Risultati

Qualificazioni • Singolare Maschile 2H:07'
Country SLOA. Bedene
6 3 6
Country ITAG. Moroni
2 6 4
Qualificazioni • Singolare Maschile 2H:23'
Country ITAM. Cecchinato
64 6 6
Country BLRE. Gerasimov
7 2 3
Qualificazioni • Singolare Maschile 2H:25'
Country POLK. Majchrzak
7 64 6
Country AUSA. Popyrin
66 7 3
Qualificazioni • Singolare Maschile 1H:38'
Country JPNY. Nishioka
6 7
Country FRAG. Barrere
4 61
Qualificazioni • Singolare Maschile 1H:26'
Country BOLH. Dellien
6 6
Country ESPJ. Munar
4 1
Qualificazioni • Singolare Maschile 1H:06'
Country GBRC. Norrie
6 6
Country URUP. Cuevas
1 3
Qualificazioni • Singolare Maschile 1H:20'
Country USAM. Giron
3 3
Country ARGF. Delbonis
6 6
Qualificazioni • Singolare Maschile 1H:28'
Country ITAA. Pellegrino
65 2
Country FRAC. Moutet
7 6
Qualificazioni • Singolare Maschile 1H:29'
Country USAF. Tiafoe
6 7
Country SVKJ. Kovalik
2 5
Qualificazioni • Singolare Maschile 1H:40'
Country USAT. Paul
7 6
Country ARGJ. Londero
65 3
Qualificazioni • Singolare Maschile 0H:43'
Country ESPA. Davidovich Fokina
6 2
Country ITAF. Cobolli
2 0
Qualificazioni • Singolare Maschile 2H:43'
Country KAZM. Kukushkin
63 61
Country BRAT. Monteiro
7 7
Qualificazioni • Singolare Maschile 2H:14'
Country ITAR. Brancaccio
3 6 6
Country ITAF. Gaio
6 4 4
Qualificazioni • Singolare Maschile 2H:14'
Country USAT. Sandgren
5 3
Country ESPR. Carballes Baena
7 6
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In Evidenza

‘BLACK’ SINNER SI PRENDE L’OLIMPO
Vestito di nero sovrasta il dio greco Tsitsipas – VIDEO

Jannik Sinner

Un anno e più possono renderti diverso. A maggio dell’anno scorso, Jannik Sinner perdeva al secondo turno del suo primo torneo ATP a Roma contro Stefanos Tsitsipas.

Il diciassettenne con la faccia da uomo si ripresenta a Roma da diciannovenne con la patente per guidare appena presa e quella di campione futuro già in tasca.

Il 6-1 6-7(9) 6-2 al greco, numero 6 del mondo, a meno di 24 ore dallo show di Lorenzo Musetti contro Stan Wawrinka, proietta il tennis italiano in un futuro atteso da oltre quarant’anni. “Ho servito per il match nel secondo, ho perso il servizio, siamo andati sul 6-6 poi abbiamo sbagliato tanto tutti e due. Comunque sentivo di fare la cosa giusta, anche se sbagliavo il colpo” ha detto a caldo Sinner, evidentemente orgoglioso per la vittoria.

GUARDA LA VIDEO-INTERVISTA

Mentre Tsitsipas in maglia grigia e pantaloncini rosa shocking si scolora dentro una partita anonima e spenta, Sinner, di nero vestito, scintilla. Nike ha fatto per lui una scelta chiara, anche di look. Mentre gli Shapovalov, i Rublev, gli Auger-Aliassime giocano in queste settimane con le divise variopinte in omaggio al primo Agassi, ha scelto per l’azzurro una linea totalmente diversa. Polo nera, senza fronzoli, scritte, disegni per l’azzurro che non ha bisogno di fronzoli e colori per farsi notare.

Dove la storia diventa emozione, “Black Sinner” scatena aspirazioni e tentazioni di gloria attraverso la bellezza della velocità. Un secolo fa, il Futurismo la celebrava attraverso le auto o gli aeroplani. Come le eliche nel Manifesto di Marinetti, la sua racchetta “garrisce al vento come una bandiera e sembra applaudire come una folla entusiasta”. Quella folla da immaginare nel Foro Italico chiuso al pubblico.

In carriera, ha detto Sinner a Riccardo Crivelli della Gazzetta dello Sport, “avrò giocato con superficialità una ventina di palle”. Nel progetto di lungo periodo con cui misura la sua carriera, non c’è spazio per le distrazioni né per i peccati di gola. In campo, si isola dal contesto che sia caldo come alle Next Gen Finals di Milano che ha vinto l’anno scorso o silenzioso come il Pietrangeli vuoto di quest’anno.

Immagina angoli come Cruijff e Guardiola, vede lo spazio come il suo maggior alleato e ne estende l’utilizzo oltre il comune sentire. Sfida Stefanos Tsitsipas, l’artista dell’immaginazione al potere, di un altro genere di fantasia applicata al gioco.

Meno acerbo nel fisico, sicuro nell’interpretazione della partita, Sinner serve con un movimento leggermente diverso dopo il lockdown. E’ più veloce, genera più forza, è più sicuro nell’utilizzo dello schema prima esterna e lungolinea col colpo successivo.

Jannik Sinner esulta durante la sfida contro Stefanos Tsitsipas sul campo Pietrangeli (foto Giampiero Sposito)

Tsitsipas, invece, alla prima partita su terra battuta dopo i sei match point non sfruttati contro Borna Coric allo US Open, stecca, arranca, subisce la palla di Sinner che in 24′ è 5-1 sopra. In questi primi sei game, ha vinto il doppio dei punti negli scambi da fondo. Tsitsipas, con due doppi falli nell’ultimo game, può solo provare a dimenticare almeno fino al parziale successivo.

Sinner fa un po’ confusione nel terzo game del secondo set, però rimedia con un paio di rovesci che lasciano Tsitsipas fermo ad ammirare la geometria che sarà sempre il mestiere dell’azzurro. La tensione, quando si avvicina la seconda vittoria contro un top-10 e il miglior risultato in un Masters 1000 si sente. Il campione delle Next Gen Finals serve per il match ma subisce il controbreak, consegnando al greco una chance per rientrare, o forse per entrare, nel match.

A due punti dalla vittoria, Sinner incassa la reazione di Tsitsipas che mette pressione con servizio e dritto. L’azzurro si scompone quando viene attaccato sul rovescio, subisce il secondo break di fila. A perdere non ci sta nessuno, ma anche chiudere diventa difficile. Il greco offre al più giovane top-100 un’insperata ancora di salvezza, un doppio fallo sul set point con cui allunga al tiebreak.

Sinner si mette in una buca, va sotto 1-4 con una serie di gratuiti, si tira su ma sente il momento e manca due match point: il primo con una risposta forzata al centro, lunga, il secondo con un diagonale di dritto anomalo largo però di un metro. Chiude un set teso con 14 vincenti a 7 e 25 gratuiti a 29, in cui ha comunque ha ottenuto più punti diretti col servizio. Ma ha pagato i momenti del match in cui ha aspettato lontano dalla riga senza aggredire la palla complessa di Tsitsipas, che viaggia profonda e salta molto in alto dopo il rimbalzo.

Nel terzo cancella, resetta, riparte. Piazza il break subito e va, verso la vittoria. Poi esulta con l’indice sulla tempia verso il suo team. Ha vinto di testa, con quella testa da promessa di campione. E finalmente sorride, con la leggerezza dei diciott’anni, che sembran sempre pochi e scappan via come un respiro.

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