EL PEQUE SENZA RIMPIANTI
“Ho giocato ad alto livello, la top ten arriverà”

Ha imposto l’alt nei quarti a Rafael Nadal, il signore del rosso e nove volte campione a Roma, però Diego Schwartzman non è riuscito a iscrivere il suo nome nell’albo d’oro. A interrompere la sua corsa, come nel maggio 2019 (allora in semifinale), è stato Novak Djokovic, che si è aggiudicato il quinto testa a testa fra i due alzando per la quinta volta il trofeo sul Centrale del Foro Italico. L’argentino non ha comunque grossi rimpianti, come ha fatto capire anche durante la cerimonia di premiazione. “Ringrazio voi che siete presenti qui oggi in tribuna in un periodo così pazzo per via della pandemia – le prime parole del 28enne di Buenos Aires indirizzate al pubblico – Devo complimentarmi con Novak, un grande campione, che ha trionfato cinque volte in questo torneo, e al suo team, tra cui il preparatore Juli che è argentino come me… Nel mio Paese familiari e amici sono orgogliosi di quello che ho ottenuto in questi splendidi giorni a Roma. Al tempo stesso il mio apprezzamento va agli organizzatori, sapendo quanto sia complicato allestire un evento in questo momento”.

“BUON MATCH IN FINALE, MA NON AL SERVIZIO” – Quindi, nella conferenza post match, il Peque analizza l’andamento della finale. “Credo di aver disputato una buona partita, soprattutto da fondo campo, nel primo set e all’inizio del secondo, giocando solido e aggressivo, però le condizioni di oggi, con umidità e leggera pioggia, non mi hanno aiutato, in particolare ho servito davvero male. Ho avuto le mie chance, ma non è stato sufficiente per mettere sotto un avversario fortissimo come Novak”. 

Schwartzman, che ha ricevuto anche i complimenti di Diego Armando Maradona, è giunto alla sua prima finale in un “1000” dopo aver speso sicuramente tante energie, fisiche e mentali. “Ho giocato match serali intensi prima con Rafa e poi con Shapovalov, in entrambi i casi sono andato a dormire alle 2 di notte, ho cercato di recuperare al meglio”, spiega l’argentino, che in caso di titolo sarebbe entrato tra i top ten. Un obiettivo comunque solo rinviato. 

“A PARIGI PRIMO OBIETTIVO PASSARE IL TEST COVID” – Intanto alle porte c’è il Roland Garros, terzo Slam di una stagione assai singolare. “In questo momento sono preoccupato soprattutto per il primo tampone Covid, che è decisivo per poter giocare a Parigi. Oggi c’erano tante persone qui, anche per la cerimonia di premiazione, quindi prima di tutto mi auguro che il risultato del test sia negativo e una volta superato quello farò di tutto per poter esprimermi al meglio agli Internazionali di Francia. Favoriti? Rafa è il re della terra, quella è casa sua, Novak ha vinto sempre match quest’anno e ha dunque tantissima fiducia”.