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Binaghi: “Il 2021 sarà un anno di svolta per il tennis italiano”

Nella tradizionale conferenza stampa di fine torneo il presidente della FIT ha posto l’accento sul grande successo degli Internazionali BNL d’Italia

Prima delle finali della 78ma edizione degli Internazionali BNL d’Italia, si è tenuta al Foro Italico la tradizionale conferenza stampa conclusiva del torneo nella quale il Presidente della FIT, Angelo Binaghi, ha tracciato un bilancio del torneo e fatto il punto sull’andamento generale del tennis in Italia. Un fenomeno di grande successo e in piena crescita nonostante le enormi difficoltà dovute alla pandemia.

“Siamo felici, il torneo è stato bellissimo e abbiamo dimostrato che il tennis è uno sport sicuro anche per gli spettatori” ha esordito il Presidente della Federazione Italiana Tennis nel suo discorso che ha allargato le prospettive verso le prossime grandi manifestazioni, Nitto ATP Finals di Torino in novembre innanzitutto, ma anche alla crescita esponenziale dell’altra grande disciplina di racchetta che sta esplodendo sotto l’egida della FIT, il padel. Ecco il testo integrale del suo intervento.

Il Presidente della FIT Angelo Binaghi, quello di Sport e Salute Vito Cozzoli e Nicola Pietrangeli alla conferenza stampa di fine torneo degli IBI21

Insieme a Sport e Salute siamo molto felici perché siamo stati protagonisti del ritorno del pubblico, allo sport più bello del mondo goduto dal vivo.

Siamo felici perché il torneo è stato bellissimo, innanzitutto per noi italiani. Abbiamo avuto Lorenzo Sonego che ha regalato emozioni e soddisfazioni al nostro pubblico. Questa alternanza fra Sinner, Berrettini, Fognini tra l’altro nasconde gli ottimi risultati degli altri top 100. Qui abbiamo avuto per esempio un’ottima prestazione di Gianluca Mager, che ha battuto l’australiano Alex De Minaur (n.24 del mondo n.d.r.)”.

E’ stata una settimana entusiasmante per Sonego, come la scorsa a Madrid per Berrettini. Credo di poter dire dire che non passeranno 14 anni per vedere un altro italiano in semifinale in questo torneo. Vogliamo continuare ad alzare l’asticella”.

“Siamo felici per lo spettacolo offerto da questo torneo. – continua Binaghi –  Abbiamo un’ottima finale femminile e nel maschile abbiamo il campione del mondo Novak Djokovic contro il giocatore che sulla terra battuta è stato il più forte di tutti i tempi, Rafa Nadal. E’ la sesta volta che li vediamo qui a Roma. E’ la migliore finale dei Masters 1000 di questo inizio stagione, la finale che qualunque organizzatore di torneo sulla terra battuta sognerebbe di poter avere“.

Credo che questo premi chi è rimasto con noi, come BNL gruppo BNP Paribas, nonostante sia la seconda edizione consecutiva disputata in condizioni diverse da quelle previste. Credo che questa bellezza del torneo premi anche i nuovi sponsor come Reale Mutua. Premia anche chi, come Mediaset, è voluto ritornare a trasmettere il tennis in diretta a tutti gli italiani, insieme a Sky e SuperTennis che hanno garantito come al solito una copertura televisiva straordinaria”.

Sport e… salute agli IBI21: da sinistra, il Presidente FIT Angelo Binaghi, la Sottosegretaria con delega allo sport Valentina Vezzali, il Ministro della Salute Roberto Speranza e il Presidente di Sport e Salute Vito Cozzoli

“Siamo felici anche perché siamo fieri di aver ripagato la fiducia dataci dal Governo. Abbiamo dimostrato che il tennis è uno sport sicuro anche per gli spettatori. Pensavamo di avere una responsabilità di fronte a tutto lo sport italiano. Se ci fossero stati problemi, sarebbe stato più difficile per tutti gli altri sport avere il pubblico durante le partite. Invece è andato tutto bene“.

Questo successo verrà suggellato dalla presenza in contemporanea della sottosegretaria allo sport Valentina Vezzali e del ministro Speranza. Avremo sport e salute insieme, per la gioia dell’amico Vito [Cozzoli , presidente e AD di Sport e Salute n.d.r]”.

Siamo felici perché siamo ancora a metà anno, ma cominciamo a intravedere una tendenza e dei dati che pensiamo di portarvi, come era consuetidine, anziché a Roma a Torino a fine anno. E vi lasceranno a bocca aperta. Credo che il tennis italiano verrà completamente trasformato dalla pandemia“.

