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Rune domina Fognini: entra tra i “buu”, esce tra gli applausi

Il 20 danese impone un ritmo troppo alto per il 35enne azzurro che si difende comunque con onore. Rischia lo scontro con il pubblico che non lo ama dopo gli screzi con Sinner a Monte-Carlo ma alla fine lo conquista con la grande qualità del suo tennis

Era cominciata tra i “buu, buu” a Holger Rune ma finisce tra gli applausi condivisi dal giovane danese con Fabio Fognini, l’idolo locale sconfitto.

Troppa la differenza tra il ritmo, il peso e la profondità del tennis del 20enne, n.7 del mondo, e quelli dell’azzurro, 35 anni e oggi n. 130 della classifica mondiale.

Il 6-4 6-2 che rimarrà negli annali, un’ora e 14 minuti di partita, fotografa bene la differenza in un confronto tennisticamente oggi improponibile, sul piano soprattutto fisico, e che poteva diventare combattuta solo se si fosse trasformata in rissa. Cosa che fortunatamente non è successa anche se, per un attimo, il temperamento fumantino del giovane scandinavo ha rischiato di accendere la miccia dei 5.000 della Grand Stand Arena.

Un set ad alta tensione

La gente che aveva affollato il secondo stadio per dimensioni e importanza al Foro Italico  ha subito fatto capire che gli screzi tra Rune e Sinner a Monte-Carlo non erano stati né dimenticati, né digeriti. Ha buuato Rune all’ingresso in campo, raddoppiando la dose dopo la sua presentazione da parte dello speaker .

Per l’arbitro egiziano Adel Nour, lo stesso della sfida di ieri tra Sonego- Nishioka, sul campo Centrale (contestato dal giapponese per non aver tacitato i tifosi italiani) una bella gatta da pelare.

L’inizio però non fa discutere: Fognini tiene il servizio con autorità, comanda il gioco. La Grand Stand Arena è gremita e calda. Anche perché la illumina un sole scintillante dopo il sabato di pioggia e nuvole.

Rune risponde tenendo a sua volta la battuta con facilità. Il danese è pronto alla battaglia. Concentrato. Con grande rispetto dell’avversario. C’è anche un gruppetto di tifosi danesi a sostenerlo: spicca in tribuna un grande cappello bianco e rosso.

Impressionante la qualità dei colpi del 20enne di Gentofte: sempre profondissimi. Incisivi senza perdere controllo, senza rischiare. Arriva subito il break a zero e dopo 15 minuti esatti Rune conduce 3-1.

Fabio Fognini discute con l'arbitro Adel Nour durante la sfida con Holger Rune agli Internazionali BNL d'Italia
Fabio Fognini discute con l’arbitro Adel Nour durante la sfida con Holger Rune agli Internazionali BNL d’Italia (Alex Pantling/Getty Images)

Fognini bolle: sullo 0-15 va a contestare inutilmente un rovescio lungolinea, chiamato giustamente fuori scatenando una polemica con l’arbitro Nour. Il match è a senso unico e dopo 29 minuti Rune comanda 5-2 e servirà per il set. Il danese non fa niente di speciale: la sua velocità di crociera, intesa come profondità e peso dei colpi, è troppo elevata per gli altri. Per il Fognini di oggi e per tanti molto più su in classifica.

Il suo punto debole attualmente è l’autocontrollo. Sente la tensione dello stadio tutto dalla parte dell’avversario e va 0-40. Poi si riprende: ace, un altro servizio pesante che costringe l’azzurro all’errore, un rovescio profondissimo. Parità. Ma di nuovo, doppio fallo.

Sull’ennesima palla break succede l’irreparabile. Fognini si difende come puó e alza un mezzo lob, elementare da schiacciare. Rune, che si sente bersagliato dal pubblico, ci si avventa con inutile cattiveria. Spara con arroganza ma la palla sbatte sul nastro e finisce fuori. Il boato dello stadio che sancisce il 3-5 è il primo di una serie. Il “cattivo” si è tolto la maschera e la corrida è inizia.

Ripartono i “buu, buu” e potrebbe diventare rissa. Fognini tiene la battuta: 5-4. Rune adesso ha paura. Non spinge come all’inizio. Trova rifugio nella profondità dei colpi che comunque non affonda e, dopo essere partito in svantaggio, raddrizza il game giocando senza rischiare. Il primo set è suo, 6-4 in 45 minuti e la tensione si scioglie.

Holger Rune e Fabio Fognini si stringono la mano agli Internazionali BNL D’Italia 2023 (Alex Pantling/Getty Images)

All’inizio del secondo set c’é subito il break del giovane danese. Sullo 0-2 Fognini gioca un game di servizio che sembra una fuga dal campo. Accelera tutto e subito, come per togliersi il pensiero. E sbaglia tutto, offrendo il raddoppio del break.

Dopo 61 minuti si arriva 0-4 con Fognini che serve contro sole, infastidito. Raccoglie un game ma ormai la partita è segnata. Si chiude 6-4 6-2 senza altri scossoni. Rune esulta, libero dai suoi incubi. E la Grand Stand Arena accomuna entrambi i contendenti in un unico applauso.

L’azzurro è comunque soddisfatto del suo torneo: “

“Chi avrebbe detto che sarei riuscito ad arrivare al terzo turno? Dopo l’infortunio di Estoril ero rimasto fermo e solo la scorsa settimana ho provato a fare un set e mi sentivo spaesato. Mi sarebbe dispiaciuto non valorizzare la wild card che avevo ricevuto e che poteva magari andare a qualche giovane di valore. Ho deciso di provare e sono contento. Bisogna guardare avanti a testa alta. Questo terzo turno arriva. Un po’ mi dispiace per la partita di oggi: avrei potuto giocare meglio, come nei primi due turni”.

“Ora spero di tornare al livello che mi compete – spiega – il prossimo mese sarà importante e complicato perché ho giocato poco e, essendo sceso in classifica, dovrò cambiare la mia programmazione. Dipenderà anche dal fatto di riuscire a entrare o meno nel tabellone al Roland Garros. Il mio obbiettivo ora è giocare più partite possibile. Rune? Ha un carattere forte, salirà più in alto di quello che è ora. Il mio futuro? Penso di poter fare ancora divertire”.

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