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NOLE SPALANCA LE PORTE
Il n.1 del mondo centra la decima finale: “Che bello il pubblico!”

Questo contenuto è stato pubblicato 2 anni fa. Potrebbe essere riferito ad un’edizione passata degli Internazionali BNL d’Italia.

Non è stato per nulla facile (ha dovuto persino fronteggiare due set point), ma Novak Djokovic ha centrato per la decima volta l’ingresso alla finale degli Internazionali BNL d’Italia. E’ dunque ad un passo dal 36esimo titolo in carriera in un Masters 1000 il numero uno del mondo, che ha domato per 75 63, in due ore e 11 minuti di gioco, il norvegese Casper Ruud, numero 34 del ranking Atp, alla prima semifinale in un “1000” dopo aver stoppato la corsa del beniamino di casa Matteo Berrettini. E Nole, dopo una settimana di silenzi e sensazioni strane, ha finalmente potuto raccogliere gli applausi del pubblico sul Centrale, raccogliendone anche l’energia nei momenti delicati, specie nella prima frazione, per poi ringraziarlo con il suo classico saluto braccia al cielo.

NOLE E LA GIOIA RITROVATA DEGLI APPLAUSI – Un’emozione che non provava da mesi, dalla tanto contestata “Adria Cup”, il 33enne di Belgrado che va a caccia della cinquina vincente al Foro Italico, dove è datato 2015 il suo ultimo trionfo (2008, 2011 e 2014 i precedenti). Dall’altra parte della rete domenica troverà il vincente del confronto fra il Next Gen canadese Denis Shapovalov, numero 14 Atp e 12esima testa di serie, e l’argentino Diego Schwartzman, numero 15 del ranking mondiale e ottavo favorito del seeding, nei quarti giustiziere di Rafa Nadal, nove volte campione a Roma.  Al di là dell’esito dell’incontro, può comunque essere soddisfatto del suo torneo il 21enne di Oslo – primo norvegese a spingersi così avanti in un “1000” – che ha dimostrato di essere un osso davvero duro sul rosso, con il suo tennis “da Nadal destrorso”, con colpi arrotati, solidità e grande condizione atletica.

“CHE BELLO TORNARE AD AVERE IL PUBBLICO!” –E’ stata veramente una bella sensazione. Mi mancava il calore del pubblico, così come ad ogni giocatore del circuito. Quando ieri mi hanno dato la notizia, ero davvero felice. Ed è stato bello sentire i ragazzini urlare il mio nome…”, sottolinea il numero uno del mondo al 30esimo successo stagionale a fronte dell’unico ko, per squalifica, agli Us Open.Sono stati due set molto duri, due ore di gioco veramente intense, c’era vento, a differenza dei giorni scorsi, e non è stato semplice gestire la situazione, specie nel primo set. Il merito è stato anche di Ruud, un giovane in forte crescita che si allena alla Nadal Academy e ricorda pure un po’ Rafa anche nel gioco, con colpi molto liftati. Insomma, sono davvero contento di questo successo. Prossimo ostacolo? Sia Schwartzman che Shapovalov sono tennisti di valore, in condizione, ma sono pronto per questa sfida. Sinceramente con Nadal o senza in finale fa grande differenza”, ammette Djokovic, pregustando l’ennesimo trionfo.

Christian Ruud

RUUD VERSIONE “NADALINO”: 2 SET POINT MANCATI – Nel primo testa a testa fra i due è stato il norvegese figlio d’arte (papà Christian negli anni Novanta è stato numero 39 Atp) ad uscire meglio dai blocchi, strappando il servizio al numero uno del mondo nel terzo game, break confermato per il 3-1. E dopo un gioco durato quasi 11 minuti con il primo ace dell’incontro Ruud è salito 4-2 salvando due palle break (sulla prima rovescio lungo del serbo e la seconda giocata da Casper da veterano, senza paura). Un vantaggio che lo scandinavo ha mantenuto fino al 5-4, arrivando a procurarsi due set-point, non sfruttati, e Nole – 11esima semifinale a Roma in 14 anni per lui – è stato prontissimo al riaggancio, grazie anche a due rovesci bimani lunghi dell’avversario, che ha accusato un po’ la tensione del momento. Con tanta fatica Djokovic ha tenuto il turno di battuta, fronteggiando due palle-break con altrettanti ace (il quarto nel game gli ha dato il 6-5), e nel dodicesimo gioco ha approfittato delle titubanze del giovane avversario per incamerare il primo parziale, lanciando un urlo liberatorio, anche all’indirizzo del suo angolo, con il coach Marjan Vajda spesso preoccupato, che la dice lunga sulle sofferenze con cui ha dovuto fare i conti.

DJOKOVIC CAMBIA MARCIA E VOLA IN FINALE – Tribolazioni che non sono assolutamente finite, visto che dopo aver mancato due opportunità di break nel secondo gioco della seconda partita il 33enne di Belgrado si è trovato a doverne fronteggiare quattro prima di issarsi sul 2-1. Sul 3-2 in suo favore Djokovic ha cambiato passo, togliendo a zero il servizio a Ruud, che ha scelto di affidarsi alla Rafa Nadal Academy per la sua crescita. Casper con tenacia sul 5-2 ha salvato due match point, rimandando però solo di pochi minuti il verdetto, arrivato grazie a un gioco a zero di Nole. Che, sorridente e sereno, ha potuto scrivere il suo “Forza” sulla telecamera.

Novak Djokovic

 

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