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INARRESTABILE ZVEREV
Prima finale in un “1000” per il tedesco, Isner ko

Sascha non si ferma più. Alexander Zverev è il primo finalista degli Internazionali BNL d’Italia in corso al Foro Italico. In semifinale il 20enne di Amburgo, numero 17 del ranking mondiale e 16esima testa di serie, ha battuto per 64 67(5) 61, in poco meno di due ore di partita, lo statunitense John Isner, (primo americano tra i primi quattro al Foro Italico dai tempi di Andy Roddick, 2008) numero 24 Atp, con i suoi 32 anni il giocatore più “anziano” in corsa (così come Sascha è il più giovane). Ora Zverev attende il vincente di Djokovic-Thiem.

I due sono amici e si sono spesso allenati insieme a Saddlebrook nell’off-season. La cronaca. Il “ragazzino” tedesco si è aggiudicato entrambi i precedenti, l’ultimo a Miami dopo aver salvato ben tre match-point. In una sfida tra due battitori di questa portata ogni palla-break è preziosa e Sascha non si è lasciato sfuggire la prima concessa da Isner nel sesto gioco. Più che sufficiente per portare a casa il primo parziale. “Long John” ha qualche problema di mobilità e forse al cambio campo se ne comprende il motivo: dal pantaloncino spunta una vistosa fasciatura sopra il ginocchio sinistro. Nella seconda frazione il copione non è cambiato, con game di servizio tranquilli sia per l’uno che per l’altro. E la soluzione non poteva che essere il tie-break: Isner è volato sul 5-0 e poi ha chiuso per 7 punti a 5 confermando la sua predisposizione agli arrivi in volata. Zverev non ha fatto una piega ed è ripartito nella terza frazione come se nulla fosse accaduto, strappando la battuta all’americano nel secondo gioco: nel quinto game Sascha è stato bravo a recuperare dallo 0-40, allungando sul 4-1. Poi ha chiuso il discorso con uno smash nel settimo game al terzo match-point. Bello l’abbraccio tra i due.

“Ho cercato di mischiare le carte in modo che non trovasse il ritmo sul servizio, perché se lo trova lui può diventare molto pericoloso e difficile da brekkare. Sono riuscito a togliergli la battuta tre volte nonostante servisse con una percentuale del 78%. – sottolinea “Sascha” -. Sono nella mia prima finale in un ‘1000’ ed è fantastico, soprattutto perché è accaduto sulla terra dove il gioco è molto più fisico e gli scambi sono lunghi e duri. Anche se con John non è stato così. Sono contendo per come sto giocando ma voglio continuare ancora a migliorare ed a sviluppare il mio tennis. Come ho già detto non sono sorpreso per i risultati – ribadisce – ’sorpreso’ è la parola sbagliata. Io so che ho lavorato tanto e che ho lavorato bene. E quindi non sono nervoso. Mi sono preparato nel modo migliore. Se vinco è fantastico. Ma se l’avversario è meglio di te, gioca meglio di te e tu non hai fatto nulla di stupido la notte prima o in allenamento e hai dato comunque il massimo c’è poco da innervosirsi. I ‘big four’, purtroppo per gli appassionati, non giocheranno per sempre anche se stanno ancora dominando, basta pensare a quello che hanno fatto quest’anno Roger e Rafa. E poi c’è Andy numero uno e Novak numero due. Ma ci sono giovani che stanno crescendo e se Dominic stasera vincerà contro Djokovic domani ci sarà sicuramente un nuovo vincitore di un ‘1000’”.

Alexander sta studiando da numero uno del mondo. Ed è già molto avanti con il programma il 20enne tedesco di origini russe. Roma ha trovato in Zverev un nuovo principe, e chissà, magari anche un nuovo re: lui primo tedesco in finale 15 anni dopo Tommy Haas (nel 2002 fu poi stoppato da Agassi). E visto che dopo il passaggio in semifinale aveva detto che le sue chance di vincere il titolo erano il 25% sicuramente adesso si può sostenere che siano raddoppiate…. Una prima parte di stagione da primo della classe per il leader dei Next Gen: che raggiungendo la finale a Roma – la prima in carriera in un Masters 1000 – ha migliorato quanto fatto nei due “1000” precedenti, Miami e Madrid, dove si era fermato nei quarti. L’ultimo tedesco a raggiungere la finale in un “1000” era stato Kiefer a Toronto 2008: l’ultimo a sollevare un trofeo in questa categoria è stato Tommy Haas.
Per non parlare dei due titoli Atp, vinti a Montpellier (veloce indoor) ed a Monaco di Baviera (terra), ha testimoniarne la versatilità. Che vanno ad aggiungersi nel palmares del tedesco al successo di San Pietroburgo dello scorso ottobre. Tutto questo senza aver ancora espresso a pieno tutto il suo potenziale, frenato a volte da un carattere ancora da sgrezzare. Sguardo d’acciaio e sorriso disarmante, pronto ad incrinare per un attimo un volto tutto grinta e determinazione, il ragazzone tedesco sta bruciando le tappe e se continua così rischia seriamente di doverne giocare due di Finals….

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