“IO IDOLO DEL FIGLIO DI FEDERER”
Ceck rivela l’incontro con Roger a Madrid

E’ alla quinta partecipazione agli Internazionali BNL d’Italia, ma per la prima volta è tra i protagonisti. E Marco Cecchinato, numero 19 del ranking e 16esima testa di serie, ha risposto alle attese del pubblico che sta affollando il Foro Italico: il 26enne di Palermo ha superato in rimonta il Next Gen australiano Alex De Minaur, con la possibilità di misurarsi al secondo turno con il tedesco Philipp Kohlschreiber.

CECK: “BELLO SENTIRSI PROTAGONISTA” – “E’ davvero una sensazione piacevole avere gli occhi della gente puntati, anche perché il pubblico mi ha aiutato nei momenti difficili” – riconosce il ‘Ceck’ – “visto che ero sotto di un set e di un break e sono riuscito a cambiare inerzia a questo incontro. Sono contento di questo risultato, ottenuto contro un giovane solido e numero 25 del mondo, che in campo non regala nulla. Una vittoria colta nella lotta, come spesso mi capita, all’inizio stavo troppo lontano dalla riga di fondo, poi dal secondo set ho giocato in maniera più aggressiva comandando lo scambio e dimostrando di saper alzare il livello. C’è però da dire che vengo da un periodo difficile, dopo Montecarlo sono stato a letto una settimana con 39 di febbre e dolori alla schiena, e mi sono potuto allenare poco. Solo adesso sto ritrovando il ritmo e progressivamente la condizione fisica”.

“ROGER MI HA DETTO CHE SUO FIGLIO STRAVEDE PER ME” – E’ disteso l’allievo di Simone Vagnozzi e rivela anche un simpatico episodio verificatosi la settimana scorsa a Madrid. “Avevo l’armadietto vicino a quello di Federer e quindi ho avuto modo di incontrarlo. E dopo aver raccontato anche ai media di aver visto le mie partite di Parigi dello scorso anno, Roger mi ha confidato che sono il giocatore preferito da suo figlio” – confida Marco – “Qualcosa che mi rende orgoglioso, figurate che non pensavo neppure di riuscire a parlare mai con una leggenda come lo svizzero e quindi quanto m ha detto ha un effetto speciale su di me. Ora sogno di riuscire ad affrontarlo prima che chiuda la carriera e, perché no, batterlo…”.

“CAMBIATA LA VITA, MA NOTORIETA’ NON E’ UN PESO” – Di sicuro, di sogni Cecchinato ne sta realizzando non pochi negli ultimi tredici mesi, che gli hanno letteralmente cambiato la vita. “Fin da bambino sognavo di diventare il miglior giocatore italiano e ci sono riuscito, anche se solo per alcune settimane, quindi è un obiettivo raggiunto. Certo, da poco più di un anno a questa parte tante cose sono mutate. Ora mi riconoscono negli hotel, nei ristoranti e in aeroporto, mi chiedono foto e autografi, e questo genere di notorietà mi piace. Ad esempio a Roma i bambini impazziscono per me e questo mi emoziona, perché mi ricordo quando io da ragazzino chiedevo foto e autografi ai tennisti famosi. Pressione? Un po’ si sente, chiaro, ma onestamente c’è in tutti i tornei e bisogna saperci convivere”.

“NIENTE DRAMMI SE USCIVO AL 1° TURNO QUI E A PARIGI” – Del resto, una semifinale al Roland Garros attesa quaranta anni dal tennis italiano è un exploit sufficiente a far entrare nelle case del Belpaese il giocatore siciliano. “Per fortuna ormai ci siamo, visto che un po’ tutti continuano a chiedermi di Parigi. Devo confessare che prima di questo torneo ho anche fatto due conti, per vedere come sarebbe cambiata il mio ranking nella peggiore delle ipotesi, cioè uscendo in entrambi i casi al primo turno. Ebbene, sarei sceso attorno alla 40esima posizione mondiale, quindi non proprio la morte di nessuno, ma comunque una classifica di tutto rispetto, specie per chi come me a lungo ha faticato per entrare nei top 100. Ma adesso ho passato il primo turno qui a Roma, dove per noi italiani non è mai facile fare bene, voglio pensare solo a fare bene agli Internazionali, con il massimo della concentrazione, per ritrovare le giuste sensazioni in campo” – l’obiettivo di Ceck – “sin dall’inizio degli incontri, senza partire ad handicap”.