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MAGER E SEPPI, RIMPIANTI AZZURRI
Il sanremese: “Ero tesissimo, tradito dai crampi”

Questo contenuto è stato pubblicato 6 anni fa. Potrebbe essere riferito ad un’edizione passata degli Internazionali d’Italia.

Un gran primo set, poi la resa per problemi muscolari. Gianluca Mager per quasi due ore ha sognato di poter sfidare al secondo turno un certo Novak Djokovic, giocando alla pari, se non meglio, contro lo sloveno (naturalizzato britannico) Aljaz Bedene, numero 55 del ranking mondiale, passato attraverso le qualificazioni. Il 22enne di Sanremo, numero 363 Atp e in gara con una wild card conquistata grazie alle pre-quali, ha fatto suo il primo set al tie-break, nel secondo è arrivato a condurre 4-2 e poi sul 4-4 si è visto annullare due palle-break per andare a servire sul match sul 5-4, ma nel decimo game ha accusato un problema muscolare, rimanendo sofferente a terra e venendo soccorso da arbitro di sedia e fisioterapista. Mager ha provato a continuare, ma, visibilmente menomato, ha ceduto la seconda frazione e sotto 3-0 al terzo ha alzato bandiera bianca, anche per non aggravare il guaio fisico. Resta l’amarezza: “Ieri sera ho faticato a prendere sonno e già prima dell’inizio ero tesissimo per questa mia prima volta in un tabellone di un ‘1000’, per di più al Foro Italico, in un ambiente fantastico come questo, dove tutti mi hanno incitato fin dalla prima palla”, ha raccontato Gianluca al termine dell’incontro. “Sono abituato a match anche di tre ore, come quello disputato contro Berrettini nelle pre-quali, però sul 4-3 nel secondo set ho cominciato ad accusare crampi, sentendo tirare al polpaccio e al quadricipite, poi dopo il cambio campo ero come paralizzato. E sulla palla per il 5-3 il giudice di linea mi ha chiamato fallo di piede sul servizio kick, dopo che Bedene aveva sbagliato la risposta. Peccato, fossi andato 5-3 non so come sarebbe finita…”. Sicuramente i rimpianti sono tanti per il tennista di Sanremo in una giornata che poteva diventare da favola: “Posso essere contento di aver fatto match pari con un avversario in formissima e che in questa stagione ha perso pochissimo. Però un pensiero alla vittoria l’avevo fatto e mi rimane dentro un grosso rammarico, non a caso a fine partita ero in lacrime: per la gente che mi aveva sostenuto sul campo, per i tanti punti che mi avrebbe portato il successo e il sogno di una sfida sul Centrale contro Djokovic sfumata”.
Andreas Seppi, numero 76 Atp (in tabellone con una wild card), che agli Internazionali BNL ha raggiunto i quarti nel 2012 quando fu fermato solo da Federer, la chance di approdare al secondo turno contro Nadal se l’è giocata soprattutto nel primo set. Contro Almagro, è stato sempre avanti nel punteggio e nel tie-break ha condotto 5 a 2, subendo però il ritorno dell’avversario, issatosi 6 a 5 e poi capace di far sua la frazione per 8 punti a 6. E nel secondo set un break ha spinto lo spagnolo verso la vittoria: “E’ stato un primo set lungo ed equilibrato, nel quale in campo mi sentivo meglio rispetto agli ultimi giorni e spesso ho avuto la sensazione di poter fare qualcosa di più senza riuscirci” , L’analisi di Seppi. “Poi nel tie-break, avanti 5-2 e con due servizi, ho perso due punti in cui avevo in mano lo scambio, prolungato. E alla fine il set è scivolato dalla sua parte: è da un po’ che perdo dei set in questo modo. Era poi difficile nel secondo dimenticare quel che era accaduto. Contro Almagro avevo sempre disputato buoni incontri e anche stavolta potevo vincere. Ammetto che non avevo grandi aspettative per questo torneo non avendo giocato tanti match sulla terra negli ultimi due anni, avendo saltato questa parte della stagione. Fisicamente non accuso problemi, però ogni tanto mi è mancato il giusto ritmo negli spostamenti su questa superficie. In questo momento mi è scesa un po’ la voglia, spero che mi torni…” .
Qualche rimpianto anche Stefano Napolitano, numero 181 Atp, pure lui in tabellone con wild card guadagnata grazie alle pre-quali. Sul Pietrangeli, il giovane biellese ha ceduto per 76(1) 62, in poco meno di un’ora e mezza, al serbo Viktor Toicki, numero 36 Atp. “Ho provato a dare tutto quello che avevo, certo potevo riuscire a fare meglio, ma si trattava della prima esperienza in un 1000 per me e non era facile esprimersi al massimo in un contesto del genere”. E poi: “Sinceramente non mi aspettavo che sul Pietrangeli ci fosse così tanto pubblico per me, con un calore del genere, e l’impatto è stato qualcosa di pazzescoTroicki si è confermato un giocatore solido e di spessore, specie con il rovescio riusciva a trovare soluzioni importanti nello scambio. La differenza rispetto ai tornei challenger che disputo di solito è che a questo livello serve tenere alta tensione e intensità per tutto il match, che poi si gioca su pochissimi punti e bisogna essere bravi a sfruttare le occasioni. In tal senso il mio rammarico più grande è quello di non aver giocato bene i primi punti del tie-break. Insomma, una partita così mi dà tante motivazioni, con la consapevolezza di dover migliorare ancora in tanti aspetti”.

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