1980

Guillermo  Vilas

Country
Guillermo Vilas

Mar del Plata 16.08.1952

Forse gioca a tennis per hobby o per aver l’opportunità di girare il mondo perché la sua passione è la poesia, contemplare la vita e tradurla in versi ed è per questo che lo chiamano il ‘poeta delle Pampas’. Però non è proprio così perché sul campo si trasforma in un autentico lavoratore della’ pelota’ con le stimmate del campione che nulla lascia al caso.

Emblematico un episodio del ’78: gioca una finale il lunedì sera a Gstaad, la vince, s’imbarca sul primo aereo che trova, alle cinque del mattino atterra a Milano per disputare gli Internazionali d’Italia Indoor e anziché in albergo si fa condurre al Palasport, butta giù dal letto il custode e alle sei è in campo ad allenarsi!

Grandi rotazioni e formidabile rovescio a una mano, conquista quattro titoli dello Slam e in altri quattro è finalista: tre volte al Roland Garros e una agli U.S. Open. Nell’aprile del ’75 è il n. 2 del mondo, nel ’76 vince Monte-Carlo e lo bissa nel 1982, nel ’77 disputa 159 match e ne vince 145. E’ pure tre volte semifinalista agli US Open che vince nel ’77 battendo in finale il grande Jimmy Connors.

A Roma è finalista nel ’76 (sconfitto da Adriano Panatta) e nel ’79 (superato da Vitas Gerulaitis) ma s’impone da favorito nel 1980, senza perdere un set e battendo in finale Yannick Noah.

Palmarès

  • Campionati Internazionali d’Italia 1980
  • Campionati Internazionali d’Australia 1978 1979
  • Campionati Internazionali di Francia 1977
  • Campionati Internazionali degli Stati Uniti 1977

Finale 1980

Guillermo Vilas (Arg) b. Yannick Noah (Fra) 6-0 6-4 6-4

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Chris  Evert

Country
Chris Evert

Fort Lauderdale 20.12.1954

Nella prima edizione degli Internazionali d’Italia femminili organizzati a Perugia l’americana Chris Evert, stella della manifestazione, approfittò dell’assenza di Tracy Austin (che l’aveva battuta in semifinale l’anno prima) e di Martina Navratilova (sua grande rivale nella lotta per il primato in classifica) per conquistare il suo terzo titolo. Dovette comunque lottare (e cedere sempre un set) negli ottavi di finale con la sudafricana Yvonne Vermaak, in semifinale contro la ceka Hana Mandlikova e nella sfida finale con la forte rumena Virginia Ruzici. Avrebbe chiuso l’anno da n.1 del mondo.

Finale 1980

Chris Evert-Lloyd (Usa) b. Virginia Ruzici (Rom) 5-7 6-2 6-2

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1981

Josè Luis  Clerc

Country
Josè Luis Clerc

Buenos Aires 15.08.1958

E’ il rivale dichiarato di Guillermo Vilas contro il quale perde nove dei tredici confronti diretti. Dotato di un notevole dritto e una buona battuta si esprime al meglio sulla terra rossa dove per due volte, in Coppa Davis, batte John Mc Enroe. Nel gioco si avvicina a Bjorn Borg: rotazioni esasperate, regolarità ed estrema mobilità le sue caratteristiche principali. All’inizio del 1978 è n. 221 della classifica mondiale, vince i tornei di Firenze, Buenos Aires e Santiago del Cile ed è finalista in altri sette: basta e avanza per salire, a fine anno, al 12° posto. I risultati migliori però li ottiene dal 1981 al 1983 vincendo gli Internazionali d’Italia, i quattro grandi tornei del circuito estivo americano, vale a dire Boston, Washington, North Conway e Indianapolis (gli ultimi tre li conquista due volte) ed è semifinalista per due edizioni al Roland Garros.

Disputa gli Internazionali d’Italia dal 1979 al 1985. Nelle prime tre partecipazioni non va oltre il terzo turno, ma alla quarta realizza il suo piccolo capolavoro spuntandola di strettissima misura su Adriano Panatta nei quarti, liquidando senza remissioni Ivan Lendl in semifinale e il sorprendente Victor Pecci in finale. Nelle successive esibizioni viene eliminato due volte nei quarti e una in semifinale.

