SORPRESA KONTAVEIT
MISTERO KERBER
Un’altra debacle: una n. 1 in crisi

Che succede, Angie? Non può essere solo una giornata storta a farti uscire dal campo dopo 56 minuti, sconfitta e con la testa piena di domande. Una numero 1 del mondo in salute, come ha affermato di essere lei giusto lunedì, non può spiegarsi 10 giochi persi consecutivamente – dal 4-2 per Angie è finita 6-4 6-0 – con la scarsa attitudine alla superficie. Non può essere nemmeno l’ottima vena della tua avversaria, nonostante questa non sia in discussione: la qualificata estone Anett Kontaveit sta giocando bene ed è sicuramente in forma. Non basta, soprattutto quando questa sconfitta della mancina tedesca richiama da vicino quella della settimana scorsa, a Madrid, quando invece di aspettare un altro 6-0 si era ritirata (in modo poco elegante) sul 63 5-0 contro Eugenie Bouchard. Dopo quell’incontro aveva fatto una risonanza magnetica, per appurare che il dolore avvertito improvvisamente al termine del match non fosse qualcosa di più grave di un problema muscolare. Non lo era: “Mi sento molto meglio”, aveva detto con sincera e sorridente convinzione. “Non mi sto sentendo bene sulla terra rossa” ha detto invece dopo la debacle con Kontaveit, con un viso ai limiti del funereo. Non parla di benessere fisico (“la mia gamba sta bene, non è quello il problema”), ma di mancanza di fiducia. La partita di debutto agli Internazionali BNL d’Italia è pressoché inutile da raccontare: dopo i primi sei giochi, nell’ordine naturale delle cose (4-2 per la numero 1), Angie è lentamente sparita dal campo. Gli ultimi giochi, duole dirlo, sono stati un po’ imbarazzanti per una campionessa qual è lei: difficoltà negli spostamenti, colpi senza velleità alcuna, rovesci a metà rete. Dagli spalti del Centrale è partito anche qualche fischio, per lei probabilmente affilati e dolorosi come spilli.
Si può affermare, con un certo grado di certezza, che Kerber sta accusando moltissimo il suo status di leader. Lo ha acquisito di nuovo proprio questa settimana, senza muoversi: è la discesa di Serena ferma per la maternità ad averla resa nuovamente quella più in alto di tutte le altre, non un suo movimento ascendente. Forse, ed è un’ipotesi cui costringe una leader che non sembra voler affrontare un problema più strutturale di un semplice non sentirsi a proprio agio sulla terra, sente di non meritarselo. Ed è un peccato, perché il suo 2016 la legittima abbondantemente. Questo 2017 così opaco la vedrà arrivare a Parigi dopo aver perso quattro partite sulle appena sei disputate sul rosso.
Nella crisi innegabile di Angie, che ha lasciato gli Internazionali BNL d’Italia orfani dei numeri 1 del mondo prima delle 17 del mercoledì pomeriggio, non si può trascurare la vincitrice. Anett, numero 68 del ranking e, lei sì, in netta ascesa, sembra pronta a entrare in una nuova fase della sua giovane carriera: è nata a Tallinn il 24 dicembre del 1995 e ha ancora tutto il tempo per dimostrare ulteriormente il suo valore. Per quanto contro un’avversaria psicologicamente non al meglio, ha saputo chiudere con autorità (e a suon di vincenti) una partita contro una numero 1 del mondo. Quello che avrebbe dovuto essere il terzo turno più atteso del torneo, tra Kerber e Sharapova, sarà quindi tra questa giovanissima ragazza di Tallinn e Mirjana Lucic-Baroni, una giocatrice che ha iniziato la sua carriera professionista quando Anett aveva tre anni.