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Djokovic-Sinner, prove tecniche di semifinale sul campo n.5

Il n.1 d’Italia e il n.1 del mondo si sono dati appuntamento alle 16.30 sul campo più riservato del Foro Italico per un allenamento giocato alla massima intensità, per saggiare la condizione. Un’ora e mezza di scambi feroci con un set finale vinto dal serbo

Era il faccia a faccia più atteso della giornata anche se il programma lo vedeva scritto nella tabella degli allenamenti. Novak Djokovic, n.1 del mondo e del tabellone degli Internazionali BNL d’Italia 2023, incontrava sul campo n.5 alle 16.30 Jannik Sinner, n.8 del mondo e del torneo ma n.1 d’Italia e nel cuore dei tifosi a Roma, per una sessione di training. Il campo era quello riservato abitualmente per gli allenamenti delle grandi star, perché dei 6 storici court al parco del Foro Italico è l’unico che consente un po’ di privacy: il pubblico può seguire l’azione solo dalla tribunetta dell’adiacente campo n.6. L’accesso al bordo campo è infatti riservato solo a coach, giocatori e addetti ai lavori. Dall’alto della terrazza possono sbirciare i frequentatori del bar del Circolo del tennis.

I due protagonisti hanno preso le cose molto sul serio: tanta concentrazione e nessuna gigioneria. L’occasione era unica per saggiare reciprocamente la condizione in vista di un torneo che li vede potenziali avversari in semifinale, se il serbo esce vincitore dal suo quarto nel quale gravitano Felix Auger-Aliassime e Holger Rune e Sinner fa lo stesso in una zona del draw dove sono collocati anche Karen Khachanov e Casper Ruud.

Puntuali alle 16.30, accolti da un boato, arrivano i due team, perché anche un semplice allenamento a questo livello è un vero confronto di squadre. Djokovic ha con sé il coach Goran Ivanisevic, il preparatore fisico Marco Panichi, il fisioterapista Claudio Zimaglia (ex di Sinner) e uno sparring. Sinner risponde con il coach Simone Vagnozzi, il super-coach Darren Cahill e il preparatore fisico Umberto Ferrara.

Le squadre si dispongono in campo in modo speculare, con i tecnici di lato o alle spalle del loro giocatore a seconda delle situazioni di gioco e gli altri pronti a raccogliere, distribuire ed eventualmente rimettere in gioco la palla.

Si comincia, in un silenzio rispettoso e quasi sacrale con uno scambio lungo, lento, ritmato. Quasi ipnotico. Si va per vie centrali, con ampio margine di sicurezza sopra il nastro. Nole lo interrompe dopo non meno di 50 colpi fermando morbidamente la palla sulle corde. Perché altrimenti potrebbe non finire mai. Poi il ritmo sale e la palla passa più bassa sulla rete.

Il rumore sul piatto di Jannik è più schioccante di quello di Novak, la cui palla però pesa parecchio, visibilmente.

Alle 16.42 cambiano campo e proseguono nello scambio di riscaldamento centrale.

Alle 16.45, manovrando le loro Head Speed bianche e nere (usano lo stesso modello di racchetta) Sinner e Djokovic passano a scambiare sulla diagonale di diritto. Il tempo di prendere le misure e finiscono per sfidarsi a chi tira più forte. Un confronto equilibrato.

16.47: si ricambia campo, i team si consultano sugli aspetti tecnici. Cahill dice la sua a Jannik

16.49: il lavoro adesso è sulla diagonale del rovescio con incroci non strettissimi. Anzi spesso si va di diritto a sventaglio ma piuttosto centrale, senza una ricerca esasperata degli angoli.

Il rumore degli scambi è spesso coperto dai boati che provengono dal campo n.2, dove Cobolli sta lottando con lo statunitense Nava.

16.53: nuovo schema, più complesso: 2 scambi incrociati sulla diagonale del diritto poi cambio in lungolinea e 2 scambi incrociati sulla diagonale del rovescio. E via così, fino a che uno dei due sbaglia o non ci arriva. Lo annuncia Goran Ivanisevic e subito parte la corrida, a ritmi vertiginosi. Uno spettacolo assoluto.

16.58: pausa. I due ci hanno dato dentro: si accasciano e rifiatano in panca.

17.01: si riparte. Nole a rete prova le volée, con Sinner che gli tira praticamente addosso e lui che al volo rimanda centralmente. Seguono pallonetti dell’azzurro per il riscaldamento dello smash serbo. Sul campo 6 nel frattempo, il pubblico si esalta per le giocate spettacolari di Hubert Hurkacz e Alejandro Davidovich Fokina, anche loro in allenamento.

17.03: ora tocca a Jannik stare a rete. Anche lui prova volée e smash. E’ un po’ meno fluido di Djokovic ma comunque incisivo.

17.06: si provano i servizi. Comincia, piano, Djokovic da destra. Sinner risponde. Nole avverte l’azzurro quando mira la ‘T’ al centro del campo con la “seconda”, molto carica d’effetto. Poi prova lo slice a uscire.

17.10: tocca a Sinner provare la battuta da destra (Arriva dal campo n.2 il boato per Flavio Cobolli che vince e si qualifica per il main draw)

17.13: Nole prova il servizio da sinistra. Comincia con la “prima” al centro. Il rumore della risposta di Jannik quando impatta bene è impressionante.

17.17: serve Sinner da sinistra, con tutte le variazioni.

17.21 Pausa. Claudio Zimaglia lavora sulla muscolatura del collo e delle spalle di Nole, lato sinistro. Gran consulto dei team a rete. Tutto è pronto per un set, prova tecnica di una possibile semifinale del torneo.

Novak Djokovic in allenamento – Foto Giampiero Sposito

17.25: si parte. Serve Djokovic che comincia con un doppio fallo e un ace. Si tocca il collo dove si era fatto trattare da fisioterapista. Sul 30-30, morbida volée di rovescio Sinner e pubblico che applaude dagli spalti del n.6. Jannik spacca le corde con un dirittone e deve cambiare racchetta in corsa. Vantaggio Nole che tiene la battuta: 1-0

17.29: Sinner non fa male con il servizio in apertura e Nole è super aggressivo alla risposta: 0-2. Poi tiene il servizio con autorità: 3-0.

17.38: veloce pausa toilet per l’azzurro, che fatica a trovare i riferimenti giusti.

17.41: Sinner torna in campo. Tocca a lui servire: comincia con un servizio-diritto da paura. Continua con servizi bomba, tanta cattiveria e rompe il ghiaccio: 3-1. I servizi dettano legge: 4-2, 5-3.

17.56: si cambia campo e Djokovic serve per il set. Sinner ha la palla per il contro-break del 5-4 ma Nole piazza una “prima” vincente: 6-3

18.00: i team si radunano a rete, sotto il seggiolone, confabulano. Fine dell’allenamento. Jannik resta seduto a parlare con il team che lo circonda, restando in piedi. E’ Darren Cahill che tiene il pallino del discorso per oltre 5 minuti: un bilancio della sessione e gli spunti per lavorare nei prossimi giorni. Nole in quei 5 minuti resta in campo con lo sparring per tirare dei diritti a tutto braccio.

La sfida è lanciata, la condizione di partenza saggiata. Di sicuro entrambi hanno nascosto qualcosa che sanno potrebbe fare la differenza tra 10 giorni, quando la posta in palio potrebbe essere la finale dell’ottantesima edizione degli Internazionali BNL d’Italia. Il popolo del Foro Italico (e non solo) già freme.

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