Palmarès

  • Campionati Internazionali d’Italia 1981

Finale 1981

José Luis Clerc (Arg) b. Victor Pecci (Par) 6-3 6-4 6-0

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Chris  Evert

Country
Chris Evert

Fort Lauderdale 20.12.1954

Il quarto titolo dell’americana arrivò alla fine di una finale senza brividi, con la rumena Ruzici superata senza difficoltà. I brividi la Evert quell’anno aveva dovuto provarli e superarli al secondo turno quando si venne a trovare in svantaggio 6-2 5-3 40-15 con la connazionale (di origini ungheresi) Kathy Horvath. E su uno di questi due match-point una palla lunga della Horvath non venne chiamata ‘fuori’ dal giudice di linea. Sarebbe stata la fine dell’incontro se il giudice di sedia, l’italiano Giuseppe Di Stefano, non fosse intervenuto con un ‘overrule’. La Evert reagì e chiuse facilmente al terzo set. E spadroneggiò per il resto del torneo.

Finale 1981

Chris Evert-Lloyd (Usa) b. Virginia Ruzici (Rom) 6-1 6-2

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1982

Andres Gomez Gomez

Country
Andres Gomez Gomez

Guayaquil 26.02.1960

Giocatore brillante e incostante che si limita a vincere non più di due tornei l’anno; i migliori risultati li ottiene nel 1984 quando ne centra addirittura cinque e nel ’90, con tre successi fra cui il Roland Garros dove in finale batte Andre Agassi in quattro set. Nel giugno dello stesso anno è n. 4 del world ranking. E’ anche un ottimo doppista: in coppia con Emilio Sanchez vince il Roland Garros del 1988 e con Slobodan Zivojinovic gli U.S. Open del 1986.

Clamoroso e singolare il modo con cui si afferma a Roma nel 1982: all’epoca si giocava al limite dei tre set fino alla finale (che invece era al meglio dei cinque), il nostro Andres batte Ilie Nastase e Yannick Noah rifilando ad entrambi un cappotto nel terzo set, liquida in tre frazioni anche Mats Wilander e guadagna la finale con cinque vittorie al terzo set, quattro delle quali dopo aver perduto il primo.

In finale, invece, polverizza il malcapitato americano Eliot Teltscher concedendogli solo sette giochi, conquistando definitivamente le simpatie del pubblico che lo gratifica con l’appellativo de “El bombardero”. Molto meno sofferta l’affermazione del 1984 dove batte Josè Luis Clerc in semifinale e Aaron Krickstein in finale senza incontrare eccessive difficoltà.

Palmarès

  • Campionati Internazionali d’Italia 1982 1984
  • Campionati Internazionali di Francia 1990

Finale 1982

Andres Gomez (Ecu) b. Eliot Teltscher (Usa) 6-2 6-3 6-2

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Chris  Evert

Country
Chris Evert

Fort Lauderdale 20.12.1954

Con 12 titoli dello Slam già nel palmares Chris Evert arrivò a Perugia da grande favorita in una stagione che avrebbe chiuso da n.2 del mondo. A movimentare il torneo il ritorno di un’altra grande campionessa come Billie Jean King, anche lei vincitrice di 12 Slam in singolare ma ormai 38 enne. La King dovette combattere turno dopo turno ma riuscì ad arrivare alla semifinali dove la fortissima ceka Hana Mandlikova riuscì a fermarla, ma dovette cederle un set. Non sarebbe invece nemmeno riuscita a infastidire una Evert troppo padrona del tennis su terra battuta che sollevò per la quinta volta il trofeo degli Internazionali d’Italia.

Finale 1982

Chris Evert-Lloyd (Usa) b. Hana Mandlikova (Cec) 6-0 6-2

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1983

Jimmy  Arias

Country
Jimmy Arias

Buffalo

Talento precoce che si esprime con un gioco violento e spregiudicato. Pur essendo un picchiatore è dotato di una eccezionale sensibilità tanto che i colpi migliori sono la volée in chop e la smorzata.

Debutta al Foro Italico nel 1983 in una edizione priva di grossi calibri. Il piccolo yankee, che si è appena imposto nel torneo di Firenze, ne approfitta per mettere a segno un secondo colpo: battendo in finale lo spagnolo Jose Higueras diventa, dopo Bjorn Borg, il più giovane vincitore degli Internazionali. Nello stesso anno vince anche i tornei di Indianapolis e Palermo ed è semifinalista agli U.S. Open dove batte Yannick Noah; nel giugno del 1984 raggiunge la quinta posizione del ranking mondiale ma titoli in bacheca non ne metterà più.

