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Djokovic avanza da Number One con l’applauso dello Special One

Il n.1 del mondo deve mostrare il meglio del repertorio per domare all’esordio l’argentino emergente Tomas Martin Etcheverry. In tribuna a seguirlo Jose Mourinho, che l’ha incontrato poco prima del match

A Roma può succedere che il Number One incontri lo Special One ma che questo non gli faciliti in automatico la soluzione della sfida contro il n.61 del mondo. Per l’esordio di Novak Djokovic sul centrale del Foro Italico si è palesato Josè Mourinho, che è andato a salutare il serbo appena prima del match, un veloce abbraccio con la solita maschera impassibile.

Un viatico che però non ha condizionato i primi approcci con Patrick Etcheverry, 23enne argentino di belle speranze, per nulla impressionato da questo incrocio di eccellenze.

Brillante da junior (n.12 del mondo), fisico lungo alla Del Potro (un metro e 96) ma eccezionale mobilità in campo, il ragazzone di La Plata non ha mostrato timori reverenziali nei confronti del vincitore di 22 Slam e n.1 del mondo per 386 settimane. Lo ha aggredito da fondocampo ed è stato il primo a fare un break, salendo 4-2.

Nole ha reagito da par suo, recuperando lo svantaggio nonostante una certa sofferenza sul piano fisico. Il fastidio al gomito che lo ha recentemente assillato è tornato a farsi sentire, costringendo il campione in carica degli Internazionali BNL d’Italia a infilarsi il tutore scaldabraccio precauzionale. Gli forzi richiesti dal ritmo degli scambi imposto da Etcheverry, uniti al freschino dolomitico della serata romana, gli hanno anche creato qualche problema allo stomaco: ha dovuto ricorrere a una pasticca.

Lottando ogni turno di servizio si arrivava al tie-break, nel quale l’argentino partiva in vantaggio 3-1. Doveva fare i conti però con un fuoriclasse che non aveva alcuna intenzione di cedere né punti né centimetri di campo. E quando si è giunti al “dunque”, cioè sul 5-5 ha piazzato una risposta devastante a quattro dita dalla linea di fondo per poi chiudere all’attacco il punto successivo.

Dopo un prevedibile toilet break, Djokovic affrontava l’avvio della seconda partita determinato a non lasciare spiragli a un avversario tanto insidioso. Coglieva immediatamente un break grazie a un millimetrico diritto lungolinea e non concedeva all’allievo di coach Walter Grinovero la possibilità di rientrare in partita. Finiva 7-6 6-2 dopo un’ora e 52 minuti, un match tutto sommato gratificante per entrambi i contendenti.

Djokovic si proietta infatti verso il terzo turno dove lo aspetta Grigor Dimitrov, capace di disinnescare la potenza di Stan Wawrinka in un match d’altri tempi (6-4 7-6).

Etcheverry, dopo la bella vittoria al primo turno contro il giovanissimo astro francese Luca Van Assche, conferma i suoi progressi anche contro un fuoriclasse assoluto. Nel 2021 era riuscito a entrare tra i primi 200 del mondo. Il 2022 l’ha visto sfondare il muro dei Top 100. I primi mesi del 2023, con le finali raggiunte a Santiago (battuto dal cileno Jarry) e a Houston (superato solo dallo statunitense Framces Tiafoe) gli hanno fatto avvicinare i Top 50 ( dopo gli IBI dovrebbe salire al n.57). L’albiceleste ha probabilmente trovato il pilastro che serviva per costruire il futuro.

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