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DJOKOVIC ANDAMENTO LENTO
Nole doma Robert senza entusiasmare. Murray no problem

Questo contenuto è stato pubblicato 8 anni fa. Potrebbe essere riferito ad un’edizione passata degli Internazionali d’Italia.

Doveva essere una partita di routine, si è trasformata in un mezzo incubo. Per sua fortuna, Novak Djokovic ha risolto il rebus Stephane Robert con un doppio 7-5. In un Foro Italico immerso dalle nubi, il serbo ha trovato un avversario capace di giocare al 100%, forse anche oltre. Proveniva dalle qualificazioni, non aveva nulla da perdere e si era portato al secondo turno. A 35 anni, la soluzione psicologica ideale. In verità, tutto quello che viene è tanto di guadagnato per il simpatico Stephane, barba incolta e berretto in testa. Anni fa, dopo una carriera tutto sommato anonima, si è ammalato di Epatite A. Una malattia seria, di quelle che possono mettere fine a una carriera. Non ha ceduto, è ripartito dall’inferno dei tornei futures, poi si è preso il purgatorio e infine è entrato in paradiso. L’ha toccato nel 2010, quando ha giocato la sua unica finale ATP a Johannesburg, e soprattutto l’anno scorso: sconfitto nelle qualificazioni dell’Australian Open, fu ripescato come lucky loser grazie al forfait di Philipp Kohlschreiber. Da lì, si è spinto fino agli ottavi con Andy Murray.

Novak Djokovic (Foto Giampiero Sposito)

Novak Djokovic (Foto Giampiero Sposito)

Al Foro Italico è sceso in campo tranquillo, pronto a tirare tutto a occhi chiusi. A tratti c’è riuscito, soprattutto con un dritto quasi senza rotazione. Alcuni winners hanno scatenato l’ovazione del pubblico, accendendo un match non così esaltante sul piano dello spettacolo. Federer-Zverev era stato più divertente ma qui c’è stata viva incertezza, tanto da spingere Djokovic a esultare come se avesse vinto un match ben più importante, mandando un abbraccio virtuale a tutto il pubblico. Nel primo set ha faticato a leggere il servizio di Robert, riuscendoci solo al dodicesimo game. Ancora più problemi nel secondo, quando il francese è stato colto da una viva erezione agonistica. Ha trovato il break, salendo 3-1, e ha tirato fuori alcuni missili terra-aria che hanno mandato in visibilio la gente. Djokovic ha fatto quel che sa: palleggiare, sbagliare il meno possibile, mettere tanta intensità su ogni scambio. E’ stato premiato dal controbreak del 4-4, poi il copione si è ripetuto nel finale: break al dodicesimo game e Nole agli ottavi, dove sfiderà il brasiliano Thomaz Bellucci, curioso “ammazza-francesi” di questo torneo. Dopo Gael Monfils, ha battuto anche Nicolas Mahut. Sarà un test interessante per il numero 1, vuoi perché Bellucci è mancino, vuoi perché la scorsa estate aveva faticato per batterlo al Canadian Open.

Andy Murray (Foto Antonio Costantini)

Andy Murray (Foto Antonio Costantini)

Nel frattempo avanza anche Andy Murray: in un match programmato sul Grandstand (a causa dell’ingolfamento di match sul Centrale), non ha avuto grossi problemi (6-3 6-3 lo score) nel superare Mikhail Kukushkin, pure lui proveniente dalle qualificazioni. Le modalità sono state diverse, ma il risultato è lo stesso: le prime due teste di serie approdano agli ottavi senza perdere un set.

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