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ESCONO AL 2° TURNO ERRANI E KNAPP
Karin a 2 punti dal match con Kvitova

Questo contenuto è stato pubblicato 8 anni fa. Potrebbe essere riferito ad un’edizione passata degli Internazionali d’Italia.

A due punti dal sogno. Arriva vicinissimo al risultato più prestigioso della sua carriera Karin Knapp, che nell’ultimo incontro sul palcoscenico del Centrale spaventa e non poco la ceca Petra Kvitova, numero 4 Wta e quarta favorita del seeding. Dopo aver ceduto il primo set, l’azzurra, numero 51 Wta e reduce dalla vittoria nel derby contro Francesca Schiavone, cambia marcia aggiudicandosi il secondo parziale e portandosi di slancio sul 5-2 nel terzo, con due break di vantaggio. Lì però un po’ di tensione e il ritorno della 25enne di Bilovec, trionfatrice a Madrid dove ha sconfitto seccamente Serena in semifinale e Kuznetsova in finale, bloccano vicinissima al traguardo l’altoatesina (laziale d’adozione), che dal 5-3 30 pari incassa un parziale negativo di 11 punti a zero, ritrovandosi sotto 6-5. Karin si aggrappa al servizio, guadagna il tie-break, che viene dominato dalla Kvitova, nei primi punti anche un po’ fortunata: finisce dunque 6-3 4-6 7-6 (1) dopo due ore e 8 minuti per la ceca (al secondo successo nei confronti diretti), che stacca il pass per gli ottavi con un bel po’ di brividi.

Si ferma al secondo turno anche il cammino di Sara Errani agli Internazionali BNL d’Italia. La 28enne di Massa Lombarda, numero 15 Wta e finalista della passata edizione, ha ceduto a sorpresa alla statunitense Christina McHale, numero 65 Wta, proveniente dalle qualificazioni: 6-4 6-4 il punteggio, in un’ora e 35 minuti. Match cominciato male e finito peggio dalla Errani, con la beffa di un tentativo di rimonta stoppato sul più bello. La differenza non l’hanno fatta tanto gli errori gratuiti, 26 per la McHale e 20 per la Errani, quanto i vincenti: ben 33 per la 23enne del New Jersey e solo 9 per Sara. Nel primo set la numero uno azzurra è partita male, ma sotto 0-2 ha recuperato fino al 3-2 ed ha anche avuto due chance del 4-2 prima di farsi riagguantare sul 3 pari da una McHale molto diversa da quella vista in questa stagione, soprattutto sul piano della mobilità anche se c’è da dire che la romagnola le ha dato una grossa mano. Nel nono gioco la Errani ha ceduto il servizio a 15 (diritto vincente della McHale sulla prima palla-break) e poco dopo la statunitense ha archiviato il parziale. Nella seconda frazione Sara è praticamente uscita dal match, solo sull’1-5 ha avuto una reazione d’orgoglio infilando tre giochi consecutivi, ma nel decimo game la McHale ha servito con attenzione e non c’è stato più nulla da fare. E così per l’azzurra sfuma il possibile remake della finale 2014 contro Serena Williams che appassionati e addetti ai lavori attendevano con curiosità e interesse. La giovane tennista di Englewood Cliffs, che ha compiuto 23 anni due giorni fa (l’11 maggio), si ‘regala’ dunque il derby a stelle e strisce con la numero uno del mondo.

“Lei ha giocato veramente una grande partita, bene sia dal punto di vista tattico che come colpi, e quindi mi ha battuto con pieno merito – riconosce Sarita in conferenza stampa, con un umore nero come gli short a mezza gamba che indossa -. Rammarico? Ovvio che ce ne sia, difendevo la finale del 2014 e quindi ci tenevo in modo particolare a fare bene, ma non sempre le cose vanno come si vorrebbe. E penso che questo renda merito di quelli che sono stati i risultati degli anni precedenti e in particolare della passata edizione. Per quel che mi riguarda ci ho provato fino alla fine, ma ci sono giornate migliori e altre meno”.

Che cosa ti ha dato più fastidio del suo gioco?

“Il fatto che lei fosse in grado di spingere più di me col dritto, aveva molta più forza e sentivo che mi ‘passava sopra’. Di solito sono io che con il top spin riesco a dare fastidio alle mie avversarie, stavolta non era così. E questa è stata a mio avviso la chiave del match. Potevo provare forse a tentare più palle corte o qualche discesa a rete in più, però se non comando lo scambio è tutto più difficile”.

Hai sentito il peso della pressione psicologica?

“Non più di tanto, in campo oggi mi sentivo meglio che nel primo turno. Non dipende però solo dalle proprie sensazioni, gli esiti delle partite dipendono anche dalle altre giocatrici… Del resto ho avuto le mie chance, con 2 palle per il 4-2 nel primo set, poi nel secondo l’ho riagganciata ma lei è stata brava a rimanere lucida e a chiudere il match. Anche dopo le sconfitte e nei momenti negativi bisogna lavorare giorno dopo giorno per essere sempre al massimo e stare al passo con un circuito il cui livello migliora di continuo e vincere partite è sempre più difficile. Un Foro Italico 2015 stregato per noi italiani? Giocare a Roma regala forti motivazioni e questo è uno stimolo supplementare, ma le aspettative nei nostri confronti sono al contempo molto alte, sia da parte degli addetti ai lavori che del pubblico e quindi bisogna saper gestire al meglio tutto questo. Non è sempre facile rimanere concentrati sugli incontri”.

Quali sono gli aspetti da migliorare?

“So bene che il servizio è il mio punto debole e voi giornalisti non perdete occasione per ricordarmelo… Sono la prima a volerlo migliorare e ci lavoro di continuo. Inoltre sentivo campo e palle pesanti e quindi cercherò di curare anche questo aspetto, ma ci vogliono mesi e a volte anni, non un paio di settimane… Io devo compensare quello che è il gap fisico nei confronti con le altre top player puntando su velocità e forza per poter rimanere competitiva ad alti livelli”.

Guarda la gallery Knapp VS Kvitova

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