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Nadal si nasconde: “Sono come una vecchia auto, mi serve tempo”

Nella sua prima conferenza stampa a Roma, Nadal ha parlato delle proprie condizioni fisiche, in lento ma continuo miglioramento. “Non ho più 19 anni – ha detto – quindi la strada per recuperare è lunga, ma mi auguro di giocare un buon torneo, in uno dei posti che amo di più. Alcaraz? Non è più una sorpresa”

Da qualche giorno il mondo del tennis non fa altro che parlare di un giocatore spagnolo che continua a vincere e convincere, ma per una volta non si tratta di Rafael Nadal. Una sensazione che dev’essere strana persino per Rafa stesso, il quale a Madrid è stato fra le vittime di Carlos Alcaraz e a Roma si è presentato sia con l’intenzione di fare strada, sia di mettere altro tennis nelle gambe in vista del Roland Garros, grande obiettivo per allungare ulteriormente su Djokovic e Federer nella conta dei titoli Slam, dopo il successo di gennaio a Melbourne.

Devo continuare a migliorare – ha detto nella sua conferenza stampa pre-torneo il dieci volte campione degli Internazionali BNL d’Italia –, ma arrivo da una settimana a Madrid che non è stata negativa, malgrado per questioni di altitudine quello sia per me il più difficile fra i tornei sulla terra battuta. Sono stato un mese e mezzo senza allenarmi, quindi so che non è immediato riuscire a ritrovare la fiducia, il livello di gioco, la condizione atletica e tutto il resto”.

Il mio corpo – ha aggiunto – è come una vecchia automobile: richiede del tempo per essere rimesso in moto. Ho quasi 36 anni, non più 19, quindi per recuperare la condizione serve sempre del tempo.  Sono felice di essere a Roma, un posto che adoro e dove ho tanti ricordi incredibili. Proverò a fare del mio meglio, e mi auguro di essere pronto a giocare ancora un po’ meglio rispetto alla scorsa settimana. Sono fiducioso, e spero possa venire fuori una bella settimana”.

Naturalmente, a Nadal è stato chiesto anche un commento su Alcaraz: l’ha affrontato a Madrid, e diciassette anni fa ha vissuto un’esplosione molto molto simile. “Ciò che ha fatto Carlos non mi ha stupito per niente – ha detto Rafa –, perché non si tratta di nulla di nuovo. Aveva già vinto a Miami, a Barcellona, onestamente non si tratta di una sorpresa. Sono felice per lui: tutti sanno quanta fiducia può avere in questo momento, e il livello di tennis che è in grado di raggiungere. Vincere in casa è sempre particolare, per lui è stata sicuramente una settimana speciale. Mi fa molto piacere che il mio paese abbia trovato un altro giocatore incredibile sul quale poter fare affidamento per tanti anni”.

Non ricordo – ha continuato Nadal – come venissero trattate le mie prime vittorie, perché purtroppo sono passati tanti anni. Ma non posso certo lamentarmi di come i media mi abbiano trattato lungo la mia intera carriera. Il modo nel quale Carlos verrà trattato dipenderà sia dai risultati che riuscirà a raggiungere in campo sia dal modo in cui si comporterà con le persone, in particolare fans e giornalisti. Normalmente, nella vita uno riceve quanto dà. In generale credo che Carlos sia un bravo ragazzo, ed è naturale che in questo momento stia ricevendo tutte queste attenzioni. Sia perché è molto forte, sia perché è molto giovane. Le novità piacciono sempre”.

Al prossimo Roland Garros il maiorchino tornerà a trovarsi nello stesso tabellone di Novak Djokovic in un torneo del Grande Slam, cosa non accaduta in Australia per la nota questione vaccino. “Sinceramente – ha detto Nadal – per me non significa nulla di particolare. Il tennis è molto più importante di me e di Djokovic, e ci sono un sacco di giocatori che possono lottare per i titoli che contano. Non è più come cinque o dieci anni fa quando, anche se qualche chance c’è sempre stata, pareva che ogni torneo dovesse essere un affare fra quattro giocatori, e poi fra tre. Oggi la situazione è diversa”.

“Con molta umiltà penso di poter dire che se io, Roger o Novak giochiamo, è meglio per il tennis, in quanto siamo parte della storia del nostro sport. Ma non è più come una volta, la situazione è cambiata. Noi stiamo invecchiando, e le nuove generazioni stanno migliorando rapidamente. Il Roland Garros sarà un torneo molto importante, e credo ci siano tanti possibili candidati alla vittoria”.

Per Nadal la possibilità di vincere il 22esimo titolo Slam a Parigi è certamente allettante, ma il maiorchino ha fatto capire di non vivere il Roland Garros come un’ossessione, a maggior ragione dopo il periodo di stop appena attraversato. “Oggi – ha detto – non gioco per nulla che non sia la mia felicità personale o le mie motivazioni. Sono contento di ciò che faccio: mi sento competitivo e fisicamente sto bene a sufficienza per competere. Ovviamente la mia età porta con sé alcuni problemi, ma c’è modo di controllarli. Sarebbe diverso se mi rendessi conto che non mi permettono più di essere competitivo, ma quella è un’altra storia. Al momento sono felice, e anche se ho attraversato un periodo complicato sono qui, pronto a godermi il torneo e a darmi la chance sia di giocare bene a Roma sia di essere pronto per il Roland Garros”.

Gli ultimi due mesi sono stati difficili, ma a quasi 36 anni ho avuto il miglior inizio di stagione della mia carriera. È tutta una questione di prospettiva: nella mia vita le cose positive sono di gran lunga superiori a quelle negative. Non sarebbe corretto passare il tempo a lamentarmi di ciò che non funziona”.

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