zyl. Poi sarà ancora semifinalista nel ‘69 quando si afferma in doppio insieme alla francese Francoise Durr.

Palmarès

  • Campionati Internazionali d’Italia 1966
  • Campionati Internazionali di Francia 1961 1966
  • Wimbledon 1969

Finale 1966

Ann Haydon-Jones (Gb) b. Annette Van Zyl (Saf) 8-6 6-1

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1967

Martin  Mulligan

Country
Martin Mulligan

Marrickville 17.10.1940

Martin Mulligan conquista il suo terzo successo al Foro superando in finale, contro pronostico, Tony Roche, vincitore l’anno precedente sia a Roma, sia al Roland Garros. Roche si qualifica per il match decisivo battendo in semifinale Nicola Pietrangeli mentre Mulligan (in vantaggio due set a uno) approfitta del ritiro del rumeno Jon Tiriac, dopo aver battuto al secondo turno anche l’altro rumeno emergente, l’estroso Ilie Nastase

Finale 1967

Martin Mulligan (Aus) b. Tony Roche (Aus) 6-3 0-6 6-4 6-1

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Lesley  Turner

Country
Lesley Turner

Trangie 15.08.1942

In un periodo dominato dalla Court Smith e dalla King Moffitt si ritaglia uno spazio importante, specie nel doppio dove incamera sette titoli nei tornei dello Slam: uno a Forest Hills nel ’61 (in coppia con l’americana Darlene Hard), tre Internazionali d’Australia (due con Judy Tegart Dalton e uno con Margaret Court Smith), uno a Wimbledon nel ‘64 (ancora con la Smith Court) e due Roland Garros (’64 e ’65).

Anche in singolare i successi sono copiosi: nel ’63 s’impone al Roland Garros battendo in finale Ann Haydon Jones. Si ripete nel ’65 a spese della Court Smith, è finalista nel ’62 (battuta dalla stessa Court Smith) e nel ‘67 (superata dalla francese Francoise Durr). Nel ‘64 e ’67 è pure finalista in Australia, battuta ancora dalla Court Smith e da Nancy Richey.

Al Foro Italico vince le ultime due edizioni riservate ai, si fa per dire, dilettanti: nel ’67 con l’accoppiata singolo-doppio a spese della Bueno e del duo Lazzarino-Pericoli; nel ‘68 battendo in finale la compagna, avversaria e sua…castigatrice in tante battaglie, la solita Court Smith. L’esperienza romana si chiude nel ’71 con una finale di doppio in coppia con la Gourley.

Palmarès

  • Campionati Internazionali d’Italia 1967 1968
  • Campionati internazionali di Francia 1963 1965

Finale 1967

Lesley Turner (Aus) b. Maria Ester Bueno (Bra) 6-3 6-3

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1968

Tom  Okker

Country
Tom Okker

Amsterdam 21.02.1944

Senza ombra di dubbio il miglior “tulipano” di tutti i tempi. Nella mancanza di potenza ha il suo limite naturale, ma nella mobilità e la velocità l’arma vincente con la quale riesce ad ottenere notevoli risultati anche sui terreni veloci.

Dal 1968 al 1975 è costantemente presente fra i primi dieci giocatori del mondo, nel ’68 e ’69 è il miglior giocatore europeo, quarto del mondo. Nel ’69 vince gli Internazionali di Monte-Carlo, è battuto in finale da Arthur Ashe dopo una maratona di 56 giochi nella prima edizione degli U.S. Open, da Ken Rosewall in semifinale negli Australian Open del ’71, da Rod Laver in semifinale al Roland Garros del ’73 e in finale da Ilie Nastase nel Masters del ’73.

Con Marty Riessen forma un’affiatatissima coppia di doppio capace d’imporsi al Foro Italico (1968) e a Forest Hills (1976) e di arrivare in finale a Wimbledon (1969) e agli U.S. Open (1975). In coppia con John Newcombe nel 1973 vince gli Internazionali d’Italia e il Roland Garros. L’Olandese volante, come viene chiamato, s’impone a Roma nel ’68 battendo nei quarti Martin Mulligan, il campione uscente, e il sudafricano Bob Hewitt in finale.

