ANCORA NEL SEGNO DI RAFA E NOLE O SARA’ L’ANNO DELLA SVOLTA?

Se Nadal-Djokovic è la saga più rappresentata nel circuito con ben 55 capitoli, il Foro Italico figura come la location preferita dai due attori, quantomeno sulla terra rossa. Gli Internazionali BNL d’Italia hanno messo di fronte gli eterni rivali in ben 8 occasioni, di cui 5 in finale (il maiorchino nel bilancio romano conduce 5-3, con 3 successi in finale). D’altronde gli IBi da ormai ben 15 anni vedono presenti nel match che vale il titolo almeno uno tra Nadal e Djokovic, e soltanto nelle edizioni 2016 e 2017 hanno avuto un vincitore diverso da Rafa o Nole, prima Murray e poi Zverev, vittoriosi in finale sempre sul serbo. Un duopolio iniziato nel 2005 con il primo dei 9 successi romani di Nadal. Troverà un Djokovic, a quota 4 nell’albo d’oro degli IBI, desideroso di rivincita dopo la finale persa nel 2019 e soprattutto in cerca di riprendersi lo scettro romano, che gli manca dal 2015 (anche l’interregno più lungo che tenne ai margini Nadal durò cinque anni, dal 2014 al 2018). Torneranno a maggio, Rafa por la decima, Nole per stampare la manita sulla terra del Centrale.

E se, invece, il vento fosse destinato a cambiare? Abbiamo detto come Murray vinse a Roma in finale su Djokovic nel 2016, la miglior stagione del britannico che di lì a pochi mesi gli consegnò anche lo scettro di numero 1 al mondo. Sicuramente più sorprendente il successo nel 2017 dell’allora 20enne Sasha Zverev (Djokovic sconfitto ancora una volta ad un passo dal titolo). Il tedesco ha dimostrato di avere già un gran feeling con il Foro Italico, sfiorando il bis l’anno dopo quando fu sconfitto in finale da Nadal. Nella nouvelle vogue che spinge per aprire una nuova era negli Internazionali BNL d’Italia, scalpita Stefanos Tsitsipas. Il 21enne talento greco l’anno scorso marciò spedito fino alle semifinali eliminando al terzo turno anche Fabio Fognini, prima di sbattere contro il muro eretto da Nadal. Tornerà al Foro con un anno in più di esperienza e con la qualifica di “Maestro”, guadagnata sul campo vincendo le Atp Finals di Londra.

Daniil Medvedev a Roma non ha ancora vinto una partita, eliminato sempre al primo turno nelle uniche due apparizioni, 2018 dall’olandese Robin Haase e 2019 dall’australiano Nick Kyrgios. E’ pur vero, però, che l’esplosione del 23enne di Mosca è coincisa con la seconda parte della passata stagione fino ad arrivare a ridosso del podio Atp. Se il magic moment manifestato nell’estate scorsa, coincidesse con la prossima primavera romana, sarebbe impossibile tenere fuori il russo dal lotto dei pretendenti al titolo.

Di sogni Matteo Berrettini ne ha realizzati tanti nello straordinario 2019. Siamo certi che, tra i desideri più arditi rimasti nel cassetto, ci sia spazio anche per il trionfo nel torneo di casa. L’anno scorso il nuovo fenomeno azzurro si tolse lo sfizio di battere al secondo turno Sasha Zverev, ma poi pagò l’emozione negli ottavi cedendo all’argentino Schwartzman. Il 23enne romano tornerà al Foro per la terza volta con una consapevolezza diversa e un pedigree ormai dai top 10.