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Andreescu reginetta nel ballo delle debuttanti

Alla prima partecipazione agli Internazionali BNL d’Italia, la canadese beneficia del ritiro della britannica Emma Raducanu. “L’atmosfera che sto respirando a Roma questa giorni è meravigliosa. Qui la gente adora veramente il tennis” ha detto

“Mi sono indentificata a lungo con il mio sport, al punto da odiarlo a morte in caso di sconfitta o di amarlo follemente quando le cose andavano bene. Ora non lo faccio più. Adesso il tennis è una possibilità per essere una persona migliore”. Parole e musica di Bianca Andreescu, che nel suo primo match di sempre nel tabellone principale degli Internazionali BNL d’Italia ha usufruito del ritiro di Emma Raducanu (anche lei all’esordio sui campi del Foro Italico) per un problema alla schiena sul punteggio di 6-2 2-1 per l’attuale numero 90 del mondo. Poco più di un’ora il tempo effettivo di gioco in cui la canadese, nonostante un’avversaria non al meglio, ha messo a segno ben 25 colpi vincenti evidenziando un soddisfacente stato di forma.

A prendersi la scena nel ballo delle debuttanti è stata Bianca, oggi di viola vestita, che soltanto qualche mese fa pensava di smettere per sempre. La settima vittoria in carriera sulla terra battuta della 21enne di Mississauga ha un sapore speciale, sa quasi di liberazione. “Fermarmi è stata una delle decisioni più dure della carriera – ha spiegato recentemente l’ex numero 4 del mondo – era già da un po’ che avevo bisogno di farlo. Non mi sono fermata solo per me ma anche per le persone che mi vogliono bene. E poi ci ho messo 5 mesi a capire che cosa volessi fare, ho adoperato il tempo con attenzione e non posso dire di aver fatto la decisione sbagliata. Anzi”.

Quando a chiedere il conto è il corpo, le cose si possono sistemare. Quando il mostro aleggia nella testa, invece, rischia di diventare il più pericoloso degli avversari. In tante ci sono passate, in poche possono dire di avercela fatta. “Per molti giorni non mi sono sentita me stessa, soprattutto mentre mi allenavo o giocavo le partite mi sembrava di portare il mondo sulle mie spalle. Non riuscivo a staccarmi da tutto quello che succedeva fuori dal campo. Sentivo la tristezza, il tumulto collettivo attorno a me, e questo ha preso il sopravvento”.

La prima racchetta l’ha impugnata a 7 anni in Romania, paese dei genitori, ma solo perché la famiglia era momentaneamente tornata a vivere a Pitesti. Per il resto, Bianca Andreescu è nata e cresciuta a nell’Ontario (dove anni fa emigrarono anche i genitori di Raducanu), ed è lì che i tecnici di Tennis Canada l’hanno notata nel 2011, decidendo di puntare su di lei per il futuro. Un colpo dopo l’altro, sempre a tutto braccio, l’ascesa nel ranking WTA è stata dirompente. Nel 2019 ha vinto prima Indian Wells, poi Toronto e infine gli US Open, ai danni di una Serena Williams che era ancora la leggenda da battere. Tutti le luci dei riflettori erano per Bianca, la ragazzina in grado di battere sette top-10 su sette in altrettante sfide. Infortuni, Covid-19 e tanta paura di non ritrovarsi l’hanno fatta uscire dalle prime 100 del mondo, anche se a sentirla parlare è sempre stato l’ultimo dei problemi.

“Durante l’ultimo periodo di stop ho fatto tutto ciò che era possibile per allontanarmi da una quotidianità nociva. Ho fatto delle opere di carità che mi hanno riportato al mio obiettivo principale che è quello di aiutare gli altri, anche attraverso lo sport: ho fatto la volontaria, per aiutare le donne che subiscono violenza domestica e per un ospedale pediatrico. Ho fatto anche dei video delle persone che soffrono tanto, per aver ben vivi quegli sguardi”. ‘Bibi’ per una volta ha guardato oltre e dal lungo stop è tornata donna dopo essere partita bambina.

“Ho approcciato alla partita con la giusta mentalità – le parole di Andreescu in conferenza stampa – perché sapevo che non sarebbe stata una sfida facile. Quest’anno ho giocato poco per il momento ma insieme al match con Danielle Collins a Madrid è stata una delle mie migliori giornate e spero di poter continuare su questa strada. Emma? Come prima cosa le auguro una pronta guarigione. Il primo anno nel circuito è sempre complicato, dovrà fare esperienza e conoscere meglio tutte le situazioni. Sapevo sarebbe stata molto aggressiva, è questo il suo stile di gioco. Probabilmente ci affronteremo altre volte in futuro e la cosa mi rende felice. “.

La prima volta al Foro Italico non si scorda mai. “L’atmosfera che sto respirando a Roma questa giorni è meravigliosa. Qui la gente adora veramente il tennis. Sugli spalti ho visto tifosi sia rumeni che canadesi supportarmi dall’inizio alla fine del match. La città è stupenda e questi campi si adattano bene al mio stile di gioco”.

Un anno dopo l’altro, la canadese prosegue nel suo processo di maturazione. “Sento che ora conosco sempre di più me stessa e il mio corpo e sono in grado di prendere da sola decisioni importanti. Per fortuna, vicino a me, c’è un team fantastico che mi aiuta nei momenti chiave. Ora sono contenta e molto determinata ma la vita è così, bisogna accettare alti e bassi. Ovviamente, però mi presenterò ad ogni torneo per provare a vincerlo”.

La sua prossima avversaria a sarà Nuria Parrizas-Dias. La spagnola è avvisata. La nuova Bianca chiede strada.

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