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SERENA L’ONNIVORA DIVORA LA MCHALE
Risolto il piccolo malessere per aver assaggiato il cibo del suo cane

Questo contenuto è stato pubblicato 6 anni fa. Potrebbe essere riferito ad un’edizione passata degli Internazionali BNL d’Italia.

Serena Williams (Foto Antonio Costantini)

Serena Williams (Foto Antonio Costantini)

Chissà cosa avrà pensato il piccolo Chip, anche oggi all’angolo di Serena, nel vedere la sua padrona costretta a salvare un set point contro la non certo irresistibile Christina McHale, 56 delle classifiche e partita dalle qualificazioni. Forse si sarà sentito un po’ osservato dal pubblico del Centrale e responsabile di quello che stava accadendo. Chip è lo Yorkshire Terrier, che vive H24 con Serena Williams e la segue in ogni dove del circuito, anche in questa trasferta romana. In questa sorta di rapporto simbiotico, Serena ieri sera ha pensato bene di assaggiare il doggy menù appena sfornato appositamente per il suo cagnolino dal servizio dell’albergo di lusso dove risiede. Apparentemente un gustoso ed innocuo piattarello a base di riso e salmone, ma dai nefasti effetti collaterali, almeno per le umane viscere. Con Serena costretta a rifugiarsi in bagno per gran parte della serata, raccontando tutto su Snapchat. Tanto da far sussurrare, se non gridare, al pericolo forfait nel match odierno. Era già successo lo scorso anno proprio contro la McHale, sempre negli ottavi, sempre al Foro Italico. Tre indizi che sembravano costituire la classica prova. Ma l’allarme è fortunatamente rientrato, anche se la N.1 nella conferenza dopo il match odierno ha confermato che non si trattava di uno scherzo. “Purtroppo era tutto vero – ha ammesso Serena – sembrava cibo “umano” e l’ho assaggiato. Ma ora per fortuna ogni malessere è passato. Ma davvero non capisco come il mio cane possa mangiarlo. Anche perché mi sembra che lui non abbia alcun problema”.

Serena Williams (Foto Antonio Costantini)

Serena Williams (Foto Antonio Costantini)

Insomma, il rischio era di dover raccontare la caduta di un’altra dea, la Dea, dopo le eliminazioni in serie dal tabellone di Kerber, Azarenka, Kvitova e Halep. La McHale, 24enne cresciuta tra il New Jersey e Honk Kong col mito della più piccola delle Williams (o la più grande se la si vede nell’ottica della carriera tennistica), aveva già strappato un set alla numero 1 nell’unico precedente lo scorso marzo a Miami. Stavolta ci è andata vicina, molto vicina. 5-3 nel primo, poi ancora set point sul 7-6 al tie-break, prima di subire il colpo di coda di Serena, che ha chiuso il parziale sul 9-7 in un’ora e 10 minuti. L’urlo cacciato a pugno chiuso descriveva al meglio il rischio corso dalla più forte. Superata l’impasse, la tre volte campionessa del Foro (2002, 2013 e 2014) ha imboccato l’autostrada che portava ai quarti con un rapidissimo 6-1. Un nuovo step per riacquistare la condizione e mettere benzina nelle gambe. “Ogni giorno è un nuovo giorno per me, e cerco solo di vedere come sto quando mi sveglio. Il mio obiettivo è vincere altri Slam, ma per farlo devo far bene anche in tornei come Roma”. Domani l’avversaria nei quarti sarà Sveta Kuznetsova. Sperando che Chip stasera non ci metta la zampa. Pardon, lo zampino.

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