Risultati

Qualificazioni • Singolare Maschile 2H:07'
Country SLOA. Bedene
6 3 6
Country ITAG. Moroni
2 6 4
Qualificazioni • Singolare Maschile 2H:23'
Country ITAM. Cecchinato
64 6 6
Country BLRE. Gerasimov
7 2 3
Qualificazioni • Singolare Maschile 2H:25'
Country POLK. Majchrzak
7 64 6
Country AUSA. Popyrin
66 7 3
Qualificazioni • Singolare Maschile 1H:38'
Country JPNY. Nishioka
6 7
Country FRAG. Barrere
4 61
Qualificazioni • Singolare Maschile 1H:26'
Country BOLH. Dellien
6 6
Country ESPJ. Munar
4 1
Qualificazioni • Singolare Maschile 1H:06'
Country GBRC. Norrie
6 6
Country URUP. Cuevas
1 3
Qualificazioni • Singolare Maschile 1H:20'
Country USAM. Giron
3 3
Country ARGF. Delbonis
6 6
Qualificazioni • Singolare Maschile 1H:28'
Country ITAA. Pellegrino
65 2
Country FRAC. Moutet
7 6
Qualificazioni • Singolare Maschile 1H:29'
Country USAF. Tiafoe
6 7
Country SVKJ. Kovalik
2 5
Qualificazioni • Singolare Maschile 1H:40'
Country USAT. Paul
7 6
Country ARGJ. Londero
65 3
Qualificazioni • Singolare Maschile 0H:43'
Country ESPA. Davidovich Fokina
6 2
Country ITAF. Cobolli
2 0
Qualificazioni • Singolare Maschile 2H:43'
Country KAZM. Kukushkin
63 61
Country BRAT. Monteiro
7 7
Qualificazioni • Singolare Maschile 2H:14'
Country ITAR. Brancaccio
3 6 6
Country ITAF. Gaio
6 4 4
Qualificazioni • Singolare Maschile 2H:14'
Country USAT. Sandgren
5 3
Country ESPR. Carballes Baena
7 6
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DJOKOVIC, CONTROLLO TOTALE
Il n.1 del mondo non lascia scampo a Caruso

Un piccolo peso tolto dallo stomaco, per lanciare l’inseguimento al 36esimo titolo Masters 1000. Riparte di slancio Novak Djokovic dopo il “fattaccio” di New York e il suo ingresso in scena agli Internazionali BNL d’Italia, direttamente al secondo turno, è vincente anche se non può dirsi ancora del tutto convincente sul piano del gioco. Del resto, la fatidica transizione dal cemento di Flushing Meadows al ‘rosso’ del Foro Italico richiede un po’ di tempo, per tutti, anche i campioni più affermati. Opposto a Salvatore Caruso, numero 87 Atp, ha dato l’impressione di andare un po’ al risparmio, a tre cilindri per così dire, il numero uno del mondo e del seeding, salvo poi dare una piccola accelerata al motore quando serviva. E come era accaduto al terzo turno del Roland Garros 2019 (finì 63 63 62 per il serbo) non ha avuto scampo il siciliano, a meno di 24 ore dalle forti emozioni vissute martedì con la vittoria su Tennys Sandgren con tanto di match point annullato: 63 62 lo score sul Centrale, tristemente vuoto e silenzioso nonostante al centro ci fosse uno dei gladiatori preferiti dai tifosi italiani e della Capitale in primis. Per Nole, quattro volte vincitore a Roma (2008, 2011, 2014 e 2015), è il 27esimo successo stagionale a fronte dell’unico ko, quello per squalifica agli Us Open.

NOLE: “BUONE SENSAZIONI SUL CAMPO” – “Aspettavo con una certa ansia questo momento perché desideravo disputare match ufficiali prima possibile per rimuovere sul piano mentale quanto è accaduto a New York – ha ammesso Nole dopo l’incontro – fermo restando che il tennis è solo una parte della mia vita e quindi a darmi maggiore felicità è lo stare bene con la mia famiglia. Devo dire che sul campo le sensazioni erano positive, in una giornata calda, sono stato in controllo del match, riuscendo a manovrare e a gestire gli scambi e servendo bene quando contava. So che il cambio di superficie richiede tempo per adattarsi appieno alla terra, sia come rimbalzo che come modo di spostarsi in campo, ma sono fiducioso che nel giro di qualche giorno riuscirò a sentirmi del tutto a mio agio”.

