SCHWARTZMAN METTE KO NADAL
L’argentino stoppa nei quarti il 9 volte re di Roma

Niente decima, almeno per ora, a Roma. In un 2020 strano come questo Rafa Nadal, numero 2 della classifica mondiale e del seeding, si ferma infatti ai quarti di finale degli Internazionali BNL d’Italia: a firmare la clamorosa sorpresa che chiude il sabato capitolino è l’argentino Diego Schwartzman, numero 15 Atp e ottava testa di serie, che dopo aver perso nove volte su nove (rimediando appena due set) si prende la soddisfazione di mettere ko il signore della terra, a sua volta nove volte trionfatore in questo torneo. E lo fa con pieno merito “il Peque”, con una partita perfetta: 62 75, in due ore e 3 minuti, il punteggio che spalanca al 28enne di Buenos Aires le porte della seconda semifinale consecutiva al Foro Italico e seconda a livello di Masters 1000. L’urlo liberatorio che lancia il “piccolo grande” Diego (1 e 70 di altezza) è la sintesi di una serata di fine estate indimenticabile, di quelle da raccontare ai nipotini fra qualche anno, diventando il 24esimo giocatore diverso a battere il campione spagnolo sul rosso.

CHE MATCH SPEEDY GONZALES SCHWARTZMAN! – Aveva lasciato per strada appena 6 giochi in due partite il mancino di Manacor, al rientro alle competizioni dopo oltre sei mesi e mezzo di stop (l’ultimo match ufficiale la finale di Acapulco vinta a fine febbraio contro Fritz), così da approdare per la 15esima volta in 16 anni ai quarti in riva al Tevere, però il rullo compressore si è inceppato di fronte a un avversario. “Non ho aspettative – aveva detto Rafa alla vigilia -: solo scendere in campo fare, del mio meglio ed essere il più possibile competitivo”. Ha lottato, con il cuore, ma di fronte ha trovato un giocatore ispiratissimo, uno Speedy Gonzales capace di reggere l’urto dei colpi dello spagnolo e contrattaccare con efficacia, limitando a 17 gli errori gratuiti a fronte dei 30 di Nadal, costretto ad incassare la 40esima sconfitta sulla terra in 21 anni carriera nel tour. Un capolavoro, quello di Schwartzman, che gli consente di giocarsi un posto in finale con il Next Gen canadese Denis Shapovalov, numero 14 del ranking Atp e 12esima testa di serie, destinato a fare irruzione nella Top 10.

Diego Schwartzman (foto Giampiero Sposito)

PRIMO SET PERFETTO PER DIEGO – Dopo aver cancellato due palle break nel quarto gioco, è stato il 28enne di Buenos Aires a strappare per primo la battuta all’avversario (3-2), break confermato con un paio di attacchi a rete. Schwartzman è stato pressoché perfetto, eseguendo il piano tattico studiato insieme al coach Juan Ignacio Chela: rovescio incrociato sul dritto mancino di Nadal e soluzioni vincenti, come il diritto inside chiuso quasi in lungo linea. Così si spiega il 62 in 51 minuti rifilato al campione spagnolo (l’ultimo set ceduto con questo punteggio a Montecarlo 2018 contro Fabio Fognini).

NON BASTA IL CUORE A RAFA – Anche nella seconda frazione l’argentino è riuscito a reggere l’urto dei colpi del maiorchino, che ha sventato una palla break nel quinto gioco ma nel settimo game, con un dritto in corridoio e una smorzata in rete, ha dovuto cedere il servizio. Immediato il contro-break del nove volte trionfatore al Foro (4-4), che però si è di nuovo trovato sotto. Schwartzman è andato a servire per il match, perdendo però a zero il game (5-5). La striscia di “strappi” non si è arrestata, con il sudamericano ad andare a servire di nuovo per il match, e stavolta Diego, complici due rovesci e un dritto in corridoio del fuoriclasse spagnolo, è riuscito a piazzare il del ko, conquistando l’ultimo agognato punto con una volée di dritto.

Rafael Nadal

“NON E’ IL MOMENTO DI TROVARE SCUSE” – “Non era la mia serata. Lui ha giocato molto bene, io no – ha detto Nadal a caldo -. Quando va così, si perde: è semplice. Questo può accadere quando si sta molto tempo senza giocare. Ho giocato due belle partite, quella di stasera è stata brutta. Ora non è il momento di trovare scuse, ma di accettare di aver giocato male e di aver perso. Questa sera era molto umido, le condizioni erano molto più pesanti rispetto alle sere precedenti. È stato molto difficile affrontarle Complimenti a Diego. Continuerò a lavorare. Almeno sono riuscito a giocare tre partite e ho lottato fino alla fine. Ma non puoi vincere perdendo così tante volte il tuo servizio. Devo aggiustarlo. So come fare“.

SCHWARTZMAN: “LA MIA PARTITA MIGLIORE” – “L’ho affrontato nove volte prima di oggi, e in almeno quattro o cinque sono andato abbastanza vicino da pensare che giocando il mio tennis miglior avrei avuto una chance. Oggi le condizioni erano lente, buone per me. Il rimbalzo non era altissimo” ha detto Schwartzman che non aveva mai battuto un avversario compreso fra i primi cinque del mondo prima di stasera. Peccato, aggiunge, “che non ci fossero tifosi. Non è certo il torneo migliore per battere Rafa per la prima volta, però è stata di sicuro la mia partita migliore di sempre“.
L’argentino ha parlato anche dei cinque break in cinque game dal 3-3 del secondo set. “Togliere il servizio ai miei avversari è quello che so fare meglio, molte volte di notte non è facile trarre vantaggio dal servizio. Cerchi di mettere la prima dentro, poi di entrare col secondo colpo e muovere l’avversario. Siamo specialisti della terra, sappiamo come giocare ogni punto e come mettere in campo ogni prima. Alla fine non è stato facile, ho giocato dei buoni punti quando ho servito per il match, ho tirato vicino alle righe. Oggi ho giocato il mio tennis migliore“.