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Fognini braveheart si regala il cuore di Murray: “Posso risalire anch’io”

Piccola impresa dell’azzurro, scivolato al n.130 del mondo: vince una battaglia di quasi tre ore contro il grande guerriero scozzese, n.42 ATP e reduce dal successo nel super-challenger di Aix-en-Provence. Al prossimo turno affronterà il serbo Kecmanovic, testa di serie n.30 del torneo. Cobolli stoppato dal francese Rinderknech

Che cuore, Fabio! Roma si esalta per l’impresa di un Fognini che combatte più grinta di Andy Murray e si regala la più bella soddisfazione dell’anno imponendosi in tre set: 6-4 4-6 6-4.

Fognini contro Andy Murray si annunciava come il primo turno più lussuoso degli Internazionali BNL d’Italia 2023 e non ha deluso. Due giocatori che hanno fatto la storia del tennis per le loro bandiere, il primo riportando un tennista italiano tra i primi 10 del mondo dopo più di 40 anni colmando un vuoto che durava dai tempi di Panatta e Barazzutti. Il secondo, già n.1 del mondo, vincitore di 3 Slam e re di Roma nel 2016, capace di riportare nel Regno Unito il titolo di Wimbledon nel 2013, 76 anni dopo l’ultimo successo inglese, quello di Fred Perry nel 1936.

Anche il fatto che i due siano coetanei, nati a nove giorni di distanza uno dall’altro nel maggio del 1987 e che le loro carriere si siano incrociate più e più volte ha contribuito a creare l’atmosfera particolare che si respirava nel grande catino del Campo Centrale alle 7 della sera: stava per andare in scena il loro nono faccia a faccia, il primo ufficialmente da veterani “over 35”, e il bilancio dei precedenti era in perfetta parità, quattro successi per parte.

Le premesse delineavano molto chiaramente i motivi tecnici e tattici del confronto: Andy Murray proveniva dalla vittoria nel Super Challenger da 175.000 dollari di Aix-en-Provence. N.42 del mondo non è ancora riuscito a ritrovare lo smalto del Top 10 ma ha già dimostrato una solidità di fisco e di carattere che l’ha portato ad aggiudicarsi tante sfide epiche in giro per il mondo negli ultimi 12 mesi.

Fognini, scivolato al n.130 del mondo e vittima di tanti acciacchi fisici, a quella incrollabile ma fin troppo lineare solidità scozzese poteva opporre il suo genio, la sensibilità e la voglia di cogliere finalmente un’affermazione di prestigio in un’annata arida di soddisfazioni, con due sole partite vinte negli otto tornei disputati nel 2023.

Fabio Fognini – Foto Giampiero Sposito

L’andamento dell’incontro ha rispecchiato fedelmente queste premesse. Sin dal primo game in cui l’azzurro ha strappato il servizio allo scozzese, ma dopo 12 minuti di battaglia, si è capito che Murray, ben conoscendo le doti di un avversario che lo sempre messo in difficoltà, avrebbe combattuto punto dopo punto per portare la partita sulla distanza più lunga possibile.

Fabio, sostenuto nel box dalla consorte Flavia Pennetta, giocava un primo set quasi perfetto, servendo forte con precisione e continuità fino alla fine. Nel frattempo il Centrale si riempiva progressivamente e cominciava a sostenerlo a pieno calore in un’atmosfera da grande evento cui contribuiva l’arbitro svedese, di origini marocchine, Mohamed Lahyani, con quel modo tutto suo, solenne e cantilenante insieme, di recitare il punteggio e i nomi dei contendenti.

Fognini doveva lottare, salvare il suo turno di battuta più volte da 0-30 sotto ma arrivava a incamerare il primo set 6-4. Gli ci volevano però un’ora e 10 minuti: un’eternità.

Andy Murray – Foto Giampiero Sposito

Pagava immediatamente lo sforzo, facendosi travolgere all’inizio della seconda partita: lo scozzese volava 4-0 mentre l’azzurro pareva quasi zoppicante. Sul 5-1, quando l’andamento del confronto sembrava aver preso una piega decisa a favore dello scozzese, che pareva più tonico fisicamente, Fognini reagiva. E Murray rallentava, forse pensando già al terzo set. Ne veniva fuori una rimonta clamorosa che portava l’azzurro a un passo dal recupero, quando, sul 5-4 e servizio a disposizione, lo scozzese pasticciava e aveva bisogno di due giocate rischiosissime, sulle righe, per chiudere la partita.