Nole, come il resto dei protagonisti, deve adattarsi a giocare a spalti vuoti, situazione assai particolare. “E’ davvero molto insolito il silenzio nel Centrale di Roma, dove il pubblico è di solito molto caloroso e ti dà tanta energia”, riconosce il numero 1 del mondo, pronto anche a rispondere a chi chiedeva se si considera imbattuto nel 2020: “Quella di New York è la prima sconfitta ufficiale, anche se arrivata in circostanze così particolari. Io non mi considero mai imbattibile, però non mi preoccupo più di tanto di queste statistiche, la cosa più importante è che la fiducia in me stesso non è intaccata”, spiega il vincitore dell’ultimo Australian Open, suo 17esimo Slam.

“HO GIA’ INCONTRATO GAUDENZI: NESSUN PROBLEMA TRA NOI” – Ma accanto agli impegni di campo Djokovic ha portato avanti anche la sua campagna “politica” per la nuova associazione giocatori che sta creando. “Ho incontrato già Andrea Gaudenzi, un paio di giorni fa, abbiamo avuto un meeting con altri giocatori di due ore e mezza di colloquio, poi abbiamo avuto una conversazione privata. Non ci sono problemi fra di noi e gode del mio massimo rispetto, ho risposto alle sue domande cercando di chiarire che noi non vogliamo assolutamente fare la guerra ad ATP, WTA o tornei dello Slam, anzi vogliamo lavorare insieme con questi organismi e non boicottarli. Parlare con Nadal? Ci siamo appena incontrati e salutati, senza aver modo di parlare di questioni politiche e non credo proprio che avverrà in questo torneo. Ci sarà altro tempo per parlare la prossima settimana, prima del Roland Garros, quando per tre-quattro giorni non avremo partite”.

MASCHERINA CON LA BANDIERA DELLA SERBIA – Djokovic, entrato in campo con mascherina bianca con in bella evidenza la bandiera della Serbia, è partito con cautela, come per ricercare il giusto feeling con questa superficie, incappando in tanti errori anche in fase di manovra. Sotto 3-2 (primo dei quattro ace totali per Nole), nel sesto game Salvo ha annullato due palle break e, dopo un punto da applausi (vincente di rovescio sulla smorzata del 33enne di Belgrado, che si è complimentato), ha tenuto il turno di battuta. “Impresa” che non gli è riuscita invece sul 3-4, quando il 27enne di Avola ha messo fuori due dritti consecutivi che hanno consegnato il break al numero uno del mondo. Il quale non si è certo fatto pregare per incamerare la frazione, con un dritto in contropiede dopo 40 minuti. Nel secondo set, al termine di un terzo gioco assai combattuto, Caruso (29 errori per l’allievo di coach Paolo Cannova) ha dovuto cedere il servizio e da quel momento la strada è stata tutta in discesa per Djokovic, che ha allungato la striscia di game andando a chiudere dopo un’ora e 24 minuti.

“TI VOGLIO BENE ROMA” – In attesa di misurarsi negli ottavi con il connazionale Filip Krajinovic, numero 29 della classifica mondiale (quest’ultimo ha vinto l’unico testa a testa fra i due, nel 2010 a Belgrado, quando Djokovic si ritirò dopo aver perso il primo set) che proprio il campione serbo ha supportato nella sua crescita, al momento dell’approccio al tour professionistico, quando a seguirlo come coach era Diego Nargiso, “Ti amo, forza Roma” è il messaggio scritto sulla telecamera da Nole, sicuramente un po’ sollevato dentro. Sono le stesse parole che aveva rivolto agli appassionati di casa nostra nella primavera dello scorso anno, quando poi era arrivato a contendere a Rafa Nadal il trofeo. Che sia questione di scaramanzia?

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