Palmarès

Campionati Internazionali d’Italia 1983

Finale 1983

Jimmy Arias (Usa) b. José Higueras (Spa) 6-2 6-7 6-1 6-4

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Andrea  Temesvari

Country
Andrea Temesvari

Budapest 25.04.1966

Promette molto questa bella ragazza ungherese allenata dal padre, un ex nazionale di basket. Sembra destinata a percorrere una brillante carriera, cattura le attenzioni dei tecnici per la potenza del suo dritto, l’ottimo passante di rovescio, il micidiale pallonetto e conquista il pubblico con la sua grazia da danzatrice.

A Perugia, dove si giocano gli Internazionali d’Italia del 1983, conquista il titolo da autentica dominatrice superando tutte le avversarie in due set e perdendo soltanto quattordici games. Un mese dopo si qualifica per il quarto turno al Roland Garros, poi s’impone ad Indianapolis nei Campionati Open – su terra battuta – degli Stati Uniti. Scala la classifica e nel febbraio del 1984 diventa la n.7 del ranking. Ottiene ancora buoni risultati a Wimbledon e agli U.S. Open ma non progredisce ulteriormente. Ha un colpo d’ala nel 1986 quando in coppia con Martina Navratilova conquista il titolo di doppio al Roland Garros. Si ferma due anni, riprende nei 1989 senza per altro riuscire a riemergere.

Palmarès

  • Campionati Internazionali d’Italia 1983

Finale 1983

Andrea Temesvari (Ung) b. Bonnie Gadusek (Usa) 6-1 6-0

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1984

Andres  Gomez

Country
Andres Gomez

Guayaquil 26.02.1960

Rischiò soprattutto al secondo turno l’ecuadoriano Andres Gomez nel percorso che lo portò a realizzare la sua doppietta al Foro Italico. Si trovò infatti a doversi giocare il match con l’israeliano Shlomo Glickstein al tie-break del terzo set. Scampato il pericolo il talentoso sudamericano liquidò facilmente nei quarti Claudio Panatta, in semifinale l’argentino Clerc e lasciò solo un set in finale al picchiatore americano Aaron Krickstein, uno dei migliori allievi dell’Accademia di Nick Bollettieri. Gomez avrebbe chiuso la stagione al 5° posto assoluto, dopo aver raggiunto i quarti di finale sia a Wimbledon, sia agli Us Open.

Finale 1984

Andres Gomez (Ecu) b. Aaron Krickstein (Usa) 2-6 6-1 6-2 6-2

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Manuela  Maleeva

Country
Manuela Maleeva

Sofia 13.02.1967

Apripista del precoce tennis femminile dell’Est Europa di fine secolo ventesimo. Ha un gioco poco appariscente ma non sbaglia mai, è forte su tutti i colpi ed emerge soprattutto per la sua intelligenza tattica. Debutta nel circuito professionistico a 15 anni imponendosi da dominatrice nei tornei Satellite, sale alla ribalta del jet set nel 1984, a diciassette anni, vincendo gli Open di Lugano e gli Internazionali d’Italia dove lascia sul campo un solo set a Virginia Ruzici e strapazza niente meno che Chris Evert con un eclatante doppio 6/3. Nello stesso anno si fregia di altri quattro titoli e raggiunge i quarti di finale agli U.S. Open.

Nel complesso della carriera conquista sedici titoli e nel febbraio del 1985 raggiunge la terza posizione nel ranking mondiale. Nei tornei dello Slam è eliminata per undici volte nei quarti di finale ed ottiene il miglior piazzamento agli U.S. Open del ’92, battuta in semifinale da Arantxa Sanchez Vicario.

Palmarès

  • Campionati Internazionali d’Italia 1984

Finale 1984

Manuela Maleeva (Bul) b. Chris Evert-Loyd (Usa) 6-3 6-3

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1985

Yannick  Noah

Country
Yannick Noah

Sedan 17.05.1960

E’ il miglior giocatore espresso dal tennis francese dopo i mitici Cochet, Lacoste e Borotra. E’ un atleta completo sotto tutti gli aspetti, brillante e generoso, aggressivo e spettacolare in ogni parte del campo, in modo particolare sotto rete. Semina molto, raccoglie consensi e simpatie ovunque ma non vince per quanto meriterebbe. Nei tornei dello Slam conquista un solo titolo. quello del Roland Garros (dove batte Ivan Lendl e Mats Wilander) e una semifinale agli Australian Open del ’90 (dove batte Pete Sampras e perde da Lendl). Gli va meglio in doppio con un titolo in coppia con Henri Leconte Parigi nel 1984 e due finali, U.S. Open ’85 (ancora con Leconte) e Roland Garros ’87 (con Guy Forget).

