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Rune e il nuovo che avanza: Djokovic ko ai quarti

Si conclude con la vittoria in tre set del 20enne danese la super sfida tra Novak Djokovic e Holger Rune, che diventa il primo semifinalista maschile degli 80esimi Internazionali BNL d’Italia

Succede di tutto tra Holger Rune e Novak Djokovic. Una interruzione di oltre un’ora per pioggia, due per medical time-out, polemiche varie e un senso generale di commedia dell’arte tra due fini protagonisti che ha animato in certi tratti il Campo Centrale del Foro Italico. Alla fine a spuntarla con il punteggio di 62 46 62 è il giocatore in completa rampa di lancio, un neo-20enne venuto da un paesino della Danimarca di poco più di 67mila abitanti che si sta imponendo sempre più come uno dei principali esponenti della nuova generazione.

Rune ha giocato un match tatticamente perfetto, dominando il sei volte campione del torneo sia nel punteggio sia nel gioco nei due set vinti. In mezzo, la confusione che forse è ancora l’unico limite di un tennista per il resto completo sotto tutti i punti di vista, capace di mettere alle corde un Djokovic che è dovuto ricorrere ad espedienti più psicologici che tecnici per cercare la rimonta. Ci si attendeva un match carico anche dal punto di vista mentale e così è stato, con polemiche a dire il vero però più con il giudice di sedia che tra i due protagonisti.

La stretta di mano finale mette d’accordo tutti e chiarisce qualsiasi dubbio sul rispetto che Djokovic e Rune nutrono per l’altro, che sia per il riconoscimento di un talento emergente o per essere l’idolo d’infanzia. Di questa partita resterà dunque, oltre allo spettacolo sul campo, la consapevolezza di aver assistito probabilmente ad un’altra tappa della fine dell’era dei Big Three. Di sicuro c’è che avremo una finale senza uno tra Djokovic e Nadal per la prima volta a Roma dal 2004, un evento che sembra quasi segnare un’epoca. Ma attenzione a pensare che Nole sia sazio, nella conferenza stampa dopo la sconfitta ha avvertito tutti verso il Roland Garros: “Ho ancora fame“.

Il primo semifinalista degli 80esimi Internazionali BNL d’Italia, che cerca il secondo titolo ATP in stagione dopo aver trionfato a Monaco di Baviera, attende adesso il vincente della sfida tra il norvegese testa di serie numero 4 Casper Ruud e l’argentino n.24 del seeding Francisco Cerundolo che viene dalla vittoria su Jannik Sinner.

Così prima dell’interruzione per pioggia

Per la terza volta in quattro partite quest’anno a Roma Djokovic serve per primo e passa subito in svantaggio. Sembra la solita partenza diesel del 22 volte campione Slam, che nel game immediatamente successivo si procura due chance per rientrare. Ma il serbo ha di fronte il nuovo che avanza, il giovane rampante che non guarda in faccia nessuno neanche il giocatore rimasto per più settimane di chiunque altro in vetta al ranking. Rune, sprezzante del complesso di inferiorità che tante volte ha sopraffatto altri suoi colleghi in incontri e palcoscenici importanti come un quarto di finale al Foro Italico, annulla entrambe le palle break e inizia a far vedere tutte le qualità che lo hanno portato rapidamente al n.7 ATP.

Roma 17 maggio 2023 Internazionali BNL d’Italia 2023 – Foto Adelchi FIoriti/FITP

Djokovic aveva già avuto un assaggio delle caratteristiche da giocatore all-round (lui stesso lo ha definito così prima di affrontarlo nuovamente a Roma) a novembre scorso nella finale di Parigi-Bercy, quando il danese fece jackpot conquistando il suo primo ‘1000’, irrompendo in top-10 e diventando il primo giocatore di sempre a battere in un singolo evento ATP cinque tennisti tra i migliori 10 del mondo. Sei mesi più tardi la storia non cambia: il neo 20enne di Gentofte fa correre per il campo uno spento Djokovic, quasi arreso ad accettare passivamente la superiorità soprattutto fisica del suo giovane avversario che, metaforicamente e non, lo prende in contropiede in più occasioni e gli strappa nuovamente la battuta per portarsi 5-1.

Tra l’incredulità del pubblico, e forse anche del serbo stesso che commette ben 20 errori gratuiti e non riesce a sostenersi nemmeno con il servizio (solo poco più di un punto su due vinto con la prima palla contro l’86% di Rune, che però poi ottiene il 69% con la seconda), il primo parziale si conclude dopo 38 minuti. Dopo aver concesso un’altra palla break nel terzo gioco del secondo set, il numero 1 del seeding chiama un medical time-out senza però servirsi del fisioterapista.

Roma 17 maggio 2023 Internazionali BNL d’Italia 2023 – Foto Adelchi FIoriti/FITP

Ingurgitate due compresse, Djokovic sembra ritrovare il vigore smarrito, inizia a spingere come mai aveva fatto fino a quel momento nel match e inizia ad impensierire non poco il danese. Adesso la battaglia tanto attesa ha preso vita, il sei volte campione del torneo si carica per la prima volta del tifo del pubblico che spera si accenda la partita. Una palla chiamata lunga ma giudicata buona da Rune sul 2-3 40-30 in proprio favore fa attizzare ancora di più la fiamma già alta della sfida. Il Campo Centrale è ormai un’arena, il numero 7 del mondo si infuria con il giudice di sedia Mohamed Lahyani e perde di vista sia l’obiettivo sia la battuta.

Ci si ferma di nuovo sul 5-2 in favore del serbo, perché un Rune ormai su tutte le furie chiede l’intervento del fisioterapista che gli massaggia il ginocchio destro mentre non si placa la polemica con Lahyani. Ma la forza di un giocatore asceso così rapidamente all’élite del tennis mondiale è anche quella di saper riordinare le idee in un momento di confusione. E così il classe 2003 di Gentofte tiene il servizio, anche grazie ad uno dei punti più belli del torneo arrivato al termine di uno scambio lungo 34 colpi, e sulla spinta emotiva di quell’ottavo gioco opera il break proprio quando Djokovic era ad un passo dal riportare in parità il match.

Obiettivo che il numero 1 del mondo (ma solo fino a fine torneo) raggiunge dopo 1 ora e 8 minuti di interruzione, quando con una palla corta eseguita alla perfezione si procura tre palle break facendosi bastare la prima: si va al terzo!

Si torna in campo ed è un déjà-vu del primo set

Il livello messo in mostra dal danese nel primo parziale torna prepotentemente in quello decisivo. Tolti i teloni dal campo, chiusi gli ombrelli e messo a placare qualsiasi tipo di polemica si inizia nuovamente a guardare solo tennis e questo Djokovic contro questo Rune ha poche chance di vittoria. E così il classe 2003 si prende prepotentemente il vantaggio che aveva perso per strada e due break in altrettanti turni in risposta.

L’epilogo che era nell’aria si concretizza nonostante l’ultimo briciolo di speranza concesso al servizio nell’ottavo gioco dal danese. La terza semifinale ‘1000’ in carriera lo attende, l’ennesimo inusuale errore da fondocampo con il diritto di Djokovic gliela consegna: Roma con un cuore è ciò che scrive Rune sulla telecamera dopo la vittoria, il pubblico del Foro apprezza e ricambia.

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