KONTAVEIT NON SI FERMA PIU’
VENUS E’ IMMORTALE
Sfida Kontaveit-Halep nei quarti

Anett Kontaveit ci sta prendendo gusto. Ad ogni vittoria sembra scoprire di essere più forte di quanto credesse: non è differente il caso del suo terzo turno contro Mirjana Lucic-Baroni, spazzata via dal campo con l’eloquente punteggio di 61 61. La tennista estone, nata la vigilia di Natale del 1995, ha conquistato un posto nei quarti di finale degli Internazionali BNL d’Italia. Ha battuto Petkovic, Kerber e Lucic senza smarrire nemmeno un set, costruendo quello che si può già considerare il risultato più importante della sua ancor giovanissima carriera. Nel match che apriva il programma della Next Gen Arena, in appena 54 minuti ha demolito la numero 22 del mondo, la splendida 35enne croata che quest’anno sembra aver riavviato la sua carriera. La semifinalista degli scorsi Australian Open, che qui a Roma raggiunse le semifinali al debutto nel lontano 1998 (quando Anett aveva 2 anni e mezzo), non è riuscita a mostrare nessuna delle sue qualità contro una giocatrice che non le ha lasciato il tempo nemmeno per respirare: il primo set è durato 19 minuti. La tennista di Tallinn, campionessa dell’Orange Bowl nel 2011, sembra stia compiendo qui a Roma un passo fondamentale: la presa di coscienza dei propri mezzi.

Nei quarti, raggiunti partendo dalle qualificazioni, troverà ora la favorita del torneo, Simona Halep. La romena sembra aver trovato la quadratura del cerchio, almeno dal punto di vista psicologico, da quando il suo coach Darren Cahill ha minacciato di abbandonarla. L’atteggiamento remissivo e arrendevole che aveva spinto il coach australiano all’ultimatum sembra essere sparito: anche negli ottavi, il punteggio contro Anastasia Pavlyuchenkova (61 46 60) racconta di come non basti più un secondo set lottato e perso per fare deragliare la numero 4 del mondo. E, al momento, non c’è nessuna candidata al titolo più credibile di lei.

Nel primo pomeriggio, in un Pietrangeli rovente e rinfrescato solo da qualche folata di vento, l’australiana di sangue russo Daria Gavrilova ha reso eccellente un torneo che, per lei, aveva rischiato di diventare un cruccio. La numero 33 del mondo aveva dimenticato di iscriversi (“Quando l’ho scoperto è stato orribile, volevo mettermi a piangere” ha ammesso) e ha dovuto partire dalle qualificazioni. Ora, dopo aver rimontato e battuto Svetlana Kuznetsova per 26 75 64 si trova nei quarti di finale esattamente come nel 2015. Anche due anni fa partì dalle qualificazioni per fermarsi solo in semifinale, fermata da Sharapova, mentre l’anno scorso fu stoppata proprio da Sveta, proprio in ottavi. Per vendicare quella sconfitta e centrare la sua prima vittoria su una Top 10 del 2017, Daria ha sfruttato i nove anni di vantaggio che ha sulla veterana russa, oltre ad una probabile maggior abitudine a queste temperature vista la sua residenza (Melbourne). Sveta si è disunita dopo essere andata avanti 3-2 e servizio nel terzo set, mentre Daria ha riacquisito coraggio: comandando quasi ogni scambio ha chiuso per 6-4, dopo che aveva vinto 3 giochi di fila ed era andata a servire per il match sul 5-3. L’amore di Daria per questo torneo sembra sempre più evidente: la sua gestualità sul campo, il rapporto con il pubblico, la grande intensità che mette in ogni partita. Il suo record qui parla altrettanto chiaro: 13 vittorie, 2 sconfitte.

Sul Centrale, Venus Williams è riuscita a impressionare e sorprendere ancora una volta, nonostante abbia già alle spalle una carriera immortale. La 36enne americana, finalista qui nel lontanissimo 1998, è ancora una volta nei quarti degli Internazionali BNL d’Italia dopo aver disposto di una Top 10 in forma (e di undici anni più giovane di lei) come Johanna Konta. Il punteggio in favore della più anziana delle sorelle Williams è un 61 36 61 che dice quasi tutto sul match: un dominio incontrastato nel primo e terzo set, con l’orgogliosa reazione della britannica nel secondo.

Sarà Garbine Muguruza, finalmente convincente, la sua avversaria in un quarto di finale attesissimo. La spagnola nata a Caracas ha battuto per 75 64 una Julia Goerges apparsa in gran forma, e si è avvicinata ad eguagliare il suo risultato dello scorso anno qui, quando perse in semifinale da Madison Keys. La campionessa in carica del Roland Garros si è poi presentata sorridente in sala stampa, dove proprio a proposito di Parigi ha voluto rendere chiaro il suo stato d’animo: “E’ da un mese che tutte le domande sono le stesse. Non penso a vincere di nuovo. Penso solo che… “ho vinto il Roland Garros” è una cosa che possono dire in poche”, ha detto con un sorriso gigantesco.

In serata, si è concretizzato il quarto di finale più futuribile del tabellone: dando prova di maturità su questa superficie, Karolina Pliskova ha superato per 61 75 la svizzera Timea Bacsinszky, mentre Elina Svitolina ha dominato alla distanza Mona Barthel (36 60 60). La 25enne ceca e la 22enne ucraina si incontreranno per la settima volta, con Karolina in vantaggio 5-2.

Una nota malinconica: la serata sul Centrale si è conclusa con la canzone “Black Hole Sun” dei Soundgarden, suonata con consapevolezza dal dj del Foro Italico per commemorare Chris Cornell, appena scomparso.