Quando nel 1985 s’impone al Foro Italico sono trascorsi 53 anni e 38 edizioni dalle ultime (e uniche) affermazioni francesi e non sembra nemmeno questa l’occasione buona per affiancare il proprio nome a quello di Andre Merlin e Ida Adamoff. Yannick infatti non è incluso fra i favoriti e come testa di serie n. 9 le sue chances appaiono piuttosto ridotte. Invece arriva in finale senza perdere un set e qui supera Miloslav Mecir in quattro frazioni. A Roma Noah conquista anche due titoli di doppio (’86 e ’87) e una finale di singolare (’80).

Palmarès

  • Campionati Internazionali d’Italia 1985
  • Campionati Internazionali di Francia 1983

Finale 1985

Yannick Noah (Fra) b. Miloslav Mecir (Cec) 6-3 3-6 6-2 7-6

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Raffaella  Reggi

Country
Raffaella Reggi

Faenza 26.11.1965

Si batte con generosità contro i mostri sacri degli Anni Novanta ma non riesce mai a spuntarla: da Chris Evert è battuta nei quarti di finale del Roland Garros ’87, negli altri tornei dello Slam è sconfitta al quarto turno due volte da Gabriela Sabatini e Steffi Graf e una volta da Helena Sukova. Un titolo Slam comunque riesce a conquistarlo ed è quello di misto in coppia con Sergio Casal agli U.S. Open del 1986. Nell’aprile del 1988 raggiunge la tredicesima posizione nella classifica mondiale.

Agli Internazionali d’Italia è eliminata tre volte nei quarti di finale; li vince nel 1985 nella modesta edizione organizzata a Taranto. In coppia con Alessandra Cecchini si afferma anche in doppio, ma nell’uno e l’altro caso la soddisfazione è soprattutto quella di iscrivere il proprio nome nell’Albo d’oro della manifestazione.

Palmarès

  • Campionati Internazionali d’Italia 1985

Finale 1985

Raffaella Reggi (Ita) b. Vicki Nelson-Dunbar (Usa) 6-4 6-4

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1986

Ivan  Lendl

Country
Ivan Lendl

Ostrava 06.03.1960

Manca una coppa nella bacheca di Ivan Lendl, quella di Wimbledon. Non gliel’hanno rubata e nemmeno scippata: più semplicemente non è mai riuscito ad afferrarla nonostante l’abbia inseguita con accanimento per tanti anni: dal 1983 al 1990 per cinque volte lo hanno fermato in semifinale e in due occasioni (battuto in finale da Boris Becker nell’86, da Pat Cash nell’87) è inciampato a pochi metri dal tavolo della premiazione, proprio quando sembrava averle messo le mani addosso.

Ma questa assenza rappresenta solo un cruccio personale di questo straordinario campione uscito dalle competizioni con un centinaio di titoli – compresa una storica Coppa Davis ottenuta a spese dell’Italia – una sessantina di finali e duecentosettanta settimane di leadership nel world ranking.

Nato nella Cecoslovacchia della ‘Cortina di ferro’, prende la cittadinanza americana e per otto anni è il re di New York conquistando tre titoli e cinque finali agli U.S. Open. Nel 1984 vince il primo dei suoi tre Roland Garros al termine di una fantastica battaglia con John McEnroe che chiude 7-5 al quinto dopo aver perduto i primi due set.

Nel 1986 vince al Foro Italico perdendo solo due set, uno con Yannick Noah in semifinale e uno con Emilio Sanchez in finale. Ottiene il bis due anni dopo ma con maggior fatica: Agassi, Wilander e Becker si smarriscono nei meandri del Colosseo e sembrano spianargli la strada verso un facile successo e invece ci pensa un sorprendente Guillermo Perez Roldan a fargli vedere i sorci verdi in finale salvo poi ingoiarseli tutti al termine di cinque combattutissimi set.

