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ALTRO CHE “PEQUE”: LE 5 COSE DA SAPERE
Famiglia, storia e curiosità sul “giustiziere” di Nadal

Diego Schwartzman (foto Giampiero Sposito)

Questo contenuto è stato pubblicato 2 anni fa. Potrebbe essere riferito ad un’edizione passata degli Internazionali BNL d’Italia.

Diego Schwartzman è il 24mo giocatore capace di battere Rafa Nadal sulla terra rossa. È solo il quarto, negli ultimi cinque anni, che ci sia riuscito perdendo due game o meno in un set. Ha fatto gioire sulle tribune la fidanzata Eugenia de Martino, bionda ed elegante, che all’inizio della settimana degli Internazionali BNL d’Italia ha dichiarato tutto il suo amore nel primo anniversario della loro relazione.

Il “Peque” è tornato in semifinale a Roma a un anno di distanza dalla battaglia di tre set che nel 2019 ha sfiancato Novak Djokovic prima della finale persa contro il maiorchino. Quest’anno insegue la sua prima finale in un Masters 1000: se dovesse vincere il titolo, entrerebbe per la prima volta in top-10 la prossima settimana.

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La famiglia: dove nasce la garra

Schwartzman l’undicesimo argentino a sconfiggere Rafa Nadal in carriera: il primo fu Carlos Roitman al Challenger di Cherbourg 2003, il primatista di successi è Juan Martin Del Potro che l’ha battuto sei volte.

Schwartzman ha una storia personale manifesto di quella garra, la grinta, che fa parte della storia sportiva d’Argentina. Il bisnonno materno, ebreo che viveva in Polonia, riuscì a scappare dal convoglio piombato che lo stava trasportando verso un campo di concentramento per un puro colpo di fortuna: durante il tragitto, si ruppe uno dei ganci tra i vagoni e una parte del treno si staccò. In tanti si liberarono, correndo per la vita, per quella vita che può cambiare in un istante.

Alla famiglia Schwartzman, è successo di nuovo. Ha scelto come patria elettiva l’Argentina, con una distanza atlantica dal passato. Fa successo, la famiglia Schwartzman, apre un’azienda che realizza abbigliamento e gioielli. Gli Schwartzman scoprono il senso della ricchezza, hanno una casa a Buenos Aires, una fuori dalla capitale, una in Uruguay. Le auto abbondano.

Ma la crisi economica, che coincide con i primi anni di vita del piccolo Diego, cambia tutto. I genitori, che l’hanno chiamato così in onore di Maradona, perdono tutto. Il governo taglia le importazioni, diventa impossibile approvvigionarsi anche dalla Cina. La ricchezza svanisce in poco tempo. Schwartzman però coltiva il sogno di diventare un grande tennista e la madre Silvana lo alimenta come può. Realizza braccialetti di gomma che vende ai tornei durante le partite del figlio. Diego la aiuta. “Erano due competizioni in una” ha detto al sito dell’ATP. Quando impari a vincerle entrambe, salvare una palla break o un match point è più facile.

“L’altezza non mi definisce”

Da piccolo, Schwartzman si appassiona al calcio. Gioca con le maglie delle grandi squadre che gli regala la nonna, le stesse che usa anche per il tennis. Si allena con racchette da adulto già da bambino. Gli piace questo sport dove la vittoria e la sconfitta dipendono da lui e non dai compagni di squadra. A 13 anni, inizia a competere all’estero. Vola in Colombia, Venezuela, Ecuador, in aereo piange ma non demorde.

Nemmeno quando, a quell’età, un dottore gli dice che non sarebbe mai diventato più alto di un metro e 70. Quel giorno pensa di lasciare il tennis, ma comprenderà presto che l’altezza non è un limite alla grandezza dei sogni. Allo US Open del 2017, è diventato il giocatore più piccolo di statura a raggiungere i quarti di finale in uno Slam dai tempi del peruviano Jaime Yzaga sempre a New York nel 1994.

La grande passione: il Boca Juniors

L’affinità con il Diego che è il dio del pallone in Argentina non si limita al nome. Come Maradona, anche Schwartzman è tifosissimo del Boca Juniors, una delle due grandi squadre di calcio di Buenos Aires, rivale del River Plate. I giornalisti ne hanno avuta una chiara dimostrazione nel febbraio 2018. Schwartzman ha appena vinto l’ATP 500 di Rio de Janeiro, ma in conferenza stampa risponde distrattamente alle domande. Quando gli chiedono a cosa stia pensando, offre una spiegazione sincera: “Scusate, sta giocando il Boca, sto vedendo sul cellulare come sta andando la partita”.

Lo yoga e la cucina

Durante il lockdown, ha raccontato al quotidiano argentino Clarin, ha approfittato della maggiore disponibilità di tempo per dedicarsi allo yoga, per leggere di più e sviluppare un’altra delle sue grandi passioni: cucinare. Ha anche organizzato un torneo di FIFA20 alla Playstation con la stella argentina della Juventus Paulo Dybala.

La carriera

Prima di battere Nadal, Schwartzman non aveva mai sconfitto un top-5. Nel 2016 ha conquistato il primo titolo ATP a Istanbul. Nel percorso, ha salvato un match point nei quarti contro il bosniaco Damir Dzumhur e rimontato in finale contro Grigor Dimitrov dopo aver perso il primo set ed essersi trovato sotto 2-5 nel secondo. Ha vinto altri due tornei, a Rio de Janeiro 2018 e a Los Cabos 2019.

Diego Schwartzman (foto Giampiero Sposito)Negli Slam, ha raggiunto il primo quarto di finale nel 2017 allo US Open battendo Marin Cilic. Ha eguagliato il piazzamento al Roland Garros 2018, ribaltando due set di svantaggio al sudafricano Kevin Anderson, e allo US Open 2019.

A livello Masters 1000, ha raggiunto due semifinali, le due consecutive agli Internazionali BNL d’Italia negli ultimi due anni. Ha giocato altri due quarti di finale, a Montecarlo e Montreal nel 2017.

In classifica, ha toccato un best ranking di numero 11 nel 2018. Nel 2019, ha concluso la stagione per la prima volta da numero 1 d’Argentina.

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