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GRAZIE LO STESSO SARA!
L’azzurra ko con Serena

Questo contenuto è stato pubblicato 8 anni fa. Potrebbe essere riferito ad un’edizione passata degli Internazionali BNL d’Italia.

Grazie lo stesso Sara, grazie per tutto. La Errani si arrende a Serena Williams – ed alla sfortuna che le piomba addosso sotto forma di infortunio – nella finale degli Internazionali BNL d’Italia al Foro Italico. L’americana, numero uno del mondo, si impone 63 60 in un’ora ed 11′ confermandosi regina di Roma per la terza volta (la seconda consecutiva). Alla fine le lacrime di Sara per la rabbia di non aver potuto giocarsi fino in fondo le sue chance. Un pianto senza fine che commuove il pubblico del Centrale che le tributa un grandissimo applauso.

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Il peggior risveglio possibile – Un sogno che si trasforma in un incubo. A Sara Errani veniva richiesto un vero e proprio miracolo: battere la più forte tennista del mondo. E forse di sempre. Contro la quale non aveva mai vinto nelle sei sfide precedenti, conquistando peraltro un unico set (sul cemento di Dubai nel 2009). Ci ha provato Sarita, almeno fino a quel maledetto ottavo gioco. A poco più di quaranta minuti dall’inizio della finale la sfortuna si è materializzata sotto forma di uno stiramento ai flessori della coscia sinistra e l’impresa è diventata una “mission impossible”. Sarebbe stato bello se la Errani avesse potuto giocarsi fino in fondo le sue chance ma la preoccupazione adesso è stabilire l’entità dell’infortunio in vista del Roland Garros (dove la romagnola deve difendere i punti della semifinale dello scorso anno).

Serena Williams (Foto G. Sposito)

Serena Williams (Foto G. Sposito)

La finale – Qui a Roma si è specializzata in imprese Sara, ma per i miracoli sta ancora studiando. E con Serena in versione “blond hair” ce ne vuole uno grande. Enorme, anzi. In tribuna, accanto a Patrick Mouratoglou, c’è Venus a sostenere la “sorellina”. Dall’altra parte c’è Roberta vinci insieme al suo coach Francesco Cinà ed a quello di Sarita, Pablo Lozano. Partenza subito in salita per Sarita che al secondo gioco salva una prima palla break ma non la seconda regalando alla Williams il 2-0. Nel terzo game è Serena a concedere una palla per il contro-break, cancellata con l’aiuto del nastro prima di allungare sul 3-0. Nel quarto gioco Sara si salva dallo 0-4 ed accorcia: 1-3. Nel game successivo la Williams sotterra in rete uno smash offrendo una palla-break cancellata poi con un ace prima di salire 4-1. Sesto gioco ed ancora Sara in difficoltà ma recupera dallo 0-30 ed accorcia: 2-4. Arriva il settimo gioco con Serena che spedisce un diritto in rete ed il contro-break per l’azzurra finalmente arriva. Nel game successivo Sarita va sotto 0-40 e poi perde il servizio ma – quel che è peggio – lamenta un problema alla gamba (stiramento ai flessori della coscia sinistra, si saprà dopo). E’ il quarantesimo minuto della finale, Sara esce dal campo per farsi assistere dalla fisioterapista. Al rientro la Williams archivia il primo parziale (63). La Errani non si muove, soprattutto verso destra, e Serena vola subito 2-0 anche nella seconda frazione. Un parziale di quindici punti ad uno (e di quattordici di fila) per l’americana si traduce in un severissimo 4-0. Sara prova ad arginare “Serenona” ma non c’è nulla da fare e con un doppio fallo concede anche il quinto gioco. E’ la resa definitiva: poco dopo la Williams firma il 60.

Serena Williams (Foto G. Sposito)

Serena Williams (Foto G. Sposito)

Lacrime e sorrisi – Portare a termine il discorso durante la premiazione per Sara è stata ancora più dura che concludere il match: “Sono rimasta in campo per voi, siete stati un pubblico meraviglioso per tutta la settimana – ha detto con gli occhioni blu ancora pieni di lacrime -. Mi sarebbe piaciuto giocami le mie chance fino in fondo. Sono molto dispiaciuta e spero di tornare il prossimo anno per fare quel passo in più”. Sorride  Serena, regina anche di fair-play: “Mi dispiace tantissimo per Sara”, ha esordito in un buffo – benché encomiabile – italiano prima di rifugiarsi nella più sicura lingua madre per ringraziare pubblico e sponsor. E promettere di ritornare.

Serena pronta per il Roland Garros –  Da parte sua la Williams, arrivata tra tanti dubbi a Roma dovuti al ritiro della scorsa settimana a Madrid per il problema alla coscia, riparte  con un bel biglietto da visita da presentare a Parigi. Al Foro Serena ha fugato ogni perplessità nonostante il set (l’unico) ceduto alla Ivanovic in semifinale, forse più per distrazione che per altro. L’americana ha centrato il suo terzo successo in tre finali disputate: in precedenza aveva vinto quella dello scorso anno con l’Azarenka e quella del 2002 con la Henin. In questo 2014 per la Williams è il terzo trofeo dopo quelli conquistati  a Brisbane (battendo  l’Azarenka) ed a Miami (superando la Na Li).

Sara Errani (Foto G. Sposito)

Sara Errani (Foto G. Sposito)

Straordinaria Sara – In questa settimana romana la Errani è stata semplicemente grande. Lei, prima azzurra a centrare il traguardo della finale al Foro 64 anni dopo Annelies Ulstein Bossi, giocatrice di origini tedesche che nel 1950 poi vinse addirittura il torneo (nel frattempo c’è stata anche Raffaella Reggi, che nel 1985 ha fatto poi centro pieno, ma quell’anno gli Internazionali si giocavano a Taranto). L’aria romana l’ha rigenerata. Ed alla sua nona partecipazione è arrivata fino al match per il titolo. Inoltre tra quarti e semifinali, nel giro di ventiquattr’ore, Sara, decima testa di serie e numero 11 Wta, ha sconfitto due top ten, Na Li e Jankovic, portando a nove il numero di successi contro le prime dieci del ranking: non batteva una top player dall’ultimo Masters Wta ad Istanbul lo scorso ottobre (ancora la Jankovic). Per la Errani è il miglior risultato in una stagione che fin qui aveva visto come acuti la finale a Parigi (fermata dalla Pavlyuchenkova) e la semifinale a Stoccarda (sconfitta dalla Sharapova). Da lunedì, anche per lei, sarà tempo di pensare al Roland Garros.

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