Palmarès

  • Campionati Internazionali d’Italia 1986 1988
  • Campionati Internazionali d’Australia 1989 1990
  • Campionati Internazionali di Francia 1984 1986 1987
  • Campionati Internazionali degli Stati Uniti 1985 1986 1987

Finale 1986

Ivan Lendl (Cec) b. Emilio Sanchez (Spa) 7-5 4-6 6-1 6-1

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1987

Mats  Wilander

Country
Mats Wilander

Vaxjo 21.08.1964

Con Stefan Edberg è l’elemento di punta svedese del dopo-Borg. Una eredità pesante che onora attraverso un gioco forse meno brillante e spettacolare rispetto a quello praticato da Edberg ma ugualmente incisivo e redditizio. Si accattiva le simpatie del pubblico grazie a quell’aria di bravo ragazzo che lo caratterizza in ogni circostanza e soprattutto per il suo modo, sempre estremamente corretto, di comportarsi in campo e fuori.

Pur essendo sostanzialmente un tennista di fondo campo gioca bene anche sul veloce tanto da vincere tre Australian Open e uno U.S. Open, firmando anche un titolo di doppio (1986) a Wimbledon dove in singolare non va mai oltre i quarti di finale.

Entra di prepotenza nel jet set del tennis internazionale nel 1982 quando, a poco meno di diciotto anni, sorprende il mondo affermandosi al Roland Garros battendo Lendl, Gerulaitis, Clerc e Vilas. Ma il campanello d’allarme per gli avversari lo aveva già fatto suonare un mese prima a Roma dove s’era qualificato per le semifinali.

Al Foro Italico scende in campo per altri sei anni e sempre come favorito della manifestazione: dopo due semifinali (’85 e ’86) centra il bersaglio nel 1987 senza perdere un set. Nel 1988 conquista tre tornei dello Slam ed è n.1 del mondo per venti settimane.

Palmarès

  • Campionati Internazionali d’Italia 1987
  • Campionati Internazionali d’Australia 1983 1984 1988
  • Campionati Internazionali di Francia 1982 1985 1988
  • Campionati Internazionali degli Stati Uniti 1988

Finale 1987

Mats Wilander (Sve) b. Martin Jaite (Arg) 6-3 6-4 6-4

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Steffi  Graf

Country
Steffi Graf

Bruhl 13.06.1969

Segna la sua epoca e lascia dietro di sé una scia luminosa di prestigiosi successi e un’immagine incancellabile nel firmamento del tennis mondiale.

E’ una campionessa dall’impostazione classica “Fraulein Forehand”, elegante e spettacolare grazie al gioco a tutto campo (gran diritto e rovescio in back) e lo impone su qualsiasi superficie. In 17anni di attività scava un mezzo abisso fra sé e le avversarie: è il. 1 del ranking mondiale per 377 settimane (record assoluto), primato che, dal 1987 al 1991, mantiene per 186 settimane di seguito (altro record). Conquista 22 titoli (più uno di doppio) nei tornei del Grande Slam che realizza nel 1988, a 19 anni. Aggiungendo nella stessa stagione la medaglia d’oro alle Olimpiadi di Seul. Fallisce il bis l’anno dopo perdendo la finale del Roland Garros contro Arantxa Sanchez-Vicario (7-5 al terzo) e nel ’93 quando a Wimbledon è battuta in finale dalla Seles. Anche nel ’95 e ’96 si afferma in tre prove ma non partecipa agli Australian Open.

Domina gli Internazionali d’Italia battendo in finale Gabriela Sabatini. Un mese dopo firmerà anche il suo primo Roland Garros al termine di un fantastico match con Martina Navratilova. In quel di Parigi chiuderà la sua prestigiosa carriera nel 1999 vincendo il titolo per la sesta volta.

Palmarès

  • Campionati internazionali d’Italia 1987
  • Campionati internazionali d’Australia 1988 1989 1990 1994
  • Campionati Internazionali di Francia 1987 1988 1993 1995 1996 1999
  • Wimbledon 1988 1989 1991 1992 1993 1995 1996
  • Campionati internazionali degli Stati Uniti 1988 1989 1993 1995 1996

Finale 1987

Steffi Graf (Ger) b. Gabriela Sabatini (Arg) 7-5 4-6 6-0

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1988

Ivan  Lendl

Country
Ivan Lendl

Ostrava 06.03.1960

Il tabellone del 1988 era capeggiato dai primi due giocatori della classifica mondiale: Ivan Lendl e Mats Wilander. Il ceko si era appena aggiudicato il torneo di Monte-Carlo mentre lo svedese aveva conquistato l’Australian Open. A sorpresa però il titolo non fu una faccenda tra loro due, come sarebbe stato il resto della stagione (Wilander avrebbe conquistato tre Slam su quattro e scalzato Lendl dal trono battendolo in finale agli Us Open). Mats si fece sorprendere dall’haitiano Agenor e in quella zona del tabellone si infilò il 19enne argentino Guillermo Perez Roldan, grande interprete del tennis su terra battuta. La differenza di classe ed esperienza non si fece troppo sentire nella finale che Lendl riuscì ad aggiudicarsi solo alla fine di un durissimo combattimento tirato fino al quinto set.