Non aveva fatto i conti però con il fatto che la rincorsa, per quanto fallita, aveva ridato fiducia al davisman azzurro che partiva nel set decisivo con la determinazione e la qualità dimostrata in avvio. Di nuovo incisivo con il servizio Fognini approfittava della prima opportunità per strappare la battuta allo scozzese, diventato improvvisamente molto passivo, e con un grande sostegno da parte del pubblico romano faceva gara di testa fino alle fine. E chiudeva con un ace dopo 2 ore e 54 minuti.

Una grande soddisfazione a coronamento di una prestazione molto orgogliosa: battere un guerriero come Murray proprio sul piano della tenuta e della grinta è un’impresa che pochi possono vantare. Un’impresa da ricordare e da raccontare.

“Se Murray è tornato Top 50, posso risalire anch’io”

La mia condizione non è ancora quella ottimale: ero in dubbio se giocare o no fino a domenica -ha spiegato nella conferenza stampa post-partita – Ora posso guardare gli aspetti positivi: sono stato in campo quasi tre ore e ho vinto una bella partita”.

All’inizio della stagione sulla terra battuta, a Estoril, mi sentivo davvero bene, stavo giocando alla grande. Ma mi sono infortunato e ho dovuto fermarmi per circa un mese, sono stato 10 giorni con le stampelle“, ha spiegato Fognini. “Partite come quelle di stasera mi regalano molte emozioni e bei ricordi“.

Gli chiedono se ora le prospettive sono cambiate: “La mia classifica attuale oggi rispecchia i risultati di questa annata ma non il mio livello – risponde – lo stesso Murray può essermi di ispirazione. Non sono stato forte come lui ma se è riuscito a tornare tra i primi 50 del mondo con un’anca artificiale ho delle chance di risalire anch’io”.

Una battuta anche per la sua Inter, vittoriosa contro il Milan in Champions proprio mentre lui era in campo. “Abbiamo vinto il primo round, vedremo come andrà il secondo”, risponde scaramantico. Le andrebbe di perdersi anche il match di ritorno perché in campo a giocare sul Centrale anche la prossima settimana? “Di mestiere faccio tennista, quindi non ho dubbi e mi piacerebbe molto essere in campo”.

Al prossimo turno lo aspetta il giovane serbo Miomir Kecmanovic, n. 37 del mondo e testa di serie n.30 del torneo.

COBOLLI SALUTA LA “SUA” ROMA CON ORGOGLIO

Finisce al primo turno del tabellone principale l’avventura di Flavio Cobolli agli 80esimi Internazionali BNL d’Italia. Il 21enne, che aveva superato per la prima volta le qualificazioni nella “sua” Roma, ha ceduto 64 63 contro il francese numero 89 del ranking Arthur Rinderknech.

Cobolli ha giocato alla pari in un primo set in cui si è proceduto on serve fino al decimo gioco, nonostante due palle break annullate per parte. Il servizio perso nel momento decisivo ha un po’ spento l’entusiasmo del classe 2002, che era riuscito a sopperire ad una percentuale poco superiore al 50% di prime palle messe in campo.

Flavio Cobolli (foto Fioriti)
Flavio Cobolli (foto Fioriti)

La Grand Stand Arena si era poi riaccesa nel settimo gioco del secondo parziale, quando il giocatore del TC Parioli si era portato avanti 15-40 per poi sbattere sul servizio preciso e angolato di Rinderknech. Il doppio fallo con cui Cobolli ha mandato il transalpino a battere per il match ha definitivamente spezzato le speranze del n.183 del ranking, che con due rovesci sotto il nastro ha finito per mettere la parola fine sulla sua quarta esperienza nel torneo di casa.

Il figlio di Stefano, suo coach ed ex 236 ATP, può comunque portare con sé da questa avventura capitolina la consapevolezza di aver giocato alla pari per un set contro un giocatore di quasi 100 posizioni superiore in classifica e il ricordo di quell’incredibile match, con tanto di lacrime finali, vinto contro Emilio Nava nel turno decisivo delle “quali”. La top-10 del ranking Next Gen dedicato ai migliori U21 del mondo a cui è acceduto lunedì scorso rappresenterà sicuramente un’ulteriore punto di partenza per i suoi prossimi appuntamenti.

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