2020

Novak  Djokovic

Country
Novak Djokovic

Belgrado 21.05.1987

Scende la pioggia, ma che fa. In un pomeriggio grigio, Novak Djokovic riconquista Roma. Vince per la quinta volta agli Internazionali BNL d’Italia, batte 7-5 6-3 un generoso, lodevole Diego Schwartzman e supera Rafa Nadal per titoli nei Masters 1000 (36). Trionfa nella settimana in cui ha superato Pete Sampras per settimane al n.1 del mondo (287) e festeggia il suo 81mo titolo in carriera.
Schwartzman, alla prima finale in un Masters 1000, ha provato ad essere il primo a battere Nadal e Djokovic nello stesso torneo dai tempi di, Juan Martin Del Potro alle Olimpiadi del 2016. Ma nessuno ha mai sconfitto Nadal e Djokovic nello stesso evento sulla terra battuta: questo basta a rendere il senso della missione che attendeva il Peque, peraltro provato dalla due battaglie contro il grande campione di Manacor e il canadese Shapovalov, al Foro Italico.
Le maglie rosse dei due accendono il Centrale colorato dai mille spettatori (minima concessione alle porte chiuse dalla pandemia di coronavirus) che spezzano il grigio dei seggiolini e di un cielo basso, pesante, scuro. Scendono le prime gocce di pioggia, ma l’arbitro Lahyani fa giocare. Partito in svantaggio, Djokovic ha l’abilità di cambiare il piano partita. Rimonta da 0-3 a 4-3, controlla le oscillazioni della partita, attraverso scelte più decise in risposta Chiude 7-5 un parziale, in cui colpisce il doppio delle volte rispetto all’avversario con i piedi dentro il campo.

Inizia anche il secondo con un break di svantaggio, ma lo recupera immediatamente con un’autorità e un assoluto dominio dello spazio che anticipano il finale di partita. Nole può chiudere al terzo match point e inviare il suo classico saluto ‘di cuore’ ai tifosi ai quattro angoli del campo e del mondo.

Finale 2020

Novak Djokovc (Srb) b. Diego Schwartzman (Arg) 7-5 6-3

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Simona  Halep

Country
Simona Halep

Costanza 26.09.1991

E’ esplosa a Roma nel 2013: partendo dalle qualificazioni si è spinta fino alle semifinali prima di arrendersi a Serena Williams. Sulla terra del Roland Garros invece nel 2008 ha vinto il titolo junior e dieci anni dopo il suo primo Slam. Figlia di Stere, prima calciatore poi gestore di una fattoria che produce latte e formaggi, ha iniziato a giocare a tennis a 4 anni, seguendo il fratello maggiore Nicolae. I suoi idoli erano Justine Henin e Roger Federer. Ha fatto di tutto per diventare una campionessa: nel 2009 si è addirittura sottoposta a una mastoplastica per riproporzionare un seno troppo abbondante per la performance sportiva. Guidata dal coach australiano Darren Cahill il 9 ottobre del 2017 è diventata la 25esima n.1 del ranking mondiale.

A Roma 2020 si chiude un cerchio: il torneo che l’ha lanciata nel firmamento internazionale la incorona regina. Alla sua terza finale finalmente Simona fa centro. Partita come testa di serie n.1, supera la ceca Karolina Pliskova, n.4 WTA e seconda favorita del torneo, nonché campionessa in carica, costretta al ritiro per infortunio sul punteggio di 6-0 2-1 dopo appena 32 minuti di partita. Per la Halep è il 22esimo titolo WTA in carriera. Nella sua bacheca a questo punto ci sono due trofei Slam: dopo Parigi 2018, è arrivato anche il titolo a Wimbledon 2019 (battuta in finale Serena Williams). E’ la prima rumena a riuscire nell’impresa: viene subito nominata Cavaliere della Repubblica.

Palmarès

  • Campionati Internazionali d’Italia 2020
  • Campionati Internazionali di Francia 2018
  • Wimbledon 2019

Finale 2020

Simona Halep (Rom) b. Karolina Pliskova (Rep. Ceca) 6-0 2-1 rit.

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2021

Rafael  Nadal

Country
Rafael Nadal

Manacor 02.06.1986

Sorride, allarga le braccia, salta come Cristiano Ronaldo. Rafa Nadal festeggia così la “Decima”, il trionfo numero dieci agli Internazionali BNL d’Italia. E’ il quarto torneo dopo il Roland Garros, Monte-Carlo e Barcellona (dove gli hanno dedicato il campo Centrale) in cui lo spagnolo è in doppia cifra per numero di trofei in bacheca. Ha chiuso 7-5 1-6 6-3, contro un Djokovic senza energie per l’ultimo sprint, che ha sbagliato tre rovesci nell’ultimo game.

Alla 57ma replica della rivalità con più capitoli nell’era Open, Rafa Nadal e Novak Djokovic hanno provato a sorprendersi, senza riuscirci fino in fondo. Alla fine, ha vinto chi ha avuto più energie, chi ha sbagliato meno e rischiato di più nei momenti decisivi. Djokovic ha finito col fiato corto, si è sgonfiato dopo aver mancato una palla break per salire 3-2 nel terzo set.