“Non siamo come quelle attività, ad esempio i farmaceutici o i tecnologici, che sono state avvantaggiate da questa drammatica situazione che ha investito il pianeta. Noi apparteniamo a quei settori fortemente impattati dalla pandemia. Guardate quello che è successo l’anno scorso agli Internazionali d’Italia. Abbiamo avuto tutto l’inverno i campi coperti, le regioni del Nord in cui nelle zone rosse non si è potuto giocare a tennis. Abbiamo avuto per lunghi tratti gran parte delle società chiuse, impossibilitate a organizzare tornei o i campionati a squadre per i blocchi dovuti alla pandemia”.

Credo che stiamo sfruttando gli investimenti negli anni passati in modo straordinario. Innanzitutto nel settore tecnico. Devo ringraziare i consiglieri addetti come Graziano Risi, ma anche tutti i professionisti. Ne cito uno, Filippo Volandri che rappresenta questa squadra di tecnici federali e non solo, perché ne fanno ormai parte anche i tecnici privati dei giocatori. Stiamo sfruttando una ristrutturazione aziendale che abbiamo commissionato e attuato tre anni fa, senza la quale avremmo avuto prospettive completamente differenti.

Stiamo sfruttando anche il fatto che tutto questo è supportato dal nostro canale SuperTennis. Stiamo sfruttando una pazzia che si chiama ATP Finals, che abbiamo iniziato a inseguire due anni fa. Stiamo sfruttando un fenomeno sociale del quale vi parlavo 3-4-5 anni fa, e di cui conoscevate poco, che si chiama padel”.

Stiamo sfruttando il coraggio di questi mesi in cui siamo riusciti a ottenere anche i due gironi di Coppa Davis e il quarto di finale, che speriamo giochi l’Italia

Siamo riusciti a portare anche tornei ATP 250 in luoghi che non ne avevano mai visti, e forse non ne vedranno più, come la Sardegna. Stiamo continuando a supportare l’attività di vertice. Nelle prossime settimane ci saranno un torneo ATP e un WTA a Parma. Poi ci sarà il torneo WTA di Palermo. Stiamo aumentando gli aiuti ai Challenger e agli ITF in modo che possa continuare uno dei segreti della crescita del nostro settore tecnico.

Stiamo potenziando la nostra struttura. Pensate che il padel fino a pochi mesi fa era gestito da una sola persona. Ora ha assunto una dimensione che lo colloca fra i primi dieci sport in Italia, quindi dobbiamo strutturarci. Sono processi impegnativi, ma vi danno l’idea del fatto che abbiamo per le mani un cocktail micidiale. Se lo riusciremo a gestire, credo che farà uscire dalla pandemia il tennis italiano con numeri e una rilevanza mai avuti nella sua storia.

Ne parleremo a Torino, potremmo anche fare una sessione dedicata ad esaminare i dati, i grafici, per capire come sarà andata quella che inizio a chiamare la Federazione Italiana Tennis e Padel.

Insieme al presidente Cozzoli e al dottor Nepi l’obiettivo è Torino. Lavoreremo ventre a terra per la prima edizione, la più importante e problematica per noi organizzatori, che da questo momento rappresenta la madre di tutte le battaglie di questo importantissimo 2021, che potrà essere l’anno di svolta per il tennis italiano in tutti i settori”.

Rispondendo alle domande dei giornalisti, Binaghi ha parlato anche del futuro degli Internazionali BNL d’Italia.

“Nei prossimi mesi, credo a Wimbledon, verrà messa in discussione la programmazione del tennis mondiale dal 2023 in poi. Noi siamo in attesa da quasi dieci anni di notizie positive sulla durata del nostro torneo. Se queste dovessero arrivare, credo che implicherebbero una rivisitazione generale della programmazione e dell’impatto che il torneo avrà sul site”.

Binaghi ha parlato anche dell’importanza di riforme strutturali nello sport italiano.

“Basterebbe andare a risentire le dichiarazioni che ho fatto quattro anni fa quando sono entrato in Giunta [Coni]. Dissi che la mia presenza era giustificata solo dal cercare di aiutare lo sport italiano ad andare sulla strada delle riforme. Consideravo, dati alla mano, la struttura dello sport italiano come obsoleta, anacronistica, inefficiente. E che meritasse parte delle riforme che nel tempo abbiamo imposto al tennis italiano, anche in modo impopolare all’inizio.Ma credo che stiano dando risultati al di là delle attese”. 

“Si tratta di applicare allo sport italiano una forma mentale direi più aziendale, che premi la meritocrazia, chi cresce, chi fa, chi ottiene risultati. Oggi lo sport italiano è allo stesso punto, con la stessa assurda struttura per cui il calcio di 1,3 milioni di persone ha la stessa rappresentatività della motonautica, il cui presidente è un mio grande amico, ma ha qualche centinaio di tesserati agonisti. Speriamo che le facciano, le riforme”. 

“Io rappresento l’ala più spiccatamente riformista, che oggi è una parte minoritaria di un sistema autoreferenziale che non accetta indicazioni e riforme da una parte importante del nostro Paese, la parte politica, con la quale io invece credo che sia importante dialogare, confrontarsi” .

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