PLISKOVA REGINA DI ROMA
Konta ko. 1ª ceca a vincere dopo 41 anni

A scuola probabilmente Karolina Pliskova rientrava nella categoria “è brava ma potrebbe fare di più”. Anche nel tennis tutti continuano ad aspettarsi di più da lei. E stavolta la 27enne di Louny quel qualcosa in più lo ha fatto. Lei che quest’anno era arrivata a Roma avendo vinto soltanto un match sulla terra, anche per colpa di un virus che l’aveva un po’ debilitata, se ne ritorna a casa con il trofeo. Nella finale degli Internazionali BNL d’Italia femminili al Foro Italico la Pliskova, numero 7 Wta e quarta testa di serie, ha battuto per 63 64, in un’ora e 25 minuti di gioco, la britannica Johanna Konta, numero 42 del ranking mondiale, diventando la prima ceca a trionfare sulla terra capitolina 41 anni dopo Regina Marsikova (1978). Per Karolina è il 13esimo titolo in carriera su 25 finali disputate: grazie a questo successo da lunedì risalirà al numero 2 del ranking mondiale.

Voleva questo trofeo Karolina (prima ceca in finale al Foro dai tempi di Hana Mandlikova, nel 1982), anche per dimostrare a coach Conchita Martinez – quattro volte vincitrice a Roma -, al suo fianco dagli Us Open dello scorso anno, di aver assimilato le giuste nozioni per affrontare al meglio la terra. Pliskova è partita subito forte strappando la battuta alla sua avversaria già nel secondo gioco (palla-break offerta con un doppio fallo dalla Konta). La britannica ha salvato un set-point già nell’ottavo game servendo al corpo della ceca ed ha chiuso poi con una prima ad uscire. Nel gioco successivo, però, Karolina ha archiviato il primo set in 38 minuti su un drop-shot di Johanna (l’arma vincente contro la Bertens) che non è nemmeno arrivato alla rete. Per Pliskova numeri da paura: 86% di prime in campo che con quel servizio bomba che si ritrova si sono tradotte nel 75% dei punti conquistati. In avvio di seconda frazione la Konta ha salvato una palla-break poi però è riuscita ad essere un po’ più incisiva mentre Karolina ha iniziato a sbagliare qualcosina in più. Nel settimo gioco Johanna ha salvato altre tre palle-break (la prima con uno splendido rovescio lungo linea, la specialità della casa) ma sulla quarta ha capitolato. Pliskova si è complicata la vita nell’ottavo game commettendo due doppi falli ma è comunque salita 5-3. Nel decimo gioco Konta ha annullato i primi due match-point a Karolina ma sul terzo, confezionato dal decimo punto conquistato a rete dalla ceca su altrettante discese, Johanna ha sotterrato il diritto. Per la gioia, abbastanza controllata tutto sommato, della nuova regina di Roma.

”Sono venuta qui senza grandi pressioni”, aveva detto Karolina alla vigilia del torneo. E meno male verrebbe da commentare. Per riuscire ad abbracciare il trofeo capitolino ha superato Tomljanovic, Kenin, Azarenka, Sakkari e Konta, lasciando un set solo a Vika, l’unica che l’abbia messa davvero in difficoltà. La ceca riparte da Roma con il 13esimo trofeo in carriera su 25 finali disputate, il secondo stagionale dopo quello conquistato a inizio anno a Brisbane, il terzo sul “rosso” ma il più prestigioso (gli Internazionali BNL d’Italia sono un Premier 5) dopo Praga (WTA International) nel 2015 e Stoccarda (WTA Premier – indoor) lo scorso anno. E con la seconda posizione nel ranking, lei che l’ebrezza della vetta l’ha già provata, a luglio del 2017, anche se è riuscita a difendere il primato solo per otto settimane. Concentrazione e continuità non hanno mai rappresentato a sua cifra distintiva, il che è decisamente un problema per una che gioca un tennis con poco margine, fatto di colpi piatti che sfiorano quasi la rete e che devono essere eseguiti con fluidità e timing perfetto. A Roma, però, qualcosa sembra essere cambiato. Ora l’aspetta il Roland Garros, dove i campi sono veloci e dove quel suo spettacolare servizio può fare la differenza in maniera determinante. Chissà che Conchita non riesca a convincerla che quel tanto sospirato primo titolo Slam può benissimo arrivare sulla terra….

TABELLONE SINGOLARE FEMMINILE

TABELLONE DOPPIO FEMMINILE

TABELLONE QUALIFICAZIONI FEMMINILI