D’altro canto Djokovic ha dovuto superare in una sola giornata, causa rinvii per pioggia) una doppia prova del fuoco: i quarti di finale in cui ha avuto la meglio su un ottimo Stefanos Tsitsipas che lo ha costretto a lottare punto a punto fino al 4-6 7-5 7-5 finale e una semifinale durissima contro Lorenzo Sonego (6-3 6-7 6-2), lanciatissimo dopo i successi sull’austriaco Thiem e il russo Rublev. Nadal il giorno prima aveva speso pochissimo contro lo statunitense Opelka e ceduto un solo set nel torneo: negli ottavi al talentoso canadese Denis Shapovalov.

Il re del rosso e il numero 1 del mondo hanno cercato di sfruttare tutto il campo, di prendere il controllo a partire dai colpi di inizio gioco. Nei primi game, Djokovic stringe meglio gli angoli con il rovescio diagonale e con questo prende campo. Si concede anche attacchi in controtempo, palle corte, serve and volley.

Nadal sale di livello nella parte finale del primo set, mentre Djokovic ricava meno dal servizio. Lo spagnolo riesce così a prendere un significativo vantaggio significativo. Il campione più vincente sulla terra battuta vanta una serie di 101 successi di fila quando ha vinto il primo set sulla sua superficie preferita. Accusa un calo di tensione in risposta e negli scambi brevi nella seconda parte del secondo set, lo perde, ma non cambia abitudini.

Nella terza frazione non c’è centimetro di campo che i due non abbiano provato a esplorare e dopo quattro game, sul 2-2, Djokovic e Nadal hanno vinto 52 punti a testa negli scambi da fondo. Poi però Nadal destabilizza il numero 1 del mondo con il diritto lungolinea. Ne gioca tre, uno più efficace dell’altro, nel sesto game in cui si prende il break a zero che indirizza la finale. E piazza la coppa, per la decima volta, nelle solite, grandi mani incerottate. E quelle la alzano al cielo.

Finale 2021

Rafael Nadal (Esp) b. Novak Djokovic (Srb) 7-5 1-6 6-3

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Iga  Swiatek

Country
Iga Swiatek

Varsavia 30.05.2001

Figlia di un canottiere, Tomasz, componente del team polacco che arrivò settimo alle Olimpiadi di Seul nel ‘quattro di coppia’, Iga Swiatek non è una tennista che “rema”, giocando di rimessa da fondocampo. Al contrario Iga picchia, forte, tutto. Va all’arrembaggio con l’entusiasmo di chi si diverte da matti a competere con la racchetta. E’ forse in questa sua passione sin da bambina il segreto che la porta a soli 19 anni, alla seconda partecipazione assoluta, a vincere addirittura un Grande Slam, al Roland Garros. Lo fa travolgendo tutte le sette avversarie che incontra, lei n.54 del mondo, senza perdere nemmeno un set in quello strano ottobre parigino del 2020, quando si gioca a porte chiuse per la pandemia di coronavirus. E’ il nuovo fenomeno del tennis mondiale femminile e viene premiata dalla WTA come la Most Improved Player (Giocatrice più progredita) del circuito nel 2020.

Quando arriva a Roma nel 2021 è n.15 del ranking e quindicesima testa di serie. E’ la sua seconda presenza agli Internazionali BNL d’Italia, dopo quella settembrina dell’anno precedente, durata solo due set (persi) contro l’olandese Arantxa Rus. Si vede che la seconda volta per lei è quella giusta, perché infila sei perle con avversarie del calibro di Alison Riske, Madison Keys, Barbora Krejcikova, Elina Svitolina, Coco Gauff e in finale Karolina Pliskova, vincitrice del torneo nel 2019. Lo score della partita decisiva è un impietoso 6-0 6-0. Iga sul campo da tennis, quando si sente bene, è così: incontenibile. Ha l’energia di una n.1. Che sia un presagio?

Palmarès

  • Campionati Internazionali d’Italia 2021 2022
  • Campionati Internazionali di Francia 2020 2022
  • Campionati Internazionali degli Stati Uniti 2022

Finale 2021

Iga Swiatek (Pol) b. Karolina Pliskova (Rep. Ceca) 6-0 6-0

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2022

Novak  Djokovic

Country
Novak Djokovic

Belgrado 21.05.1987

Gli Internazionali BNL d’Italia 2022 resteranno come l’edizione dell’abbraccio con i tifosi dopo due anni di pandemia e del trionfo dei numeri 1. Rifiorisce il Foro Italico, che guarda al futuro, e torna a sorridere Novak Djokovic campione a Roma per la sesta volta, dopo gli inciampi di inizio stagione dovuti alla sua pervicace decisione di non vaccinarsi contro il Covid-19, senza aver ceduto nemmeno un set. Dopo aver raggiunto la vittoria numero 1000 in carriera in semifinale, ha sconfitto 6-0 7-6(5) Stefanos Tsitsipas in finale. Il serbo ha festeggiato l’87mo titolo ATP, il primo da Parigi-Bercy 2021, e il 38mo ATP Masters 1000. Il greco, che aveva vinto più partite di tutti nel 2021, ha subito la dodicesima sconfitta in 20 finali ATP.