Finale 1988

Ivan Lendl (Cec) b. Guillermo Perez Roldan (Arg) 2-6 6-4 6-2 4-6 6-4

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Gabriela  Sabatini

Country
Gabriela Sabatini

Buenos Aires 15.05.1970

E’ la magnifica perdente degli Anni Novanta, o forse c’è una Steffi Graf di troppo sul suo cammino: in dieci anni mette in bacheca ventisette titoli ma nei tornei dello Slam si ferma quattordici volte in semifinale e in sei occasioni è proprio la tedesca a batteria e le due volte che agguanta la finale è ancora la rivale a negarle il successo come nel 1988 agli U.S. Open e nel ’91 a Wimbledon, quando Gabriela arriva due volte a servire per il match. Tuttavia è proprio contro la Graf che conquista il titolo più prestigioso, quello degli U.S. Open ’90. E con la Graf vince il doppio a Wimbledon nel 1988.

Contro di lei perde la finale di singolo a Roma nel 1987, ma negli anni successivi diventa la reginetta del Foro Italico, la beniamina del pubblico di ogni età, donne comprese.

A Roma Gabriela, oltre ai quattro titoli di singolare conquista anche un doppio nel 1987 in coppia con Martina Navratilova e un’altra finale di singolo nel ’93. La prima affermazione arriva nel 1988 in una edizione piuttosto modesta; l’anno successivo ottiene il bis battendo in finale Arantxa Sanchez, nel ’91 il tris strapazzando – o per meglio dire massacrando – Jennifer Capriati (6-0 6-2), Conchita Martinez (6-1 6-0) e Monica Seles (6-3 6-2) e lasciando sul Centrale solo 13 giochi 13. Chiude il poker nel ’91 ancora senza perdere un set, concedendo solo 22 games, nove dei quali glieli strappa Monica Seles in finale.

Palmarès

  • Campionati Internazionali d’Italia 1988 1989 1991 1992
  • Campionati Internazionali degli Stati Uniti 1990

Finale 1988

Gabriela Sabatini (Arg) b. Helen Kelesi (Can) 6-1 6-7 6-1

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1989

Alberto  Mancini

Country
Alberto Mancini

Misiones 19.05.1969

Argentino di grandi speranze non mantenute. A diciannove anni vince il torneo di Bologna, a venti si afferma a Monte-Carlo e a Roma dove batte Andre Agassi in una finale mozzafiato: è sotto di due set ad uno, strappa il quarto al tie-break e nel quinto lascia di stucco pubblico e avversario con una fantastica galoppata che conclude in sette giochi. Sembra l’inizio di una brillante carriera che, invece, prosegue nell’anonimato. Torna alla ribalta nel ’91 con tre finali a Roma, Bastad e Stuttgart ma sparisce definitivamente nel ’92 dopo un’ultima finale a Miami.

Palmarès

  • Campionati Internazionali d’Italia 1989

Finale 1989

Alberto Mancini (Arg) b. Andre Agassi (Usa) 6-3 4-6 2-6 7-6 6-1

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Gabriela  Sabatini

Country
Gabriela Sabatini

Buenos Aires 15.05.1970

Campionessa in carica e beniamina del pubblico del Foro, Gabriela “Gaby” Sabatini era favoritissima nell’edizione 1989, assenti Evert, Navratilova ma anche Steffi Graf e l’astro nascente Monica Seles. Seconda testa di serie era infatti la Bulgara Manuela Maleeva, n.9 del mondo. Ma il torneo si rivelò passerella ideale per un’altra grande emergente, la spagnola Arantxa Sanchez Vicario (sorella del top player Emilio). Fu lei a contendere il titolo a Gaby e lo fece capitolando solo dopo tre set lottatissimi. Preludio all’impresa di poco successiva a Parigi, dove Arantxa battè in finale l’allora indiscussa n.1 del mondo Steffi Graf.

Finale 1989

Gabriela Sabatini (Arg) b. Arantxa Sanchez Vicario (Spa) 6-2 5-7 6-4

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