Svitolina ancora campionessa
Elina da applausi, Halep K.O.

Il secondo è più bello ancor…. “On fire” dal primo all’ultimo punto. Grintosa e cattiva come quella tigre tatuata che è comparsa da qualche tempo, maliziosa, sulla coscia sinistra. Ma anche dolce e disarmante come il sorriso con il quale abbraccia il trofeo ringraziando il pubblico. Si conferma regina di Roma Elina Svitolina. Nella finale degli Internazionali BNL d’Italia, l’ucraina, numero 4 Wta e del seeding, ha sconfitto per 60 64, in un’ora e sette minuti di partita, la rumena Simona Halep, prima giocatrice del ranking mondiale, bissando il titolo vinto dodici mesi fa sempre superando nel match decisivo la 26enne di Costanta. L’ultima tennista capace di confermarsi due volte di fila sulla terra capitolina era stata Serena Williams (2013 e 2014).

La cronaca. Simona vuole il trono di Roma, Elina non ha nessuna intenzione di abdicare. 24 punti a 8 in 19 minuti: se non è un cazzotto da ko quello che nel primo set la Svitolina ha rifilato alla Halep poco c’è mancato. Un “bagel” disastroso quello incassato dalla rumena, a vendicare magari quello rimediato dall’ucraina nel set decisivo dei quarti di Parigi dello scorso anno. Nella seconda frazione, al cambio di campo sul 3-2 con Elina già avanti di un break, Simona è uscita dal Centrale, seguita a ruota dalla trainer, per sottoporsi ad un trattamento medico (”Un risentimento alla schiena per la fatica del match precedente, nulla di grave”, spiegherà poi in conferenza stampa). Nel settimo game l’ucraina ha avuto tre chance per il 5-2 (con doppio break) ma la rumena è riuscita a restare aggrappata con le unghie al match: 4-3. Svitolina però non ha ceduto di un millimetro e ha archiviato la pratica nel decimo game, mettendo a segno il quarto successo in sei sfide con la rivale. L’ucraina non ha concesso nemmeno una palla-break ad una delle giocatrici che rispondono meglio nel circuito ed ha messo a segno 18 vincenti contro 14 gratuiti (mentre la Halep ha chiuso con un bilancio di 13 contro 21).

Si è presentata a Roma in grande spolvero Elina. Fisicamente al top e con un look da rivista patinata, lei che estremamente fotogenica lo è sempre stata (e che nell’off-season ha anche posato per un servizio parecchio sexy per una rivista del suo Paese). Da due anni è scoppiato l’amore tra la 23enne di Odessa ed il Foro Italico: ”Adoro questa città. Mi piacciono i fan, l’atmosfera, e poi è fantastico giocare davanti al pubblico italiano. E’ qualcosa di diverso rispetto agli altri tornei e questo fa degli Internazionali un evento davvero speciale. Sono quel tipo di persona che si gasa con il tifo. Per questo penso che sia il torneo perfetto per me”, aveva dichiarato durante la settimana. E a quanto are Roma ricambia….

”Mi auguro solo di non farmi male”, aveva detto la Halep dopo la maratona vinta in semifinale contro la Sharapova, ripensando a dodici mesi fa quando era arrivata vicinissima al successo prima che una scivolata malefica le mettesse fuori uso la caviglia sinistra favorendo la rimonta di Svitolina. Stavolta a parte il medical time out a metà del secondo parziale la Halep non ha lamentato particolari problemi fisici, solo la stanchezza per la maratona di semifinale contro la Sharapova. Sta di fatto che è apparsa piuttosto bloccata ed ha cominciato a giocare solo nella seconda frazione dopo un primo set assolutamente ingiudicabile.

Quando arriva in finale è praticamente imbattibile: Elina ne ha vinte 12 su 14 (ha perso solo quelle di New Haven con Aga Radwanska e Zhuhai con Kvitova, entrambe nel 2016). Quest’anno aveva già fatto centro a Brisbane e a Dubai, sulla terra però fino a Roma la sua stagione era stata abbastanza deludente: aveva perso nei quarti con la Garcia a Stoccarda e al secondo turno con la Suarez Navarro a Madrid. Per lei quella di Roma è la terza doppietta consecutiva vincente dopo Baku (2012-2013) e a Dubai (2017-2018). Nella lotta per il trono mondiale (già lo scorso anno è stata in lizza per lo scettro sia agli Us Open che alle Finals di Singapore) c’è una pretendente in più. E questa Elina fa davvero paura.