“Avevo un piano di gioco chiaro nel primo set – ha detto il numero 1 del mondo a caldo -, poi ho sbagliato qualcosa all’inizio del secondo. Quando lui era avanti 4-1 e 30-40 sul mio servizio, la partita avrebbe potuto andare al terzo set. Ma in qualche modo sono riuscito a ribaltare la situazione, ho fatto le scelte giuste. Sono stato bravo a recuperare e ad evitare il terzo set. Nel tie-break sono stato un centimetro migliore di Tsitsipas”.

Nole ha un messaggio chiaro: “La mia forma migliore sulla terra rossa matura sempre intorno alla settimana di Roma” ha detto alle fine di un percorso lungo il quale ha battuto Aslan Karatsev, Stan Wawrinka, Felix Auger-Aliassime, Casper Ruud e Tsitsipas.

“Grazie a Roma e all’Italia, qui ho sempre vissuto emozioni positive, anche quando mi sentivo giù” ha aggiunto Djokovic che ha dedicato la vittoria al figlio Stefan. “Oggi ha giocato la sua prima partita di tennis” ha detto.

Tsitsipas, in una giornata in cui il suo tennis ha poca consistenza, non riesce ad evitare di incassare il quattordicesimo 6-0 registrato in una finale di singolare maschile agli Internazionali BNL d’Italia. Proprio Djokovic era stato l’ultimo a subirlo, nella finale del 2019 contro Rafa Nadal: allora arrivava provato dalle due maratone contro gli argentini Juan Martin Del Potro nei quarti e Diego Schwartzman in semifinale. Non si erano più visti “bagel” in finale dal 2002, quando lo statunitense Andre Agassi aveva sconfitto 63 63 60 il tedesco Tommy Haas.

Finale 2022

Novak Djokovic (Srb) b. Stefanos Tsitsipas (Gre) 6-0 7-6(5)

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Iga  Swiatek

Country
Iga Swiatek

Varsavia 30.05.2001

Iga Swiatek non si ferma più: la “ragazza della porta accanto”, che comincia il 2022 dominando il circuito femminile, si conferma regina di Roma, dove è in serie positiva da undici partite, lei che nella prima parte della stagione ha già messo in bacheca cinque trofei, compresi tutti i primi quattro tornei WTA 1000 disputati. Le è mancato giusto Madrid, dove non ha giocato per dare un po’ di riposo alla spalla destra: arrivata sulla terra capitolina è ripartita esattamente da dove aveva interrotto.

Nella finale della 79esima edizione degli Internazionali BNL d’Italia femminili Swiatek, n.1 del ranking e del seeding, ha sconfitto 62 62, in un’ora e 22 minuti di partita, la tunisina Ons Jabeurn.7 WTA e nona testa di serie, inanellando la 28esima vittoria consecutiva (la quarta striscia positiva più lunga del nuovo millennio), la 35esima partita vinta dell’anno (la 27esima in due set) contro appena 3 sconfitte.

A giocarsi il titolo femminile erano le prime due giocatrici della “Race”, la classifica che tiene conto esclusivamente dei risultati ottenuti dal primo gennaio. Jabeur, 27 anni di Ksar El Hellar, reduce dal successo di Madrid (primo WTA 1000 in carriera per lei), era in vantaggio per 2-1 nel bilancio dei precedenti con la 20enne di Varsavia e si era imposta proprio nelle ultime due sfide, al secondo turno del WTA 1000 su cemento di Cincinnati e negli ottavi sull’erba di Wimbledon nel 2021, mentre la polacca si era aggiudicata il loro primo confronto, all’esordio sul cemento di Washington nel 2019.

Ma Swiatek “2022 edition” è un’altra cosa: parte con un martellamento asfissiante, prendendo un break di vantaggio già nel secondo game e confermandolo (3-0). Nell’ottavo gioco Jabeur annulla un primo set-point ma sul secondo Swiatek ha piazza il diritto inside-out negli immediati dintorni della riga (6-2).

L’inizio del secondo set segue il copione del primo (3-0) con la differenza che nel gioco d’apertura Iga concede, e poi annulla, la prima palla break del match, mentre nel quarto game mette a segno il doppio break (4-0). Ons ne recupara uno, risalendo 4-2, e ha a disposizione anche quattro opportunità (le prime tre consecutive) di annullare anche il secondo ma la polacca ne esce alla grande, chiudendo la pratica nell’ottavo game al primo match-point (6-2), su un rovescio in rete di Jabeur. Poi si inginocchia sul Centrale senza riuscire a trattenere le lacrime, prima di regalare al pubblico un sorriso dopo l’altro. A Roma ha centrato il successo back-to-back: l’ultima a riuscirci era stata l’ucraina Elina Svitolina (2017-2018).

Finale 2022

Iga Swiatek (Pol) b. Ons Jabeur (Tun) 6-2 6-2

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