NADAL, TREMENDA VENDETTA
Annulla Tsitsipas e trova l’11ª finale al Foro

So bene quel che devo fare, però riuscire a metterlo in pratica non è così semplice. Una cosa è certa: devo giocare bene a tennis, se ci riesco avrò la possibilità di vincere”. Così parlò Rafael Nadal, venerdì, dopo aver dominato il connazionale Fernando Verdasco nei quarti. Ebbene, il passaggio dalla teoria alla pratica è riuscito pressoché alla perfezione al 32enne spagnolo, numero 2 della classifica mondiale e del seeding, che si è preso una bella rivincita nei confronti di Stefanos Tsitsipas, numero 7 della classifica mondiale e ottava testa di serie, appena un settimana dopo la sconfitta patita nelle semifinali di Madrid: 63 64 il punteggio, in un’ora e 42 minuti, con cui il campione in carica ha battuto per la quarta volta in cinque incroci il vincitore delle ultime Next Gen Atp Finals, raggiungendo per l’undicesima volta l’ultimo atto degli Internazionali BNL d’Italia (bilancio di 8 trionfi e 2 sconfitte).
Per il fuoriclasse iberico è la 50esima finale in un “1000”, dove sono 33 i titoli messi in bacheca, e la finale numero 118 in carriera, con 80 trofei messi fin qui in bacheca. Nadal è dunque a un passo dal cancellare quello zero alla voce titoli nel 2019, che a dispetto delle dichiarazioni di facciata dentro deve un po’ bruciargli (<i>“finalmente ho vinto una semifinale…”</i>, ha ammesso a caldo subito dopo il match). Intanto meritato è stato il bagno di folla subito dopo la vittoria, con autografi e selfie con tantissimi tifosi, in particolare ragazzini che hanno il loro idolo nel maiorchino.

RAFA: “LA CHIAVE E’ STATA IL MIO DIRITTO” – “Stavolta sono riuscito a giocare meglio di lui e meglio di quanto avevo fatto a Madrid” – rimarca Nadal – “Oggi quando colpivo di diritto lui non era in grado di spingere col suo diritto, a differenza di quanto era accaduto la settimana scorsa. Era quel che non doveva succedere n questa partita se volevo avere chance di vittoria. Raggiunto quello scopo, ho cominciato ad aprirmi il campo anche con il rovescio sul suo diritto. E sono stato in grado di cambiare anche diagonale con il mio diritto lungo linea. E anche in risposta sono stato più incisivo rispetto al precedente match. Ecco perché si tratta di una vittoria importante per me: ho disputato un match solido contro un buon giocatore, che sta vincendo tante partite su questa superficie. E batterlo in due set è un risultato molto positivo. E in aggiunta a questo c’è la sensazione di giocare meglio di settimana in settimana e di giorno in giorno, la cosa che per me più conta, ovvero ritrovare il livello del mio tennis. Sono convinto di avere ulteriori margini di miglioramento e sto facendo i giusti passi in questa direzione”.

NADAL PARTE FORTE E CONTINUA SPEDITO – Già il primo game, intenso, ha fatto capire a pubblico e addetti ai lavori che cosa li aspettava. Nonostante un doppio fallo sulla prima palla game, il campione in carica – alla 71esima semifinale in un “1000”, – ha tenuto il game di apertura e nel successivo ha strappato subito il servizio al rivale, consolidando poi il break (3-0) dopo aver annullato due chance del contro-break. Stefanos ha rotto il ghiaccio, però il diritto dello spagnolo ha continuato a funzionare a dovere, consentendogli di comandare lo scambio e costringere a continui spostamenti il Next Gen greco. Sul 5-3 Nadal si è trovato sì 0-30, ma ha prontamente rimediato con due diritti belli carichi e profondi, sui quali l’ellenico è andato fuori giri, un altro diritto mancino vincente e un servizio a uscire con risposta abortita di Tsitsipas, così da archiviare il primo parziale dopo 49 minuti (su 32 punti dell’iberico 15 i gratuiti del greco). Nel secondo set non è mutato granché il copione, con il mancino di Manacor a piazzare lo “strappo” nel terzo game dopo aver fronteggiato due palle game per il 20enne di Atene. Che ha tentato con tutto se stesso di cambiare l’inerzia della sfida, senza riuscirci però. Troppo concentrato, attento e incisivo con il diritto mancino era chi aveva di fronte, che ha chiuso con un servizio vincente (che ha indotto all’errore l’Apollo dell’Attica).

“DIFFERENZE CON I NEXT-GEN? VEDREMO A FINE CARRIERA” – Un segnale forte e chiaro, anche in prospettiva Roland Garros, alla generazione dei talenti rampanti. “Non posso ogni giorno rispondere a domande su quale sia il gap fra noi e i Next Gen, sono giocatori giovani ma di valore. In ogni caso sono tennisti e a mio avviso non c’è motivo di paragonare i giocatori over 30 e gli under 21. Possiamo confrontare i giocatori ma non i Next Gen con gli altri, perché sono già grandi giocatori, Tsitsipas è già tra i primi sette del mondo. Un paio di questi giovani avranno la chance di diventare campioni e vincere gli eventi più importanti nel giro di un paio d’anni. La differenza fra noi e loro la potremo valutare quando avremo chiuso la nostra carriera e quando anche loro chiuderanno la carriera”, la puntualizzazione del fuoriclasse spagnolo.
Chiunque troverà dall’altra parte della rete domenica, è avvisato: Rafa si è rimesso in modalità “re del rosso”.