DALLA SVIZZERA CON FURORE
Bencic conquista il main draw

Se sei svizzera e ti fa da allenatrice per dieci anni Melanie Molitor – cioè la madre di Martina Hingis -, e per giunta anche la tua famiglia ha origini ceche,  allora i paragoni diventano inevitabili. Così come le speranze dei tifosi elvetici che, sebbene “viziati” abbondantemente da Roger Federer,  ancora rimpiangono la “loro” Martina. Tirando le somme, un peso mica da poco da sopportare per Belinda Bencic, 17enne di Flawil. Agli Internazionali BNL d’Italia si è guadagnata un posto nel main draw battendo prima la slovena Polona Hercog, al termine di una battaglia durissima, e quindi, nel turno decisivo, Urzula Radwanska, la sorellina minore di Agnieszka, con un severo 62 61.

Papà Ivan le ha messo in mano la racchetta ad appena 4 anni e a sette anni l’ha spedita nella scuola di “mamma Hingis” (“Ha buone basi, è  versatile e credo che abbia possibilità di sfondare”) dove Belinda è rimasta fino ad un paio di anni fa.Quando ha fatto il suo ingresso tra le top-100 (best ranking lo scorso aprile, numero 91 Wta) era la giocatrice più giovane. In questa stagione ha raggiunto a Charleston la sua prima semifinale Wta, per giunta partendo dalle qualificazioni (l’ultima a riuscirci era stata proprio la Hingis), mettendo in riga giocatrici esperte come la russa Maria Kirilenko o l’azzurra Sara Errani ma imballandosi sul più bello nel match contro la slovacca Jana Cepelova, scagliando la racchetta e dimostrando tutta l’inesperienza dei suoi 17 anni.

La strada per la vetta è ancora lunga per questa ragazza che ha una prerogativa curiosa rispetto a tante altre: non urla e non geme ogni volta che colpisce la palla. Belinda ha un grande senso dell’anticipo e grande potenza, ed è tatticamente più matura della sua età. Senza trascurare una volontà d’acciaio. E poi è brava a non mettersi fretta: “Devo solo concentrarmi sul mio gioco, i risultati arriveranno”. Pare proprio che abbiano già cominciato ad arrivare.