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MI RITORNI IN MENTE / NEL 1991 SANCHEZ TRIONFA CONTRO MANCINI
Per lo spagnolo primo e unico titolo a Roma nella finale tra specialisti del “rosso”

Questo contenuto è stato pubblicato 4 anni fa. Potrebbe essere riferito ad un’edizione passata degli Internazionali BNL d’Italia.

Nel 1991 Emilio Sanchez fa suo il torneo di Roma battendo l’argentino Alberto Mancini, proveniente dalle qualificazioni e costretto a fermarsi in finale al terzo set per un problema muscolare. “Mi ritorni in mente” è lo spazio dove rivivere le partite più belle degli IBI attraverso la penna di grandi giornalisti che quei match li hanno raccontati dal vivo.

ROMA. Gli Internazionali d’Italia, nati sotto una cattiva stella, si sono conclusi nel modo peggiore. Alberto Mancini è stato costretto al ritiro a causa di uno stiramento muscolare. Emilio Sanchez, senza colpo ferire, diventa così il 48esimo re di Roma. Ieri mattina vedendo il sole avevano tirato un sospiro di sollievo, finalmente si prospettava una giornata di primavera. Al villaggio si presentavano le belle signore e tutti coloro che contano. Franco Nero raccontava i progetti di un viaggio tennistico per disputare un torneo che ai professionisti accoppia le celebrità. Ma il suo sogno, come quello di tutti, era di assistere ad una bella finale.

Tra i personaggi più in vista c’era Thorne di Beautiful protagonista intrigante più di tanti campioni. D’altra parte dopo l’uscita dei favoriti le cacciatrici di autografi tenevano gli occhi puntati più sul villaggio che sui campi. La finale tra Sanchez e Mancini, due tremendi regolaristi, non prometteva lo spettacolo migliore, ma dopo un sabato da poveri, avevamo perlomeno l’illusione di assistere ad una battaglia tra due bei lottatori. In semifinale Goran Prpic aveva combattuto soltanto otto game per cedere di schianto. Soffocato dalla regolarità di Sanchez, sul 4 pari del primo set, Prpic aveva tentato di forzare, andando fuori giri: 6-4, 6-2, il risultato.

La seconda semifinale, che opponeva Mancini a Bruguera, era stata un’altra delusione. Un match a senso unico, tutto in favore dell’argentino. Bruguera, massacrato da troppi tornei e da un forte mal di schiena, si era arreso 6-3, 6-1. La domenica del torneo si era trasformata per tutti nell’ultima vera speranza di chiudere in bellezza 15 giorni tennistici da dimenticare. “Mai visto un tempo così a Roma!”, sostengono in molti. Ma un testimone di altrettante sventure meteorologiche passate in realtà esiste: un antico tennista inglese di nome Paish, presente al Foro Italico, ha giocato a Roma nel 1951, anno che, come hanno riportato gli annali, è stato il più freddo di tutti.

Ma veniamo alla finale, iniziata gloriosamente sotto il sole, con inni, bandiere, sorrisi e inchini. C’è stata una prima parte del match giocata con grande intensità, 39 minuti di battaglia, tanto è durato il primo set, concluso meritevolmente da un Sanchez più audace e più mobile dell’avversario. Lo spagnolo ai colpi da fondocampo ha alternato qualche bell’incursione a rete, chiudendo per 6-3. Da quel momento alla fine Mancini ha messo assieme un solo game: 6-3, 6-1, 3-0 il punteggio. All’inizio della seconda partita il tennista argentino ha chiesto l’intervento del fisioterapista che gli ha bendato la coscia. Poi zoppicante ha resistito fino al 3-0 del terzo set.

Il pubblico romano, che quest’anno ha infranto ogni record di incasso toccando i due miliardi e 900 milioni, è stato civile. Mancini si è scusato al microfono, con un discorso commovente e, quando la parola è passata a Sanchez, gli spettatori lo hanno sommerso di applausi come per compensarlo di una vittoria che in un certo senso gli è mancata.

Unica parentesi positiva dopo tante sventure, Omar Camporese in coppia con Goran Ivanisevic ha vinto il doppio contro Warder-Jensen per 6-2, 6-3. Il presidente Galgani pur dichiarandosi soddisfatto degli incassi, ha messo sul banco degli imputati il nuovo sistema Atp colpevole del comportamento “vergognoso” di qualche grande campione. Dal canto suo Marchese, presidente dell’Img ha detto: “Per salvare il futuro del tennis non dovremo più rincorrere certi divi”.

La parentesi tennistica romana dimostra comunque la forza di questo sport. La pioggia, il freddo, il vento, la sconfitta degli italiani e ciò che più conta tante partite di pessima qualità non sono stati sufficienti a tener lontani gli appassionati del Foro Italico.

Lea Pericoli (il Giornale, 20 maggio 1991)

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