Palmarès

  • Campionati Internazionali d’Italia 1968

Finale 1968

Tom Okker (Ola) b. Bob Hewitt (Saf) 10-8 6-8 6-1 1-6 6-0

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Lesley  Turner

Country
Lesley Turner

Trangie 15.08.1942

Per la terza volta la finale degli Internazionali d’Italia fu tra l’australiana Lesley Turner (fresca signora Bowrey, avendo sposato il collega Bill Bowrey) che difendeva il titolo conquistato l’anno prima, e Margaret Smith (già tre volte campionessa al Foro). Quest’ultima era stata assente l’anno precedente e si presentava a sua volta come signora Court (avendo sposato il signor Barry Court). Battuta nei due precedenti faccia faccia romani con il titolo in palio la Turner Bowrey si prese la sua bella rivincita, imponendosi in tre set.

Finale 1968

Lesley Turner-Bowrey (Aus) b. Margaret Smith Court 2-6 6-2 6-3

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1969

John  Newcombe

Country
John Newcombe

Sydney 22.05.1944

La prima cosa che viene in mente nel menzionare il nome di John Newcombe è la sua classe, non tanto di tennista – che è pure cospicua – quanto di uomo. Simpatico, educato, sempre gentile con tutti – avversari compresi – questo grande campione dal sorriso accattivante sotto gli enormi baffoni da corsaro lascia un bellissimo ricordo in quanti hanno avuto la fortuna di poterlo ammirare sul campo di gioco e conoscerlo di persona. Giocatore d’attacco, tecnicamente e stilisticamente perfetto con un drive al fulmicotone e una volée antologica, costruisce i successi maggiori sulle superfici veloci, ma anche sulla terra rossa è in grado di farsi rispettare.

Come a Roma, una città che ama in modo particolare e dove conquista quattro titoli di doppio e uno di singolare nella prima edizione Open degli Internazionali d’Italia. Nell’occasione s’impone in una delle finali più belle a Tony Roche con il quale forma una coppia di doppio semplicemente formidabile capace di conquistare dodici titoli nei tornei dello Slam. E’ n. 1 del mondo per poco più di un mese nel ’74, in singolare firma sette tornei dello Slam eccetto Parigi dove in nove partecipazioni arriva a malapena una sola volta al quarto turno (ma mette in bacheca tre titoli di doppio).

Palmarès

  • Campionati Internazionali d’Italia 1969
  • Campionati Internazionali d’Australia 1973 1975
  • Wimbledon 1967 1970 1971
  • Campionati Internazionali degli Stati Uniti 1967 1973

Finale 1969

John Newcombe (Aus) b. Tony Roche (Aus) 6-3 4-6 6-2 5-7 6-3

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Julie  Heldman

Country
Julie Heldman

Berkeley 07.12.1945

Figlia d’arte: la madre è stata una buona giocatrice, poi fondatrice della prestigiosa rivista World Tennis Magazine e promotrice di numerose iniziative a favore dello sviluppo del tennis femminile.

Julie è una giocatrice brillante, di buone qualità tecniche e sa esprimersi con efficacia sia sul “verde” sia sul rosso. Vince la Fed Cup nel ’66 ma è sui campi del Foro Italico che riesce a catturare il titolo più prestigioso conquistando a sorpresa l’edizione del ’69, la prima dell’Era Open. In quell’anno nel tabellone sono presenti Lesley Turner e Ann Haydon Jones ma lei le batte entrambe 6-1 al terzo set e in finale fa fuori in due frazioni l’australiana Kerry Melville. Nello stesso anno si qualifica per i quarti di finale nei tre tornei dello Slam e successivamente riesce a scalare il ranking fino alla quinta posizione mondiale ma senza conseguire altri risultati importanti fatta eccezione per la finale di Roma nel ‘70 (battuta da Billie Jean King), la semifinale del Roland Garros sempre nel ’70 e un’altra semifinale agli U.S. Open del ’74.

Palmarès

  • Campionati Internazionali d’Italia 1969

Finale 1969

Julie Heldman (Usa) b. Kerry Melville (Aus) 7-5 6-3

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