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Jankovic Rimonta Serena: E’ Finale

Questo contenuto è stato pubblicato 12 anni fa. Potrebbe essere riferito ad un’edizione passata degli Internazionali BNL d’Italia.

A Serena Williams non bastano un match point e 2 ore e 47 minuti di battaglia, quasi sempre condotta in vantaggio, per vendicare la sorella. In finale ci va Jelena Jankovic, che batte la numero 1 del mondo con il punteggio di 4-6 6-3 7-6(5). La serba è la settima giocatrice a battere le due sorelle Williams nello stesso torneo, andando ad iscriversi in uno speciale club composto da Arantxa Sanchez-Vicario, Steffi Graf, Martina Hingis, Kim Clijsters, Lindsay Davenport e Justine Henin. Recentemente l’impresa era riuscita a Kim, agli US Open 2009 (ottavi e semifinale), mentre Justine era stata l’ultima a batterle in due incontri consecutivi, sempre agli US Open ma nel 2007 (quarti e semi).
La mattanza di Venus, poche ore prima costretta dalla stessa avversaria alla peggior sconfitta della sua carriera, è ancora nell’aria. Lo si vede negli occhi di Serena, che gioca il primo set con intensità e concentrazione rare. Le due non si sono mai amate, l’affronto di ieri sera non può che aggiungere altro pepe a questa sfida che ha tutte le caratteristiche per essere definita una finale anticipata.
La forma smagliante di Jelena mostrata durante l’arco di tutto il torneo è comunque subito evidente: nel primo parziale è due volte avanti di un break. Ma Serena gioca al massimo ogni game, la aggancia sul 3 pari per poi operare il break decisivo al decimo gioco. Ad essere incontenibile è in particolare il rovescio dell’americana, giocato ripetutamente vincente sia nella variante lungo linea che in quella cross.
L’inizio del secondo parziale inizia sui binari del primo, con un grande equilibrio in pressoché ogni game. Un gioco in particolare sembra poter essere decisivo: sull’1 pari, Serena salva tre palle break con l’aiuto del solito rovescio e di due ace. Considerato il momento e l’inerzia della partita, sembra essere l’ultimo scoglio superato prima di approdare in porto con relativa tranquillità. In realtà, mentre Jelena continua a velocità di crociera, quel game salvato per i capelli si rivela il segnale di un brusco calo di intensità di Serena, che si concretizzerà poco dopo con un parziale di 8 punti persi consecutivamente sul proprio servizio: dal 3 pari, la Williams smarrisce due servizi a zero e di conseguenza il secondo set per 6-3.
Si arriva al set decisivo, conclusione tutt’altro che imprevedibile anche alla vigilia. Il primo game è già potenzialmente decisivo: Jelena serve, ha più volte la palla dell’1 a zero ma Serena non lascia andare un punto (uno di questi è un suo clamoroso passante in corsa di dritto che chiude uno scambio mozzafiato). Alla fine, un doppio fallo regala all’americana un vantaggio importantissimo, che spezza l’inerzia dell’incontro che fino a pochi minuti prima era in pugno alla serba. Serena salva a sua volta due palle break, anche con la collaborazione dell’avversaria, che a questo punto sembra poter crollare: sullo 0-2, JJ va sotto 0-40. Questa volta è però Serena a essere generosa, gettando via con cinque errori consecutivi un’opportunità che in seguito pagherà cara. Quello che segue è il contro break più prevedibile, con Jelena che completa un parziale di 13 punti a 3 per portarsi in vantaggio 3-2. Il temuto settimo gioco arriva poco dopo: è un’altra occasione per ammirare il rovescio di Serena, che esplode tre vincenti per portarsi di nuovo in vantaggio di un break. Dopo averlo consolidato con un turno di servizio a zero, sul 5-3 la partita sembra virtualmente finita. In realtà mancherà ancora mezz’ora per sapere il nome della prima finalista, e saranno i 30 minuti più emozionanti e convulsi del torneo.
Jelena tiene il servizio a 30 dopo essere stata due volte a due punti dalla sconfitta, Serena serve per chiudere dopo il cambio campo. Il match point arriva sul 40-30: prima di servizio che sembra definitiva, un colpo centrato male dalla Jankovic e la Williams spedisce lungo una pallina tutt’altro che impossibile. Due punti dopo, Jelena centra il contro break con una risposta vincente lungo linea: è 5 pari. Il tie break arriva dopo un altro scambio di break, con Serena che riesce a fallire per la seconda volta l’opportunità di chiudere il match al servizio. Il pubblico è sempre più coinvolto, e gli applausi più fragorosi sono proprio per la serba, che raccoglie in popolarità i frutti dei due titoli conquistati qui nel 2007 e nel 2008. Ciò nonostante, è ancora l’americana a condurre nel gioco decisivo. Il primo punto è un minibreak, vinto da Serena e conservato fino al 5-2, un vantaggio che ancora una volta sembra definitivo. Non lo è. Sul 5-3, Serena si ferma mentre la serba esegue il servizio. La prima palla è in campo, sembra un ace, ma l’americana ha la mano alzata e l’arbitro chiede di ripetere il punto. JJ si lamenta a lungo prima di arrendersi alla decisione arbitrale e vincere, comunque, il punto. Serena ha ora due servizi per chiudere tie break e match: commette invece due errori gratuiti. Con il quinto punto consecutivo Jelena vince la partita più incredibile ed emozionante del torneo femminile, e giocherà domani la sua terza finale al Foro Italico. Casa sua.

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